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Il cerchio celtico di Björn Larsson: mare, cultura celtica e libertà

14 Settembre 2020
Il cerchio celtico di Björn Larsson: diario e romanzo su cultura celtica e libertà

Il cerchio celtico di Björn Larsson è un romanzo in cui l’autore narra la sua passione per il mare e la navigazione in barca a vela. Ad essa si lega la curiosità di apprendere, al di fuori dei libri, qualcosa di più sulla cultura celtica.

L’autore, interessato a fissare una rotta che indichi l’esatta collocazione dell’essere umano in rapporto alla realtà e alla natura, insita e coltivata, sceglie così di intraprendere un percorso narrativo in cerca di un equilibrio tra il bisogno di amore e quello di libertà.

Affrontando venti favorevoli e contrari, rischi imprevisti e calcolati, Il cerchio celtico racconta la sua visione del mare, dell’amore e dell’essere e sentirsi liberi.

A queste tematiche si aggiungono poi quelle che, associate a uno spirito predisposto all’avventura e all’esplorazione, si confrontano con la cultura celtica proponendo una lettura più che affascinante e tutt’altro che incantevole.
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La linea del sangue di Jesmyn Ward: i gemelli di Bois Sauvage

11 Settembre 2020
La linea del sangue di Jesmyn Ward: romanzo convergente e divergente

In ordine di realizzazione La linea del sangue è il romanzo d’esordio di Jesmyn Ward e il capitolo conclusivo della trilogia Bois Sauvage.

Atteso pazientemente, è anch’esso un romanzo che può essere letto seguendo l’ordine narrativo che si preferisce perché, per quanto correlato ai personaggi descritti negli altri due libri, è ad essi indipendente.

I personaggi sono diversi ma a unirli è il luogo in cui vivono e che ne determina stasi e spostamenti verso una vita migliore e il tempo che scandisce il prima, il durante e il dopo dell’uragano Katrina.

La linea del sangue fa scendere in campo due voci e malgrado le tensioni, gli allontanamenti e le incomprensioni è una linea che non si spezza lasciando un senso di continuità che sa di speranza.
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Bull Mountain di Brian Panowich: una saga familiare tra crime e noir

7 Settembre 2020
Bull Mountain di Brian Panowich: un romanzo brutale

Bull Mountain di Brian Panowich è una saga familiare e un romanzo che attraversa i generi del crime e del noir per raccontare i Burroughs e le loro radici.

In questo libro i luoghi e i personaggi, cupi e ostili, seguono il solco di una tradizione tracciata da generazioni di fuorilegge che, attaccati alle loro radici, hanno perso di vista la distinzione tra ciò che va coltivato e ciò che va sradicato per preservare la libertà di amare la terra in cui vivono e farsi amare dal lettore che ad essi si avvicina per la prima volta.

Bull Mountain di Brian Panowich è presentato come un romanzo adatto a:

“chi ama camminare in montagna per poter guardare le nuvole dall’alto”.

Tuttavia, il percorso per cogliere tale stato d’animo richiede tempo e attenzione e non è detto che si verifichi.

Il romanzo, infatti, sembra far di tutto per persuadere che la normalità e l’idea di famiglia debbano marcire sugli stessi sentieri invece di innalzarsi, in cerca di luce e nuove vie da percorrere.
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Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams: questa volta, il ciclo completo

31 Agosto 2020
Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, il ciclo completo

Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, per me, era solo un altro romanzo di successo citato da intenditori e amanti del genere più per tagliar fuori i lettori da questo universo letterario che invitarne di nuovi a mettersi in viaggio, tanto per capire se e quanto fanno parte di questa narrazione un po’ cacofonica. Questa volta, a distanza di due anni, ho pensato di dedicarmi al ciclo completo senza tentare di capire.

Dato che per l’autore dichiarò che:

“l’uscita di questo volume è parsa l’occasione ideale per chiarire tutto o, almeno, distorcerlo in via definitiva”

ho scelto anche di riportare le successive impressioni di lettura senza preoccuparmi troppo degli effetti che eventuali commenti potrebbero sottolineare. Giuste o sbagliate che siano.

