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Le vite potenziali di Francesco Targhetta e la fatica di leggere un bel libro

28 novembre 2018
Le vite potenziali di Francesco Targhetta: trama, impressioni e paragoni

Sono in treno quando comincio a leggere Le vite potenziali di Francesco Targhetta.

Conscia della mia abitudine a cercare di indovinare, con discrezione, quello che stanno leggendo gli altri sono entrata in modalità lettore anonimo togliendo la copertina al libro della settimana.

Estraggo Le vite potenziali dalla borsa, lo poso sul tavolino, guardo le notifiche sullo smartphone. La compagna di viaggio seduta di fronte a me vede il romanzo, sorride e dice che è un libro molto bello. Un po’ pesante ma molto bello.

Scoperta la lettura della settimana che tanto mi ero premurata di nascondere, non mi resta altro che parlarne provando anche a far un po’ di luce sulla fatica di leggere.
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1984 di George Orwell: un romanzo distopico da (non) leggere

6 luglio 2018
Perché (non) leggere 1984 di George Orwell: letture estreme e traumatiche

1984 di George Orwell è un libro pericolosissimo perché può farti passare il bisogno di leggere se, per un qualche strano motivo, ne emergesse il desiderio.

1984 è il libro che ho spesso pensato di leggere ma dal quale ho cercato di tenermi alla larga. Dopo La fattoria degli animali, questo tipo di letteratura mi faceva paura.

Forse, parafrasando Orwell, capivo il come ma non capivo perché.
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Il manifesto del libero lettore di Alessandro Piperno: 8 scrittori da leggere

23 marzo 2018
Il manifesto del libero lettore di Alessandro Piperno: 8 scrittori da leggere

Il manifesto del libero lettore di Alessandro Piperno mi ha conquistata per il titolo e per la copertina appena ho messo piede in libreria.

Mi piaceva il contrasto creato nell’inserire una diga fatta di libri e quindi artificiale in un contesto naturale, percepito come spontaneo, libero da schemi, convenzioni e pregiudizi. In tutto questo, l’acqua si adatta al quadro complessivo e lo armonizza.

Questo contemplare la copertina de Il manifesto del libero lettore lascia intendere che il libro di Alessandro Piperno è giunto come un segno del destino e guida d’orientamento composta da 8 consigli di lettura e anche di scrittura.

Chi è e cosa legge un libero lettore, quindi?
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Pordenone Legge 2017: percorsi a ritroso, analisi presenti e visioni future

18 settembre 2017
Pordenone Legge 2017: percorsi a ritroso, analisi presenti e visioni future

La XVIII° edizione di Pordenone Legge si è appena conclusa lasciando memoria di un percorso a ritroso che ha portato autori ed editori ad analizzare il presente proponendo visioni future.

Causa raffreddore e assenza del grillo librario che mi ha guidato e orientato all’interno della manifestazione dedicata al mondo dei libri e della lettura, ci sono andata cauta con gli incontri (ma non con la scorta di libri). Ho quindi selezionato gli autori che mi incuriosivano di più cercando un equilibrio tra quelli di cui avevo letto (e quindi memoria) e quelli da leggere, per farne esperienza.

Ti avviso subito che, malgrado la selezione fatta a monte, questo post non sarà brevissimo. Il menù letterario che ho stilato per raccontare di cosa si è parlato a Pordenone Legge 2017 prevede:

  • Carlos Ruiz Zafòn e la Tetralogia di Barcellona,
  • Elizabeth Strout e Tutto è possibile,
  • Wole Soyinka e la storia in un romanzo,
  • David Lagercrantz e L’uomo che inseguiva la sua ombra,
  • Andrea Segrè e Il gusto delle cose giuste. Lettera alla generazione Z,
  • Umberto Ambrosoli e Massimo Sideri e Il diritto all’oblio e il dovere della memoria,
  • Riccardo Mazzeo e Elogio della letteratura (e conversazioni con Zygmunt Bauman)
  • Vittorio Lingiardi e Mindscape.Psiche del paesaggio,
  • Luis Sepulveda e Storie ribelli,
  • Rutger Bregman e Utopie per realisti.

Buon appetito cioè, scusa, volevo dire, lettura! 😛
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Leggere L’ombra del vento di Carlos R. Zafòn: oblio e memoria a Barcellona

17 giugno 2015
Ombra-del-vento-oblio-e-memoria-a-Barcellona-immagine-via-Flickr-autore-Vincenzo-Caico

Ho promesso di parlare di libri nei quali soffia il vento. Mi sembrava una metafora carina da sviluppare e, dopo Vento Canale, ho pensato di rileggermi L’ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafòn, edito in Italia presso la Mondadori.

Rileggere è un modo per verificare se un testo è in grado di catturarti come la prima volta, per trovare altre sfaccettature e confrontare i ricordi creati e legati ad esso.

Ho adorato L’ombra del vento però, in un gruppo di lettura su Facebook, mi ha incuriosito il commento di un lettore che non riusciva a farsi prendere dall’opera di Zafòn. Si domandava se, superate le 200 pagine, avrebbe finalmente decollato…
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Leggere Margaret Atwood: Il racconto dell’ancella

13 maggio 2015
Recensione: il racconto dell'ancella di Margaret Atwood

Il racconto dell’ancella è stato ristampato, Margaret Atwood torna a Pordenone Legge. Sono passati tre anni da quando la vidi sul palco per presentare la trilogia dell’Adamo Pazzo e raccontare progetti presenti e futuri.

A primo impatto, l’autrice ha ispirato la mia immediata simpatia. Saranno state la sua figura minuta e l’età avanzata, il suo sottile e raffinato senso dell’umorismo, il cappellino e la giacca rosa pastello che indossava, ma prima ancora che iniziasse l’incontro mi sono sentita motivata a conoscerla anche attraverso i suoi scritti.  Non avevo mai letto nulla di lei. Sapevo solo che nel corso della sua lunga carriera di romanziera è stata capace di creare scenari distopici pericolosamente verosimili.

Tuttavia, cosa vuol dire distopia? Qual è la visione narrativa che Margaret Atwood segue fin dagli anni ’80 e quanto ha saputo essere lungimirante con le sue storie? Per trovare risposta a queste domande, mi sono lasciata convincere a leggere Il racconto dell’ancella, fuori catalogo fino a poco tempo fa. Il libro mi è stato prestato dalla mia amica e grillo librario Elena Bigoni, a lei devo anche la scoperta e la lettura di James Jones, Da qui all’eternità.

Oggi però è il momento de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, ristampato da Ponte Alle Grazie.
Il momento in cui questo romanzo torna di nuovo tra gli scaffali delle librerie, intatto e sorprendentemente attuale e che io lessi in una vecchia edizione Mondadori.

Non ho ancora avuto il coraggio di guardare l’adattamento televisivo, ancora ricordo le inquietudini provate in corso di lettura e che ho cercato di riportare in questa recensione.

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