Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo è il lunghissimo (e articolato) titolo del secondo libro di Noemi Bengala.
Il primo, Safari, lo apprezzai per la naturalezza e la semplicità con le quali la protagonista fa esperienza del mondo.
Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo mi ha incuriosita per il tempismo. L’ho percepito come un libro che potevo leggere per sbloccare un momento in cui tutto mi appariva fermo e stagnante.
Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo: un breve commento
In una frase, Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo è un libro tortuoso.
Ampliando la locuzione, è un libro che racconta, in tono colloquiale, un percorso che partiva ben definito ma che ha poi dovuto seguire molteplici sentieri e strategie per non perdere di vista la via principale.
La Noemi Bengala bambina era:
“buffa, allegra, intraprendente e MOLTO spericolata”
come la maggior parte dei bambini che non hanno coscienza di sé e il mondo appare ricco di meravigliose scoperte. Una bambina molto simpatica, normale che, all’improvviso, diventa il suo contrario; calma, taciturna, introversa.
Il motivo di questo repentino cambiamento è scritto, è grave e quanto accade all’autrice non mi ha fatta piangere e mi ha fatto provare quello che poi ho trovato pronunciato nel sesto capitolo, collera.
Un capitolo utile, la rabbia percepita dentro e al di fuori del libro mi ha permesso di ri-orientarmi con la lettura e stabilire la prospettiva (empatica nei limiti della mia sensibilità) che mi serviva per rendere chiaro e lineare il messaggio insito nella Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo.
La Noemi adulta racconta, con leggerezza, una vita emozionante, intensa.
Una vita che ha smesso presto di credere di essere una pecora nera pur continuando a sentirsi tale e che le ha provate tutte per potersi permettere di dire e agire come se avesse diritto di proprietà sul proprio corpo.
Dalla Sicilia chiusa e diffidente alla Milano mondana e colorata, la Noemi Bengala ventenne decide di cercare tutto quello che poteva stimolare ciò che possedeva fin dalla nascita: curiosità, cervello e intraprendenza.
Con queste risorse esistenziali, l’autrice:
- scopre e abbraccia il Buddismo nel cuore della città della moda (e, anticamente, fulcro del commercio del ferro necessario a rifornire di armi gli eserciti medievali);
- vola a New York e, malgrado le disavventure e il rischio di perdere l’identità, scopre che la metropoli ospita anche (e per fortuna) brave persone;
- fa il giro del mondo e trova pace a Roma, una delle città più caotiche e contraddittorie d’Italia;
- apre un blog;
- scrive un romanzo;
- ascolta e approfondisce con curiosità quanto hanno da dire le neuroscienze, i tarocchi, l’astrologia e la radiestesia;
- socializza con persone che vivono da tutt’altra parte del mondo e racconta con entusiasmo e gratitudine di amori e progetti vecchi e nuovi;
- sceglie di diventare madre adottando invece di concepire.
In pratica, le risorse esistenziali di Noemi Bengala sono ciò che hanno reso possibile la naturalezza e la semplicità di essere sé stessa, permettendole al di là del suo vissuto negativo.
Quando ho completato la lettura di Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo, il mio primo pensiero è stato che fosse un libro normale. Poi una parte di me mi ha chiesto se ero seria ed è partita una discussione con le mie molteplici personalità per arrivare alla conclusione che questo libro racconta ciò che, in principio, DOVREBBE essere normale per tutti ma che poi, nel corso della vita, diventa complicato a causa di un casino di traumi, colpe e responsabilità che non si sa più come sciogliere e a chi o a cosa ricondurre.
Noemi Bengala ha fatto un percorso per riguadagnare contatto con il suo modo di essere. Lo ha fatto con testa e caparbietà dando voce anche alle emozioni e ai sentimenti che, se fossero rimasti inascoltati, ne avrebbero bloccato la crescita facendole perdere di vista il suo scopo:
“Integrare un mondo duale che vive nella divisione costante: buio-luce, testa-croce, amore-odio.
Integrare persino le mie molteplici competenze.
Perché il lavoro spirituale o energetico ha senso davvero quando si applica alla materia, almeno per noi che viviamo in questa realtà. Non possiamo pensare che solo meditando o visualizzando la nostra vita migliorerà come per magia”.
Mentre riporto questo passaggio, è semi-ironico vedere una parte di me (forse quella bambina) che si agita nel dire che l’autrice ha fatto su di sé una Magia mentre la mia parte logica si chiede quale nesso vi sia con lo studio di W.B. Yeats…
Un bivio che mi risolvo consultando il decimo capitolo prima di passarti la Guida semi-ironica su come trovare il tuo posto nel mondo di Noemi Bengala e lasciare, a chi capirà nesso e riferimento, il gusto di sorriderci su, alla propria maniera, dritta o contraria che sia.





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