Guida galattica per gli autostoppisti: in sintesi, impressioni di lettura libro per libro

La fuga dai topi, la distruzione della Terra e il rocambolesco salvataggio dei personaggi coinvolti mette appetito. La Guida galattica per gli autostoppisti l’aveva previsto e questo spiega la voce inserita per suggerire dove andare a mangiare, prima di riprendere la “trilogia in cinque parti” di Douglas Adams.

Con il secondo volume della tortuosa e complicata storia di fantascienza umoristica anche per il lettore è, quindi, disponibile un tavolo per gustarsi lo spettacolo.

Ristorante al termine dell’Universo

In realtà, al Ristorante al termine dell’Universo, Arthur Dent e Trillian, Marvin, Zaphon e Ford Prefect ancora non ci sono arrivati.

Il lettore li ritrova imbarcati sulla Cuore d’oro. Stanno discutendo su quale linea d’azione seguire per salvarsi dall’attacco dei Vogon mentre Arthur ha, involontariamente, mandato in tilt il computer di bordo per convincere la Nutrimatica a servirgli un vero tè, come quelli che sorseggiava sulla Terra.

È una situazione di stallo dove il massimo rappresentante della categoria degli psichiatri spiega le ragioni per cui l’improbabile astronave di salvataggio debba essere rimossa una volta per tutte. L’importante, comunque, è spiegarsi perché:

“Secondo una certa teoria, se qualcuno dovesse scoprire a cosa serve l’Universo e come mai esiste, questo si dissolverebbe per essere rimpiazzato da qualcosa di ancora più inspiegabile e bizzarro”.

In coerenza con la narrazione surreale e inesatta della realtà documentata dall’affidabilissima Guida galattica si aggiunge teoria alla teoria che rallenta la pratica avviata per raggiungere il Ristorante al termine dell’universo che altro non è che:

“una delle speculazioni più azzardate di tutta la casistica degli esercizi ristorativi”.

Consumate tutte le speculazioni possibili, probabili e immaginabili per trovare un parcheggio nelle vicinanze del locale e, in seguito, un’astronave con la quale ripartire, ai personaggi di Douglas Adams viene assegnato un problema da risolvere al fine di decifrare il senso del terzo volume del ciclo galattico.

La vita, l’universo e tutto quanto

È lo svolgimento delle mansioni distribuite all’equipaggio della Cuore d’oro e, in questa fase, ogni personaggio è a sé.

  • Arthur Dent regredisce a una condizione primitiva,
  • Ford Prefect opta per la fuga,
  • Trillian e Zaphod avviano una relazione dopo aver incontrato un simpatico vecchietto che vive in una capanna e si dedica al dolce far niente e
  • Marvin, come al solito, giace dimenticato e inutilizzato da qualche parte, probabilmente in una qualche improbabile intersezione de La vita, l’universo e tutto quanto.

Tutto sommato, il terzo volume della Guida galattica scorre relativamente tranquillo malgrado i continui salti temporali ai quali autore, lettore e personaggi sono sottoposti.

Pur essendo coscienti che la Terra non esiste più e che dei suoi abitanti è rimasta qualche vaga proiezione di lavori e professioni che erano soliti svolgere abitualmente, la ricerca persevera nelle similitudini dove Arthur vorrebbe stabilirsi e dalle quali Ford Prefect si allontana con rabbia. Quest’ultimo, perennemente insoddisfatto e irrequieto cerca un modo per combattere la noia continuando ad esplorare l’Universo per il quale non sembra provare alcun interesse in particolare.

“Il mio medico dice che soffro di una malformazione alla ghiandola del dovere e di una deficienza congenita della fibra morale … e che quindi sono esentato dall’incarico di salvare universi”.

A parte la storia di Krikkit e le lezioni di volo, è un volume che si mantiene in linea con la confusione generale di cui l’opera di Douglas Adams è intrisa.

Ricompare Marvin e pur sembrando sempre più importante per dare un po’ di pace e ristoro ai caratteri, alle personalità e alle anime provate dallo stress non indifferente dei viaggi intergalattici, rimane saldamente collegato al suo ruolo di robot:

“Sto qui seduto con la tristezza e l’infelicità come mie uniche compagne. Oltre alla mia immensa intelligenza, certo. E la mia infinita disperazione. E la…”

Sì, forse è meglio che Marvin rimanga Marvin e che le sue pessimistiche visioni della vita si limitino a qualche fugace apparizione in punti strategici di un narrato collocato nel genere della fantascienza umoristica, anche se dispiace lasciarlo da solo e senza salutarlo.

