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La ragazza di Chagall di Antonella Sbuelz: una lettura sensibile

25 Giugno 2025

La ragazza di Chagall non è una lettura estiva, di quelle studiate per svagare la mente rimanendo sulla superficie della sensibilità dei lettori e delle lettrici alle quali si rivolge.

Ne è l’esatto contrario, perché…

La ragazza di Chagall e le storie di Isa, Amalia e Luisa

Questo romanzo di Antonella Sbuelz inizia con un omicidio e un documento trafugato da una donna senza nome legata, tuttavia, alle storie di tutte le donne e le bambine vissute in tempo fascista, durante la promulgazione delle leggi razziali e a ridosso dell’entrata guerra dell’Italia.

Lasciata andare la presunta assassina, La ragazza di Chagall osserva Isa, campionessa di lancio di sassi sul lago e brava scolara che, improvvisamente, viene ritirata da scuola dal patrigno.

Isa non lo sa ma chi legge già presagisce quanto le accadrà da un uomo che non è suo padre e già vede in lei un corpo di cui abusare.

Isa, simbolicamente, è la mente del libro.

Rappresenta quella parte della psicologia femminile che crede di essere forte abbastanza per subire, sopportare e, allo stesso tempo, proteggere dalla violenza chi si ama.

Isa non grida, non denuncia quanto le accade, prepara da mangiare e lavora come donna delle pulizie. Isa non è felice e arriverà presto a un punto in cui la sua capacità di sopportazione si spezzerà costringendola a scappare di casa e a lasciare in un collegio la sorellina Bettina. A sua insaputa, la sorellina minuta e malaticcia si rivelerà il braccio della narrazione, quello che agisce sullo stile di Timoclea, figura femminile non inclusa nelle Vite parallele di Plutarco.

Il cuore del romanzo, tuttavia, è Amalia.
Una ragazzina comune colta nell’atto di scegliere quale immagine fissare sul rullino della sua macchina fotografica prima di partire, con il padre, verso l’Argentina.

Ad Amalia serve un’immagine che allevi il dolore causato da quelle che le si sono fissate nella mente quando ha visto la madre arrestata dai fascisti e lo sconforto nel notare alle sue spalle i nonni paterni, ebrei, che non hanno voluto trattenerla a casa e, da lontano, la osservano imbarcarsi, allontanarsi da Trieste.

Non trova un’immagine adatta per dare un senso a quanto le sta stravolgendo la vita e così riporta tutto quello che sente nel corso della traversata (e del suo passaggio da bambina a donna) in un diario il cui presente narra il come stringe amicizia con Tilde, una bambina che non sa se ebrea è una parola brutta o bella, e il perché si innamora di Folco, un giovane sognatore, con il quale ballerà un fox trot al chiaro di luna.

Parallelo al diario di Amalia, la ragazza di Chagall, scorre anche il diario di Luisa, la madre arrestata ed esiliata.

Sono pagine in cui si raccontano:

  • i motivi dell’arresto,
  • i timori e i dubbi di una madre che si preoccupa per la figlia e che può solo osservare da lontano la sua crescita,
  • le insicurezze di una donna che, nello studio e nell’insegnamento di diversi linguaggi si credeva veicolo di unità umanitaria capace di condividere ed esercitare il libero pensiero e, con una punta di vergogna,
  • la consapevolezza di non essere una persona coraggiosa o una moglie abbastanza comprensiva.

Alle scuse e alle argomentazioni, Luisa appunta nel suo diario altri modelli educativi per Amalia tra le quali spicca Lea, la nonna paterna, che sfidando il sistema, non ha esitato a rispolverare le sue origini ebree con l’intento di tramandarle a nuora e nipote.

Luisa e Amalia, madre e figlia, determinano dunque la forma e la sostanza di quella umanità di cui poco e niente si parla nei libri di storia e alle quali andrebbe riconosciuto, ricordandole, il merito di aver resistito e così contribuito alla ricostruzione dell’umanità dal secondo dopoguerra in poi. Rappresentano le aspettative e le speranze future delle vite che si stanno svolgendo tra una pagina e l’altra dei due diari; quelle di Isa, Bettina, Dora, Tilde, Tina.

La ragazza di Chagall non è una fiaba a lieto fine ma è storia che lascia aperti tutti i finali possibili.

L’immagine più suggestiva, con la quale Antonella Sbuelz accontenta il desiderio di leggere qualcosa che parli di pentimento e perdono e il come questi due valori umani, quando sono sinceri e consapevoli, possono riportare un po’ di fiducia nel genere umano, è quella del marito ebreo-fascista che, da lontano, spera di poter vedere la moglie liberata e che fa un passo verso la luce senza aspettarsi di essere visto e riconosciuto.

Decisamente, La ragazza di Chagall non è una lettura estiva. Con la scrittura di questo libro, Antonella Sbuelz ha dato molto più di quel che si crede.

L’omicidio dell’inizio è simbolico così come è simbolico il furto del documento sul quale potrebbe esserci scritto il come l’umanità può trovare pace e smettere di agire come se fosse in guerra con sé stessa.

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