La prima domenica di gennaio l’ho dedicata visitando la mostra Stregherie a Padova.
Volevo scrivere qualcosa sul Libro delle Ombre posto a disposizione dei visitatori ma l’inchiostro nel calamaio era troppo denso e, ironia della sorte, non avevo una penna con me.
Ergo, finché c’è, userò ParoleOmbra per parlarne un po’…
Le Stregherie viste a Padova: alcuni appunti
Prima di riassumere in questo post le Stregherie viste a Padova comunico che la maggior parte delle fotografie eseguite sono visualizzabili sul mio profilo Instagram.
Qui mi limiterò a riportare, a parole, i momenti che, sommati fra di loro, mi fanno supporre che la mia visita sia stata più contemplativa che esplorativa.
Mi sono piaciute molto le vetrate, alcuni quadri e strumenti magici e le parole che disporrò sul finale. Mi ispiravano una memoria di donne che, un tempo:
- Sapevano stare a contatto con la natura interiore ed esteriore delle cose;
- Sentivano le necessità del corpo e quelle delle società in cui vivevano;
- Usavano le erbe e gli strumenti a disposizione per ristabilire una corretta comunicazione tra il punto 1 e il punto 2.
Dettagli che si possono benissimo trovare raccolti ed esplicati nei libri di Erika Maderna. Libri peraltro strategicamente esposti nel Bookshop di Stregherie.
Nell’insieme, la mostra mi è parsa contenuta eppure i dettagli che ho fissato nel corso della mia soggettiva visita hanno avuto il potere di mantenere sullo sfondo le immagini e le narrazioni che documentano la caccia alle streghe e la sistematica persecuzione del genere femminile.
In sostanza, i dettagli carpiti mi hanno permesso di attraversare quasi con indifferenza il male esposto e diffuso nell’aria (gelida) dell’ex macello di Padova.
Mi sono soffermata volentieri sugli amuleti di protezione e ho dedicato poco, pochissimo tempo a oggetti infestati o atti a lanciare anatemi, fatture e malefici.
Ho avuto l’impulso di verificare il materiale di un libro di magia (pelle di capretto e quindi consono all’epoca dalla quale proviene) e me ne sono infischiata bellamente del Malleus Maleficarum preferendo sbirciare dietro i tendoni della teca dedicatagli trovandovi, semplicemente, la sezione adibita a magazzino.
A Stregherie ho giocato con i Tarocchi e forse ho un po’ barato scegliendo una seconda carta, la Ruota della Fortuna, prima di “fondermi” con la sua immagine proiettata sulla parete. La prima preferisco tenerla per me, per ritagliarmi il tempo che mi serve per leggerne e comprenderne il significato.
Ho sfogliato il Libro delle Ombre e confesso di aver avuto un momento di vuoto perché le parole che volevo scrivere erano già tutte lì.
Che altro aggiungere a frasi che rivendicano il diritto e la libertà di autodeterminarsi anche attraverso l’etichetta di strega?
Ho fatto un minuscolo scarabocchio (l’inchiostro addensato non mi ha fermata) e poi mi sono seduta nella sala immersiva riproducente il modo in cui venivano condotti i processi di stregoneria. Processi che si trovano ben documentati nel libro di Carlo Ginzburg, I Benandanti.
Prima di assistere al processo, ho raccolto dal cestino posto all’ingresso un nome di strega. L’idea di leggerlo e conservarlo combaciavano con le intenzioni complessive di Stregherie:
“Credevano di averci spente. Ma siamo ovunque. Nelle piazze. Nei libri. Nei film. Nei sogni delle bambine che non vogliono essere principesse. Oggi la strega non ha più bisogno di nascondersi. Siamo attiviste, artiste, medium, scienziate.
Ogni volta che dici no.
Ogni volta che scegli per te.
Ogni volta che non ti pieghi.
Noi siamo lì.
E non abbiamo più paura”.
In conclusione, Stregherie mi ha fatto riflettere sul fatto che le streghe di una volta avevano paura della sofferenza e il loro sapere era rivolto al porvi, semplicemente, rimedio. Anche confessando malefatte che non avevano mai compiuto.
Considerato tale passato, ci credo che le streghe di adesso non abbiano più paura e il pensiero che gli uomini di un tempo si siano dati la zappa sui piedi cercando di annientarle non ha un sapore amaro. Se questo mi rende una strega, non lo so.
Quel che so è che a Stregherie ho tremato dal freddo e, quindi, consiglio vivamente ai prossimi visitatori di coprirsi bene bene. 🙂
Scritto questo, lascio in visione alcuni scorci padovani e, sul canale Telegram del blog, i primi libri che ho acquistato quest’anno. Non c’entrano con l’evento, forse…
- Padova nei dintorni di Stregherie











No Comments