Addio, e grazie per tutto il pesce

Dalla Cuore d’oro si torna sul pianeta Terra prima che questa venisse distrutta.

Dopo circa otto anni di sconclusionati viaggi agli estremi dell’Universo Arthur Dent torna a casa. Un ritorno che però non è meno traumatico dell’annientamento di un pianeta attraversato da una fase buia e senza stelle:

“Questo pianeta ha – o aveva – un problema e il problema era che la maggior parte dei suoi abitanti era costantemente infelice. Per rimediare al guaio furono suggerite varie proposte, ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di pezzettini di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che tutto sommato non erano i pezzetti di carta verde ad essere infelici”.

Addio, e grazie di tutto il pesce è un libro che ha un certo romanticismo. Difficile da definire o da precisare ma è un romanticismo diverso da quello che si costruisce attraverso le similitudini e che rende discretamente sentimentale una narrazione che, per quanto unica e originale, non è meno sola rispetto ad altre nell’Universo.

Forse è il libro migliore del ciclo completo e, il più ragionevole. Nonostante le proposte accennate e che intasano la cassetta postale e il salotto di Arthur Dent, ci si interessa ancora alla salvaguardia dei delfini quando ancora i delfini non hanno rinunciato ad esserci e sembra intenzionato a raggiungere un risultato banale che potrebbe avere il valore di concludere, in bellezza, la compilazione della voce dedicata alla Terra.

Praticamente innocuo

In un universo di emozioni immaginate, vissute, perdute e nostalgicamente ricordate per buona parte del ciclo di Douglas Adams ci si aspetta che qualcosa di buono emerga da tutto questo e che continui nell’infinito delle possibilità e delle improbabilità di cui la narrazione galattica dispone.

“Qualunque cosa accade, accade.

Qualunque cosa che, accadendo ne fa accadere un’altra, ne fa accadere un’altra.

Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade.

Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico”.

Chiarissimo, non c’è che dire…

Ad ogni modo, a leggere Praticamente innocuo c’è da impazzire e, in questa direzione, Ford Prefect si rivela un personaggio con notevole competenza in materia il quale, in una lineare ripetizione di un unico e inequivocabile gesto, comunica il suo pensiero riguardo alla nuova gestione della casa editrice specializzata nella pubblicazione, riveduta e aggiornata, della Guida galattica per gli autostoppisti. Nel frattempo, Arthur Dent si sta ancora chiedendo che fine abbiano fatto i delfini.

L’umorismo, a questo livello di follia fantascientifica, raggiunge una fase critica e delicata. Anche se non lo dà a vedere, sembra sul punto di incrinarsi, frammentarsi e disperdersi in un disastro inquantificabile che, per non pensarci, viene nascosto da “un po’ di musica leggera”.

Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro

C’è qualcosa nelle profondità oceaniche di un pianeta, ricco di saporite aragoste, che sorride pacifico e beato. Zaphod e i suoi collaboratori tornano in scena con il compito di verificare la chiusura definitiva della Guida galattica per gli autostoppisti.

Poco da aggiungere su Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro ma, nonostante tutto, sembra di sentire una raccomandazione sottintesa a una preoccupazione che, in certi frangenti, forse è meglio non consumare tutte le aragoste (?) e le risorse di un passato che, per quanto lontano e obsoleto, potrebbe sempre raccontare e insegnare qualcosa di utile, forse.

Autore: Douglas Adams

Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti, il ciclo completo

Traduzione: Laura Serra

Casa editrice: Oscar Absolute

Pubblicazione: maggio 2016

Pagine: 844

Prezzo di copertina: € 16.00

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La concessione del telefono di Andrea Camilleri: un documento romanzato

28 Agosto 2020
La concessione del telefono di Andrea Camilleri: un documento romanzato sulle vicissitudini del Genuardi

La concessione del telefono è il primo romanzo che leggo di Andrea Camilleri.

Associato alla serie televisiva ispirata al suo personaggio più famoso, il commissario Montalbano, e autore di punta della Sellerio, Camilleri vanta una produzione letteraria ampia e sconfinata e indiscutibilmente apprezzata dai lettori di tutta la penisola italiana.

