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I sogni si spiegano da soli: pensieri di Ursula K. Le Guin

21 Gennaio 2026

In che modo I sogni si spiegano da soli è il quesito che mi ha indotta a esplorare i pensieri che Ursula Kroeber Le Guin, autrice di romanzi fantasy e di fantascienza, raccoglie in questi saggi.

È lo stesso quesito che si è posta Veronica Raimo quando si è trovata a tradurre questi particolari scritti e il modo in cui l’ha risolto lo si può leggere nell’Introduzione alla raccolta. Fa un po’ sorridere e, per questo, non lo svelerò limitandomi a fornire, in questo post, uno schema riassuntivo di quanto ho compreso delle tematiche affrontate.

I sogni si spiegano da soli: immaginazione, utopia e femminismo

Prima di cominciare, un piccolo avviso: oltre a quanto letto nell’Introduzione ho omesso dallo schema quanto viene esplicato in merito al romanzo d’esordio di Ursula Kroeber Le Guin, La mano sinistra del buio. Gli appunti estratti mi serviranno per riprendere un genere letterario che avevo abbandonato perché mi annoiava, la fantascienza. Scritto questo, cosa intende I sogni si spiegano da soli per immaginazione?

Immaginazione

Il tema dell’immaginazione mi affascina. Cercai di definirla tempo fa, in questo post e non mi sembra tanto distante dall’idea che ne aveva l’autrice della saga fantasy di Terramare. Un’opera che non ha inventato ma, scoperto.

Sostituire il concetto di invenzione con quello di scoperta è una prima, importante distinzione di ciò che definisce l’immaginazione da ciò che non lo è.

In poche righe, l’autrice revisiona quanto viene insegnato nei corsi di scrittura e si concentra sul processo dello scrivere che, dal suo punto di vista, non ha nulla a che fare con progetti, liste o descrizioni inventate. Scrivere è esplorare e scoprire luoghi e personaggi che già fanno parte dell’immaginario di chi narra per passione e per mestiere.

“I progetti, se fatti bene, normalmente nascono in modo organico; le scoperte avvengono un pezzetto per volta.
Progettare nega il tempo.
Scoprire è un processo temporale”.

In sintesi, Le Guin scriveva affidandosi alla sensazione di conoscere una storia da narrare che non è subordinata all’immaginazione, semmai il contrario. L’immaginazione serve a collegare pezzi sparsi del subconscio narrante e a permettere ai romanzieri di fare, senza sensi di colpa, ciò che sanno fare meglio: mentire.

“Il romanziere è un trickster”

svela l’autrice ovvero un imbroglione, un truffatore, un prestigiatore. Il romanzo è un gioco di magia che inganna la mente per arrivare al cuore del lettore.

Ursula Le Guin era una trickster che aveva scelto il fantasy e la fantascienza per mettersi in gioco come scrittrice. Il perché abbia scelto questi specifici generi può apparire un mistero ma, in realtà, era la scelta più logica perché se:

  1. il fantasy è l’invenzione di un altro mondo con altre regole dove, in sostanza, il trickster può fare quello che gli pare e
  2. il fantascientifico è qualcosa che si basa su vera scienza e su tecnologie ipoteticamente plausibili

in quali altri generi una bambina può impiegare il tempo, la fantasia e l’immaginazione che possiede prima ancora di diventare, da adulta, una romanziera? E cosa può fare una scrittrice per distinguersi ed eccellere in un campo letterario considerato prettamente maschile e prevalentemente di nicchia? Cambiando le regole del genere o, meglio, il modo in cui vengono applicate.

Per Ursula Le Guin, il fantasy non s’inventa, si scopre e si esplora, mentre la fantascienza è più realistica se descrive aspetti di una realtà che già esiste come se fossero parte di un esperimento mentale da gestire con approccio scientifico.

In entrambi i generi, l’immaginazione è impiegata per quello che serve: non pretende né pensa di essere in grado di prevedere il futuro ma può utilizzare il fantasy e la fantascienza come metafore della realtà presente e, scegliendo il romanzo come un contenitore, analizzare le problematiche che sollevano al fine di produrre risposte verosimili, plausibili ma mai certe o indiscutibili.

Ricollocando il concetto di immaginazione, Le Guin affronta anche il tema della creatività che sembra agire in modo contrario ad essa.

Se l’immaginazione osserva quello che accade quando vengono modificate le interazioni di alcuni aspetti realistici di un sistema, la creatività revisiona i risultati ottenuti dalla “collega” e poi li travolge per ottenere qualcos’altro. È un po’ quanto avviene leggendo Una visione non euclidea della California come luogo freddo, uno dei saggi che affronta il tema dell’utopia.

Utopia

Per spiegare cosa intende per utopia, l’autrice si accosta all’idea canonica che si ha di essa, come si sviluppa nella fantascienza prodotta da predecessori e contemporanei e perché, come lettrice, ha smesso di occuparsene preferendo scrivere, per un certo periodo, di fantasy e letteratura per ragazzi.

“Sembra che l’immaginazione utopica sia intrappolata come il capitalismo, l’industrializzazione e la popolazione umana, in un futuro a senso unico che consiste in pura crescita.
Vorrei soltanto trovare un modo per mettere un maiale sulle rotaie di questo treno”.

