Il giorno dell’ape di Paul Murray appartiene a quel genere di romanzi per i quali si nutrono grandi aspettative perché sono presentati come “fenomenali, tentacolari, ironici e commoventi” e perché hanno già un posto tra i classici della letteratura come Le correzioni di Franzen.
Al di là della sensazionalistica presentazione, cifra stilistica della comunicazione odierna, è un libro che ho scelto di leggere perché, a impatto, mi sono piaciute due cose: il titolo e la copertina.
Il giorno dell’ape di Paul Murray: una narrazione social(e)
Il giorno dell’ape esordisce con un fatto di cronaca:
“Nel paese vicino, un uomo aveva ucciso la famiglia”.
Il fatto è lo stratagemma e l’incipit perfetto per presentare il primo personaggio della narrazione, Elaine, e il senso di indifferenza generale che permea tutta la storia della famiglia Barnes.
L’immagine di Elaine mostra una ragazzina vuota, viziata, superficiale e appartenente a un ceto simile a quello dei Barnes.
Associata a Cass, Elaine, dovrebbe assumere il ruolo di migliore amica ma, nella realtà del romanzo, si comporta come se volesse dire al mondo che è lei la vera protagonista della storia. Cass è solo un personaggio spalla.
Cass adora Elaine. Le permette di non riflettere, di non interrogarsi se ha o meno delle qualità. Elaine è senza dubbio la più bella, la più intelligente, la più interessante delle due.
Se fosse il contrario, Cass dovrebbe fare i conti con un tipo di distinzione di cui già si vergogna perché, in quanto Barnes, dovrebbe ammettere di essere una snob come tutti i rampolli delle famiglie più altolocate e benestanti del circondario.
Fino a qui, Il giorno dell’ape racconta un’amicizia tossica tra adolescenti che puzzano di classismo, anche se trascorrono le serate a ubriacarsi nei pub del paese. Abbastanza, comunque, per allontanare Cass, oltre che da sé stessa, anche dal fratello dodicenne PJ.
La distanza che si crea tra fratello e sorella è determinata dal fatto che stanno per lasciarsi alle spalle l’infanzia e l’adolescenza. Una distanza normale e giustificabile, se viene colmata dalla presenza dei genitori che però, nella realtà del romanzo, compaiono tardi.
Rimasto solo, PJ si dedica all’assorbimento di nozioni di ogni genere su Internet, ai videogiochi di guerra, alla navigazione sui forum e alla comunicazione via chat con un hacker che ha tutte le skill per svolgere la parte del pederasta.
In breve, PJ viene intrappolato nel lato oscuro della rete e ciò avviene perché:
- i genitori litigano sempre per questioni economiche;
- la sorella maggiore, proiettata nel futuro che si immagina di vivere al college, lo ignora;
- amici e compagni di classe lo sminuiscono e bullizzano.
La rete scolastica e familiare appare fin da subito gravemente compromessa per garantire un corretto sviluppo psicologico ed emotivo di un individuo.
Su queste premesse, PJ intenerisce per le intenzioni che lo muovono a progettare la fuga. Se mettesse in atto questo piano, la sua famiglia tornerebbe quella di prima, quella in cui Cass era la sorella amica e quella in cui i genitori non litigavano fra loro.
Il giorno dell’ape, mandando avanti due ragazzi e i rischi che stanno correndo, induce a sviluppare un minimo di curiosità nei confronti dei genitori, Imelda e Dickie Barnes.
Una curiosità alla quale il romanzo comincia a rispondere narrando di Frank Barnes e di come la sua morte abbia interrotto bruscamente i percorsi individuali di Imelda e Dickie.
Imelda, rappresentata come una donna vanitosa, superficiale e venale proviene da una realtà familiare estremamente povera e violenta. Unica femmina, il destino di Imelda avrebbe dovuto essere comandato dal padre che la voleva casta e votata alla cura della casa e dei fratelli.
Imelda, invece, pur credendo a ciò che i genitori dicono di lei (la madre la considera sbagliata, il padre la considera una principessa) segue la sua natura e si innamora di Frank, un ragazzo di buona famiglia, viziato, inaffidabile ed egoista. Si innamora come si innamorerebbe una principessa imprigionata e, per questo, convinta che solo un principe azzurro potrà liberarla dal padre orco.
