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Pausa racconto: storia di Filippetti, De Impicciotti e di un draghetto

3 novembre 2016
Pausa racconto: storia di Filippetti, De Impicciotti e di un draghetto

Recita la terza traccia degli esercizi carveriani:

“Scrivete un racconto in cui la riservatezza di qualcuno viene violata”

Difficile, molto difficile. Ancora più difficile delle tracce che mi hanno portata a scrivere Tina, Laia, Elise e la casetta di bambù ed E il premio Nobel per la letteratura va a…

Non sapevo proprio cosa inventarmi e così, per vedere cosa succedeva, ho messo vicino tre personaggi un po’ curiosi: Filippetti, De Impicciotti e un draghetto.

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Pausa racconto: le ali dei ricordi, prima parte

5 maggio 2016
Pausa racconto: le ali dei ricordi, storia di Angelica e Alessio, prima parte

Eccomi qui con un nuovo racconto a puntate per pausa racconto. Non è proprio nuovissimo, anche Le ali dei ricordi ha partecipato a un concorso ma, a quanto pare, non venne particolarmente apprezzato dalla giuria e a ragione.

Grazie alla revisione di Antonella Albano ho capito che c’erano parecchie cose che non funzionavano nella storia in sé e vi ho lavorato sopra fino ad ottenere una versione accettabile e pubblicabile.

In Le ali dei ricordi non vi sono note biografiche, è una storia inventata di sana pianta ed è stata definita surreale, termine che, sinceramente, non mi dispiace.

Spero che piaccia anche a te e… buona lettura! 🙂
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Pausa Racconto e Vita, morte e miracoli di Francesco Ambrosino

24 dicembre 2015

Mi sono resa conto che a novembre non ho pubblicato la pausa racconto mensile e volevo rimediare tornando ad ospitare Francesco Ambrosino con un racconto intitolato C’è ancora tempo.

Come al solito, mi sono ridotta all’ultimo momento e non ti dico le peripezie per recuperare questa piccola perla narrativa del mio mentore virtuale. Credevo di averlo salvato ma… mi sono dimenticata dove e, purtroppo, ho dovuto rivolgermi (a orecchie basse) al diretto interessato rovinando la sorpresa che avevo immaginato di fargli per la Vigilia di Natale.

Prima di lasciarti alla lettura di C’è ancora tempo, storia agrodolce di un uomo che sta vivendo una bruttissima giornata, voglio fare anche una piccola premessa sul nuovo racconto di Francesco Ambrosino: Vita, morte e miracoli. Ecco la foto della copertina.

Bella vero? Bene, è bello anche il racconto e l’autore si mantiene coerente con il suo stile di scrittura, semplice, pulito e scorrevole. Non so se è un rischio fare un confronto tra C’è ancora tempo e Vita, morte e miracoli ma ho voglia di correrlo perché, per quanto scritti in tempi diversi e con obiettivi narrativi differenti, li trovo meravigliosi.

Nella prima storia predomina l’atmosfera cupa e triste di chi ha perso il lavoro e che si trova ad osservare, senza ottimismo, lo scorrere della sua vita come il pendolare osserva, attraverso il finestrino del treno, il paesaggio cambiare sempre allo stesso modo. Forse, questa lettura non è adatta alla Vigilia di Natale? Non credo. Perché sono convinta che questo periodo non porti con sé solo festa e abbondanza. Lo stato emotivo d’allegria e speranza si mescola sempre a una vena malinconica che, in C’è ancora tempo, compare con grazia ed eleganza.

La stessa vena malinconica appare anche in Vita, morte e miracoli (ti consiglio vivamente di scaricare il racconto il prima possibile) ma è più blanda e ciò che scorre davanti agli occhi del lettore sono scene e persone di paese. Macchiette che vivono lontano nel tempo ma che sono ben presenti nello spazio fisico che abitano. Sono piccoli scatti di un’umanità varia e variegata, perduta e ritrovata, che vive nei ricordi di chi è nato prima dell’avvento dei social.

Nell’introduzione al racconto, Francesco Ambrosino spiega chiaramente che determinate dinamiche e abitudini sociali sono venute meno con l’avvento dello spazio virtuale. Vita, morte e miracoli non è un’accusa al cambiamento, ma solo un ricordare, illustrare la realtà delle piccole cose, dei dettagli che, a prima vista, appaiono inutili. È un ricordare che siamo persone banali ma uniche, tutti con una piccola o grande storia da raccontare e da accogliere come se fosse il dono più prezioso di tutti.

Ora, conclusa questa premessa, ti lascio alla lettura della #GuestStory, C’è ancora tempo.

Domani non ci saranno pubblicazioni su questo blog e non ti scriverò prima di lunedì 28 dicembre.

Ti auguro Buone Feste e, anche se non sei Babbo Natale, mi faresti un ‘immenso regalo se ti fermassi un momento qui, a leggermi e a leggere delle persone che hanno reso meraviglioso il mio 2015 nel mondo del blogging.

Un bacione e… buona lettura!
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Pausa racconto di Elisabetta Bricca: La gabbia

10 novembre 2015
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Nuova Pausa racconto e nuovo autore da leggere in questo secondo martedì novembrino.

Oggi voglio tornare a leggere e a farti leggere Elisabetta Bricca. L’hai conosciuta con Umbria She Said e da tempo la corteggio per avere uno dei suoi racconti da ospitare. E lei mi affida Parigi…encore.

