La vita simbolica di Carl Gustav Jung stazionava sul mio comodino da più di un anno, lasciato fermo su un passaggio che lessi a voce sul canale Telegram domandandomi mentalmente se l’asserzione dell’autore secondo cui:
“al progresso esteriore dell’umanità non si è verificato un corrispondente sviluppo e miglioramento interiore”
fosse vera o falsa.
Sul momento mi bastava credere nella sua verità fondamentale e percepire, al contempo, l’intenzione di destrutturare il metodo freudiano e ridimensionare l’importanza del padre della psicoanalisi (e del suo ego) nell’interpretazione dei sogni.
Svanito il momento (durato oltre i 365 giorni dall’inizio di questa lettura) è emersa la curiosità di leggere le riflessioni di Carl Gustav Jung e gli appunti raccolti su La vita simbolica.