Data la varietà di scelta, concentrarsi su un singolo titolo per orientarsi nella lettura non è facile né immediato.

È un po’ come chiedere La concessione del telefono a Vigàta, in Sicilia, nel 1891 e non indovinare nella proposta dell’autore o nella richiesta del lettore, la storia più semplice da comprendere.

Tuttavia, ho rischiato e, nel post di oggi, provo a mettere per iscritto ciò che ho appreso o, penso di aver appreso.
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Fahrenheit 451 di Ray Bradbury: un romanzo descrittivo

24 Agosto 2020
Fahrenheit 451 di Ray Bradbury: trama e considerazioni

Fahrenheit 451 è il primo romanzo che leggo di Ray Bradbury.

Citato e menzionato come un gioiello della letteratura di fantascienza era tra i libri da leggere assolutamente, almeno una volta nella vita.

I motivi che mi hanno avvicinata a Fahrenheit 451 per parlarne su questo blog sono abbastanza ovvi e, ora che ne ho apprezzato la qualità descrittiva, posso permettermi di scrivere qualche considerazione riguardo a un genere che apprezzo a fasi alterne ma che, di solito, non prediligo.

Fahrenheit 451, Ray Bradbury: trama, domande e risposte in un libro

Fahrenheit 451 è il racconto più famoso di Ray Bradbury ed è il mezzo attraverso il quale l’autore ipotizza un mondo dove i libri vengono bruciati per tutelare il benessere e la tranquillità di una società futura, abituata e immersa nelle innovazioni tecnologiche che incantano e intrattengono le masse a partire dagli anni ‘50 del Novecento.

Le case sono sicure, completamente ignifughe e le persone, qualora dovessero eccedere distrattamente nell’assunzione di calmanti, antidepressivi e programmi radio-televisivi, hanno a disposizione tutto quello che serve per tenerle quietamente in vita.

La trama di Fahrenheit 451 descrive una realtà di una calma irreale e surreale, statica e piatta alla quale gli adulti si sono adattati e che i giovani cercano di movimentare attraverso le corse in auto e, in un’istintiva ricerca di emozioni e velocità, provando ad investire un raro passante che passeggia per strada in una sera d’estate, senza una meta in particolare da raggiungere.

Il mondo descritto da Bradbury è la trama in cui Montag, pompiere di professione e per tradizione, vive. La sua missione è purificare le case dalle influenze nefaste dei libri in cui si annidano pensieri complessi e profondi e che potrebbero attivare stati d’animo altamente instabili e pericolosi. Montag è l’eroe della narrazione e, fino a quando non incontra Clarisse, pare contento di esserlo.

Consapevole di essere soltanto una pazza, Clarisse parla liberamente di famiglia, alberi, foglie e fiori, di passeggiate e di conversazioni. Diventa la prima interlocutrice di Montag ed è unica perché smuove una coscienza che, sepolta tra le ceneri dei libri bruciati, si propaga in pensieri che, tradendo i valori e la missione di una categoria professionale, inducono il protagonista a leggere per capire perché, tutto sommato, non si sente felice.

Da lavoratore e cittadino modello, Montag si tramuta in un criminale che si dà alla fuga portando con sé la memoria frammentata dei libri che ha incautamente salvato dalle fiamme e che, da una convinzione di contentezza, lo hanno orientato verso uno stato di dubbio e una diversa percezione della felicità.

Più la narrazione di Fahrenheit 451 procede e più Montag si avvicina al nucleo e all’origine delle domande riportate da Neil Gaiman nell’introduzione del libro, base della trama su cui il romanzo di Bradbury si struttura per fornire una risposta valida e plausibile sul senso e sull’utilità del leggere, non solo questo specifico titolo, ma i libri in generale.

A fissarsi sulle domande ipotetiche adottate per descrivere l’andamento distopico di Fahrenheit 451, pubblicato nel 1953 per i lettori del futuro, ci si sorprende nel riscontrare come la precisione descrittiva di un’opera trovi spazio e luogo di collocazione in un passato che non si presta ad essere dimenticato e che offre non pochi elementi di suggestione anche nella contemporaneità di chi legge.