Non ho molta simpatia per Parigi o forse non ne ho per i parigini. L’ho visitata in due occasioni e sono state poche le cose che mi hanno colpito e affascinato. Per il resto la capitale francese mi è parsa grigia, fredda e i suoi abitanti tutt’altro che cordiali. Parigi è una donna bellissima, elegante, raffinata, certo, ma nella sua anima il fascino si mescola a qualcosa di di molto simile alla crudeltà. Questa è la sensazione che ho percepito quando ho passeggiato per le sue strade e questa sensazione è apparsa anche quando sono giunta alla conclusione della storia di oggi.

Ma il punto non è se io amo o meno Parigi, il punto è leggerla attraverso gli occhi di Sabine, tratteggiati dalla penna di Elisabetta Bricca. Per questo ho bisogno che tu legga questa pausa racconto, per capire se anche tu proverai sentimenti contrastanti e rimarrai, incredulo, sul finale. Come è capitato a me…
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Pausa racconto: Lo scherzo migliore

27 ottobre 2015
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Dato che siamo vicini ad Halloween, riesumare Lo scherzo migliore mi sembra una buona idea.

Ormai mi sono dimenticata quanto tempo è passato da quando ho buttato giù la prima bozza. Volevo creare qualcosa di strano, surreale. Forse non è uno dei miei racconti migliori ma perché lasciarlo chiuso nel cassetto? Spero ti piaccia, se poi hai qualche consiglio da darmi, ogni commento è bene accetto. Come sempre. 🙂
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Pausa racconto di Francesco Ambrosino: Io, il metronomo e la Lettera 22

20 ottobre 2015
Io, il metronomo e la lettera 22_immagine via Flickr (mario bellavite)

Il mese scorso ti ho proposto una piccola fanfiction, per variare un po’ e oggi torno a proporti la scrittura di Francesco Ambrosino.

Io, il metronomo e la Lettera 22 mi è particolarmente caro perché, per certi versi, ho potuto identificarmi con quanto l’autore va narrando.

In primo luogo per la descrizione e l’attaccamento affettivo che scaturisce pensando alle vecchie macchine da scrivere della Olivetti, quella con i tasti talmente pesanti che dovevi prendere la rincorsa per schiacciare anche un solo tasto. Fin da bambina fui affascinata da questo strano oggetto. Avevo pochi mesi quando, non so in che modo, mi sono tirata addosso la Lettera 35 di mia madre (senza particolari danni, credo).

Mi manca la cultura musicale di Francesco Ambrosino però ricordo molto bene il ticchettio (per me fastidioso) del metronomo. Lo utilizzava la mia babysitter quando doveva esercitarsi con il violino. Entrambi i suoni non mi piacevano molto, preferivo quello del pianoforte che, tuttora, non sono in grado di suonare.

Bene, mi sa che mi sono dilungata troppo con i miei ricordi personali. Vieni a leggere quelli di Ambrosino?
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Pausa racconto di Antonella Albano: Il Madonnaro

13 ottobre 2015
#GuestStory: il Madonnaro

Buongiorno e buon martedì. Oggi ho un’altra pausa racconto da farti leggere, sempre di Antonella Albano.

Hai conosciuto quest’autrice prolifica in diverse occasioni. L’ultimo suo racconto ospitato è Reietta e questa volta tocca a Il Madonnaro. Una storia, a mio avviso, dolcissima e che ha vinto, con ampio merito, il concorso del Caffé Letterario la Luna e il Drago nel 2012.

Sono contentissima di questo prestito da parte di Antonella Albano, è per me una manifestazione di fiducia che uno scrittore mi conceda di pubblicare su questo blog le sue storie. Se puoi, rendimi felice leggendola vino in fondo. 🙂

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Pausa racconto di Antonella Albano: Reietta

15 settembre 2015
#GuestStory: Reietta di Antonella Albano (foto paroleombra.com)

Continuano le pausa racconto e, questa volta, lo spazio è tutto dedicato ad Antonella Albano alla quale devo:

La mia ospite è andata oltre la disponibilità concessa per pura cortesia e, per questo gliene sono grata, come sono felice di farti leggere il primo della trilogia di racconti che vorrei condividere con te.

Si intitola Reietta e, più che una storia, è una sensazione.

Quello che viene messo in evidenza è ciò che la figura di una donna forte e di buon cuore messa sotto pressione, logorata, da una società che la disprezza e la svaluta in quanto donna e di come, nonostante ciò, affronta la paura e il desiderio di morire prendendo coscienza della fonte generatrice di vita che è il femminino.
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Pausa racconto, racconti da leggere e conservare

28 agosto 2015
#GuestStory, racconti da leggere e conservare (Flickr,immagine di mariaelena)

Ultima raccolta della settimana e poi tornerò a parlar di libri, a formular riflessioni varie e a esercitarmi con la scrittura.

Martedì ho raccolto le mie Pausa Racconto mentre il mercoledì appena trascorso è stato interamente dedicato al Curriculum Del Lettore, con i suoi partecipanti di agosto.

Questo venerdì è l’occasione buona per ricordarti altri lavori narrativi creati da persone con le quali ho il piacere di confrontarmi spesso e volentieri. Ospitarli è stata un’esperienza fantastica, da continuare e approfondire. Intanto che mi preparo per una simile evenienza, vieni a leggere le Pause racconto dei miei ospiti?
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