Prima che Imelda si renda conto che la proposta di matrimonio è solo una scusa per convincerla a infrangere il voto di castità e per evitare violente ripercussioni da suocero e cognati, Frank muore.
Devastata psicologicamente ed emotivamente dalla morte di Frank e dalle accuse paterne che la ritengono incapace d’amare, Imelda cede al senso di colpa e al dolore e, sposando Dickie Barnes, li sotterra sotto lo stereotipo della donna vacua e interessata solo alla bella vita.
Il matrimonio tra Imelda e Dickie è un matrimonio riparatore nel senso che due anime ferite cercano di ricucire come possono i danni causati dalle rispettive famiglie d’origine e, allo stesso tempo, di formare un’identità di coppia e di famiglia che possa, un domani, incontrare l’approvazione di chi li ha a sua volta generati e abbandonati.
Anche il percorso umano di Dickie non è meno tragico di quello di Imelda. Da bambino desiderava fare il prete e, al college, scopre in modo brutale la sua natura omosessuale. La morte di Frank porta Dickie a sacrificare se stesso per assumere le parti del fratello. Ruolo che però è destinato a crollare con il temporaneo ritorno del patriarca Barnes.
Lo scontro tra Imelda e Dickie che sfocia nei continui litigi è uno scontro tra due persone che non si conoscono e che cercano aiuto una nell’altro senza però condividere le loro reciproche verità umane.
I traumi e le ferite scaturiti nel romanzo vengono rielaborati separatamente dai personaggi determinando l’andamento imprevedibile delle vicende nella sua interezza.
A rendere controversa questa storia familiare è che le realtà esistenziali di Cass, PJ, Imelda e Dickie, invece di separarsi, convergeranno, alla fine, in un unico punto dove accadrà ciò la realtà sociale si aspetta e che immagina in base alle opinioni che ha della famiglia Barnes e degli individui che la compongono.
In sintesi, Il giorno dell’ape è un ottimo romanzo realista.
Un romanzo che:
- replica con precisione le condizioni e i condizionamenti sociali in cui vivono personaggi e persone vere;
- illustra una carenza di empatia endemica e senza distinzioni tra individuo e collettività;
- rimane attinente all’idea comune che possibilità di cambiamento in meglio non ve ne siano togliendo a chi legge, oltretutto, anche la possibilità di scaricare colpe e responsabilità o sull’individuo o sulla collettività della realtà sociale descritta.
Con Il giorno dell’ape tutti sono colpevoli e tutti sono responsabili. Scrittore e lettori compresi. E questo lo si può dedurre dalla frase che precede i ringraziamenti:
“Per amore. Lo stai facendo per amore”.
In riferimento alla narrazione e all’opinione che ispira, è una frase che stona e rende questo romanzo scomodo perché non offre risposte studiate in linea con il concetto di causa ed effetto ma invita a farsi un po’ di domande sulla realtà interna ed esterna al romanzo.
Il punto finale, quindi, non è se Il giorno dell’ape soddisfi o meno le aspettative o i gusti di critici e lettori.
Il punto è: – Questa idea di realtà è una critica al modo in cui leggiamo e creiamo le nostre realtà? –
Per i miei gusti e se la mia ipotesi si rivelasse corretta, è una domanda bomba e, se non si trova un modo per disinnescarla definendo una realtà più equilibrata, non ci sarà bunker mentale capace di proteggere l’umanità dall’autodistruzione.
Scritto questo, trovo che considerare Il giorno dell’ape di Paul Murray “un indimenticabile tour de force pieno di umorismo e calore umano” sia un po’, come dire, una presa in giro.
Magistrale ma pur sempre una presa in giro. Non è una cosa che penso, è che, a fine lettura, è così che mi sono sentita e ciò ha scatenato in me reazioni contrastanti, umane. Come l’abbia presa, penso lo si possa evincere da questo post.
Tu, se vuoi, puoi commentare con l’emoticon che rappresenta la tua personale reazione a un romanzo che, per me, merita il successo con il quale è stato comunicato. 🙂
Autore: Paul Murray
Titolo: Il giorno dell’ape
Titolo originale: The Bee Sting
Traduzione: Tommaso Pincio
Casa editrice: Einaudi
Pubblicazione: 2025
Pagine: 651
Prezzo di copertina: € 22
Copertina: progetto grafico di Riccardo Falcinelli, illustrazione di Elisa Talentino





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