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L’uomo illustrato di Ray Bradbury: racconti di fantascienza

15 Maggio 2026
L'uomo illustrato e i racconti di Ray Bradbury

Per farmi un’idea di un autore, di solito, leggo almeno tre dei suoi libri pubblicati.

Dopo Fahrenheit 451 e L’albero di Halloween ritorno, dunque, su Ray Bradbury con L’uomo illustrato e i suoi racconti di fantascienza.

L’uomo illustrato di Ray Bradbury: temi e contesto di un genere

L’uomo illustrato di Ray Bradbury è una raccolta di 18 racconti narrati sulla pelle di un viaggiatore scalognato che si ferma a riposare lungo la via.

L’uomo è ricoperto di tatuaggi che prendono vita durante la notte raccontando storie che, avvisa, è meglio che non vengano lette, se non si vuol anticipare il momento della morte.

Usando la psicologia inversa, L’uomo illustrato, tuttavia, convince l’ospite con il quale condivide un momento di stasi a fargli da testimone delle storie che porta su di sé e che provengono dal futuro.

Un futuro composto da case ipertecnologiche, razzi spaziali, universi lontani anni luce e pianeti da attraversare, esplorare e colonizzare.

Gli esiti di 11 storie su 18 sono, nel rispetto del trend di genere, macabre e pessimiste. Qualcosa muore sempre in questi racconti de L’uomo illustrato: adulti, avventurieri, immaginazione.

La causa della devastazione e della desolazione dell’umanità descritta in un contesto narrativo tipicamente fantascientifico conduce il lettore ad osservare come un determinato uso della ragione scientifica, positivista e orientata al controllo razionale induca, nella maggioranza dei casi, al tentativo di annullare l’irrazionale e affrancarsi con esso da aspetti umani considerati non utili al progresso.

L’unico aspetto umano che permane nel futuro puramente logico tratteggiato da Bradbury è la paura dell’ignoto. Per ironia della sorte, il ridimensionamento della capacità di provare paura e dubbi conduce a una rivolta di quell’ignoto alla quale la ragione si contrappone.

Considerato che la maggioranza dei racconti è ambientata su Marte o in relazione ad esso, mi è parso spontaneo individuare il tema fondamentale dei racconti di Bradbury nella lotta tra logica e immaginazione e tra mente e anima. Il contesto in cui questa guerra si sviluppa sceglie, inoltre, il filone pessimista e disumanizzante della fantascienza.

Di 18 racconti, solo 8 hanno incontrato il mio personale e soggettivo gradimento:

  • Caleidoscopio;
  • L’autostrada;
  • L’uomo;
  • Rocket Man;
  • Le sfere di fuoco;
  • Gli esuli;
  • Marionette S.p.a. e
  • Il razzo.

Senza addentrarmi nella trama dei racconti, li ho apprezzati perché affrontano, rispettivamente:

  • la solitudine esistenziale e le soluzioni che l’essere umano ha a disposizione per affrontare la vita e la morte con la consapevolezza di questa verità;
  • la relazione tra mondo e realtà che si forma in base al concetto che singolo e collettività hanno della modernità;
  • il dilemma etico tra scienza e fede e se esiste o meno un pianeta dove possano coesistere pacificamente;
  • il come gestire i momenti di presenza e assenza di una persona cara;
  • le morali del peccato e della redenzione;
  • la riflessione sui motivi che inducono a escludere o salvaguardare credenze e/o prodotti dell’immaginazione provenienti dal passato e che accolgono proprio ciò che la logica ripudia come sciocchezze;
  • la relazione tra uomo e donna e soluzioni razionali per risolvere le frustrazioni derivanti dall’obbligo alla monogamia e, infine,
  • il come trovare un equilibrio tra sogno individuale e senso di responsabilità familiare.

Sono racconti ricchi di ironia e interrogativi che ho apprezzato in quanto intrisi di quegli aspetti dell’umanità che la fantascienza classica evita di approfondire per la loro natura inconscia e intangibile, non verificabile.

In questi 8 racconti, l’autore sembra togliere alla fantascienza il potere di controllare una materia antica e ancora ignota, quella umana e umanistica.

Lo stile di scrittura è semplice, sviluppato come se L’uomo illustrato fosse destinato ai ragazzi ma i contenuti sono piacevolmente complessi ed elaborati.

Protagonista indiscussa (e nemmeno tanto sottintesa) è, ripeto, l’immaginazione umana e il come essa viene impiegata.

Il più delle volte, è avvilente riscontrare un Ray Bradbury sfiduciato e lasciato solo all’interno di una maggioranza che considera ragionevole usare questo potere mentale per sminuire, distruggere o annichilire. Talmente avvilente che vien quasi da immaginarlo un bacchettone stanco e amareggiato. Incattivito, a volte.

Tuttavia, gli 8 racconti che ho isolato hanno quel qualcosa che può aiutare i lettori a non fissare questa idea di Ray Bradbury come l’unica possibile. In essi vi sono spunti creativi da integrare al tutto per cambiare il corso (e gli esiti) delle storie che percorrono, al di fuori del tempo, L’uomo illustrato.

Autore: Ray Bradbury
Titolo: L’uomo illustrato
Titolo originale: The Illustrated Man
Traduzione: Giuseppe Lippi
Casa editrice: Oscar Moderni
Pubblicazione: agosto 2017
Pagine: 283
Prezzo di copertina: € 14

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