Il romanzo di Ray Bradbury è un classico che non ha ancora esaurito le caratteristiche che ne fanno letteratura di fantascienza perché viene automatico chiedersi se si è arrivati a un punto di rottura o di impasse nella narrativa di genere.

Il dilemma è interessante, sarebbe bello poterne discutere con Faber, il secondo interlocutore di Montag, il pompiere che era contento di bruciare i libri e l’uomo che, alla fine, si fa copertina dei libri che legge di nascosto perché non era felice. 🙂

Autore: Ray Bradbury

Titolo: Fahrenheit 451

Titolo originale: Fahrenheit 451

Traduzione: Giuseppe Lippi

Casa editrice: Oscar Moderni

Pubblicazione: maggio 2016

Pagine: 166

Prezzo di copertina: € 12.00

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Due di due di Andrea De Carlo: Milano, l’amicizia e il tempo narrativo

21 Agosto 2020
Due di due di Andrea De Carlo: un affascinante romanzo polisindeto

Due di due di Andrea De Carlo è un altro dei libri consigliati spesso e indirettamente nei Curriculum Del Lettore che si sono avvicendati in questo blog.

Mi piaceva il tema dell’amicizia e di come, in una città caotica e sovraccarica di stimoli come Milano, si sia sviluppato un romanzo ancora vicinissimo alla contemporaneità e che si legge come un classico della letteratura italiana.

Intimista e distaccato, Due di due di Andrea De Carlo non è un libro che si legge tutto d’un fiato però ha un respiro narrativo che coinvolge e viene incontro al lettore che vuole solo una buona storia da ascoltare.
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Parlarne tra amici di Sally Rooney: modalità di scelta e di lettura

17 Agosto 2020
Parlarne tra amici di Sally Rooney: modalità e scelte di lettura da romanzo

Parlarne tra amici di Sally Rooney è uno dei due libri Einaudi che ho scelto per ottenere la borsa mare.

Le intenzioni di lettura, in questo frangente, possono apparire frivole e, lo sono. Tuttavia il libro in questione ha una trama e una forma che non sono poi così scontate né superficiali.

Presentato come un romanzo autentico e universale sui complicati capricci d’amore Parlarne tra amici implica diverse modalità di lettura che vanno dalla commedia romantica al manifesto femminista.

Dettagli e accessori interessanti, per leggere ciò che Sally Rooney racconta e, infine, concedersi il tempo per fare le proprie valutazioni e parlarne in questo post.
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L’anno della lepre di Arto Paasilinna: romanzo finnico-naturalistico

14 Agosto 2020
L'anno della lepre di Paasilinna: romanzo e umorismo finnico

A Ferragosto, pensando ai momenti trascorsi in piscina con Il cappotto di Gogol’, a casa con la trilogia dell’Adamo Pazzo della Atwood o lungo un torrente montano a sbrogliare Quer pasticciaccio brutto di via Merulana di Gadda, pare tradizione, su questo blog, fare delle scelte di lettura un po’ insolite.

Per “rispettare” tale tradizione, L’anno della lepre di Arto Paasilinna pare una lettura ideale per muoversi seguendo i variabili stati d’animo di Vatanen e della sua lepre e viaggiare sul filo dell’umorismo e dell’ironia di un romanzo finnico-naturalistico che si prende la libertà di varcare i suoi stessi confini.
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Kim di Rudyard Kipling: un affascinante classico della letteratura inglese

7 Agosto 2020
La storia di Kim secondo Kipling: in viaggio, verso L'India, con l’Amico di Tutto il Mondo

Kim di Rudyard Kipling appartiene alla lista dei libri consigliati indirettamente dai Curriculum Del Lettore ospitati su questo blog.

Indiscutibilmente classico della letteratura inglese, Kim è un piccolo romanzo talismano da portare su un treno immaginario per viaggiare verso l’India o verso un’idea dell’India e della spiritualità che la anima.

È una storia che Kipling scrive richiedendo al lettore di osservare i panorami, i personaggi e le vicende raccolte nell’opera, senza che senta l’obbligo ad esprimere un’opinione sugli effetti e sul grado coinvolgimento propria alla narrazione. Nell’insieme, Kim è una storia che incanta e affascina perché…
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