Divagando un attimo, perché proprio un maiale? Una frecciatina diretta a George Orwell?
Ad ogni modo, per Ursula Le Guin:

“L’utopia razionalista è un delirio di onnipotenza”

poiché, riprendendo i ragionamenti espressi da Milan Kundera ne Il libro del riso e dell’oblio, si basa sulla distruzione di mondi pre-esistenti (come ad esempio l’espropriazione delle terre dei nativi ad opera di coloni e conquistadores americani) per instaurare un totalitarismo dove una civiltà priva un’altra della sua libertà di essere ed esistere instaurando, al suo posto, la propria idea di felicità e progresso per poi rimpiangere la perdita di un mondo perfetto.

La critica all’utopia occidentale è accompagnata dal bisogno (creativo) di cercare un’alternativa, creare un’utopia che:

  • abbandona il modello meccanico per abbracciare un modello organico;
  • seguendo quanto appreso da Fritjof Capra immagina un’utopia yin in alternativa a quella imperante ed esclusivamente yang;
  • cerca ispirazione, come a suo tempo fece Levi-Strauss (e anche De Martino) nelle popolazioni primitive per formulare una realtà in cui progresso meccanico e ritmo biologico corrono di pari passo per permettere all’umanità di perseverare nel proprio Essere.

In quanto a sua volta figlia di un antropologo, anche Ursula Le Guin avanza dubbi e paure sul pensiero oppositivo occidentale e sullo sviluppo incontrollato della tecnologia.

“Non mi è mai stato mostrato in modo convincente – e mi sento del tutto incapace di immaginarlo da sola – come un ulteriore avanzamento tecnologico di qualsiasi tipo possa condurci all’essere una società la cui preoccupazione principale sia perseverare nella propria esistenza; una società con uno standard di vita modesto, che tutela le risorse naturali, con un indice di fertilità limitato e costante e una vita politica basata sul consenso; una società che si sia adattata con successo all’ambiente circostante e abbia imparato a vivere senza distruggere sé stessa o i propri vicini”.

La frase sottolineata in questo passaggio è, secondo me, rivelatoria per agganciarsi al terzo e ultimo tema che I sogni si spiegano da soli affronta per vie traverse, il femminismo.

Femminismo

Il femminismo è, semplificando, l’aiuto di cui Ursula Kroeber Le Guin aveva bisogno per sviluppare in autonomia il suo personale senso critico.

“È stato il femminismo a darmi la forza di criticare non solo la mia società e me stessa ma anche – per un attimo – il femminismo stesso”.

Il primo contributo dichiarato al femminismo lo si potrà leggere nel libro che ho momentaneamente messo da parte durante la stesura di questo post, La mano sinistra del buio. Gli altri sono raccolti nei discorsi e nei saggi di I sogni si spiegano da soli e, in sostanza, esplorano le risposte e le alternative possibili alle seguenti domande:

  • La capacità di narrare nuove storie sarebbe penalizzata se scomparisse la figura dell’eroe che va incontro alla morte e poi torna indietro a raccontarla?
  • La donna è davvero marginale, negli eventi e nelle gesta che hanno fatto la storia dell’umanità?
  • Perché chi genera, nutre e alleva è così poco interessante o, a scrivere come un uomo, non ha mercato?
  • Come fa il maschile a creare capolavori nel silenzio del proprio studio, tormentato dai propri demoni interiori e senza preoccuparsi delle proprie esigenze primarie?
  • Come fa il femminile a scrivere il romanzo del secolo, icona di un’intera nazione, come La capanna dello zio Tom o Ishi, un uomo tra due mondi, facendosi bastare il tavolo di una cucina circondata da bambini da accudire o, semplicemente, facendo altro mentre attende la mezz’età?
  • Davvero non c’è nulla  di interessante da raccontare sulla sessualità femminile che non sia strettamente correlata al maschile? E perché parlarne dovrebbe scioccare o traumatizzare l’uomo?
  • Com’è, esattamente, una donna che scrive fingendosi un uomo?
  • Se in ambito artistico non vi è alcuna differenza di genere, cos’è che uccide una donna artista nell’esercitare liberamente la sua umana creatività?
  • Come hanno fatto donne artiste come Virginia Woolf, le sorelle Brontë e tante altre (questa è la percezione che si ha in base a come Ursula Le Guin ne scrive) a emergere “offrendo la loro verità” ad altre donne?

Le risposte sono tutte ne I sogni si spiegano da soli di Ursula Kroeber Le Guin.
Se le domande ti appaiono retoriche allora è probabile che la tua consapevolezza di cosa sia il femminismo sia al di sopra della media, 🙂

Scritto questo, ho qualche romanzo di fantascienza da leggere. Giusto per verificare se, anche narrativamente scrivendo, l’autrice è brillante e divertente come La vecchietta spaziale che spedirebbe su un’astronave aliena per fare un po’ di conversazione.

Pensavo di aver chiuso con la fantascienza e, invece…

Autrice: Ursula Kroeber Le Guin
Titolo: I sogni si spiegano da soli. Immaginazione, utopia, femminismo
Titolo originale: Dreams Must Explain Themselves. The Selected Non-Fiction of Ursula K. Le Guin
Traduzione: Veronica Raima
Casa editrice: Big Sur
Pubblicazione: maggio 2022
Pagine: 244
Prezzo di copertina: 18€

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