Per farmi un’idea di un autore, di solito, leggo almeno tre dei suoi libri pubblicati.
Dopo Fahrenheit 451 e L’albero di Halloween ritorno, dunque, su Ray Bradbury con L’uomo illustrato e i suoi racconti di fantascienza.
Per farmi un’idea di un autore, di solito, leggo almeno tre dei suoi libri pubblicati.
Dopo Fahrenheit 451 e L’albero di Halloween ritorno, dunque, su Ray Bradbury con L’uomo illustrato e i suoi racconti di fantascienza.
Giunti a fine ottobre, L’albero di Halloween di Ray Bradbury pare la compagnia ideale per concludere un percorso dedicato a storie folli, a collage da brivido, a cacce al mostro, alle streghe e alla visione di strane apparizioni.
Letture che si sono alternate settimana per settimana in preparazione della festa finale, quella in cui le tinte fosche e le lugubri atmosfere preannunciate si riuniscono, per grandi e piccini, nell’Halloween raccontato da Bradbury.
Fahrenheit 451 è il primo romanzo che leggo di Ray Bradbury.
Citato e menzionato come un gioiello della letteratura di fantascienza era tra i libri da leggere assolutamente, almeno una volta nella vita.
I motivi che mi hanno avvicinata a Fahrenheit 451 per parlarne su questo blog sono abbastanza ovvi e, ora che ne ho apprezzato la qualità descrittiva, posso permettermi di scrivere qualche considerazione riguardo a un genere che apprezzo a fasi alterne ma che, di solito, non prediligo.