Spesso dimentichiamo la nostra individualità pensando che online sia accolta e riconosciuta senza riserve quando, invece, viene gradualmente annullata o distorta.
Quando ci si rende conto di essere arrivati a questo punto, subentra la delusione. Non ci si rende conto di percorrere questa involuzione perché è vissuta in prima persona ed è filtrata dallo schermo di un computer.
A me l’idea di lavorare sui social, di condividere, chiacchierare e scoprire blog, realtà e persone nuove piace ma c’è sempre un ma.
L’individualità e la collettività, in qualsiasi tipo di contesto, esisteranno sempre ma gli ingranaggi che ne regolano l’interazione sono in continuo mutamento. Come mantenerli in equilibrio fra loro?