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Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa

29 Gennaio 2025
Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa: una favola sulla lettura

Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa giunge su questo blog perché soddisfa tre importanti requisiti:

  • parla di libri,
  • ha un gatto come interprete e intermediario,
  • si adatta a lettori di tutte le età

e concentra l’attenzione sul tema fondativo di questo spazio online, la lettura.

Il gatto che voleva salvare i libri: una favola sulla lettura

In una parola, Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa è una favola.

Fiabe e favole sono il genere letterario più antico ed efficace per soddisfare il bisogno umano di assimilare, assorbire e rielaborare le emozioni che rendono critica la lettura della realtà e la ricerca di un senso esistenziale come nel caso del protagonista di questa storia, Natsuki Rintaro.

Colpito dall’ennesimo lutto (il nonno ha concluso il suo ciclo vitale lasciandogli una libreria dell’usato) Rintaro è rassegnato a un destino da hikikomori, un asociale rinchiuso in un guscio di solitudine e isolamento.

È il momento in cui compare un gatto parlante deciso a coinvolgere il ragazzo in una missione di salvataggio libri e, di conseguenza, per obbligarlo a reagire alle avversità e allo stato di prostrazione in cui versa.

“Su questa terra ci sono un mucchio di cose che non si possono spiegare razionalmente, molte addirittura assurde. L’arma migliore per sopravvivere in un mondo pieno di sofferenze non è la razionalità né il vigore fisico, ma il senso dell’umorismo”.

Introdotto il primo dei benefici della lettura (lo sviluppo del senso dell’umorismo) Il gatto che voleva salvare i libri guida personaggio e lettore nell’esplorazione di quattro labirinti che, in sintesi:

1. Ricordano che non serve leggere una quantità disordinata e spropositata di libri per essere provvisti della cultura e della coscienza critiche necessarie per imparare a pensare o per dimostrare di saper pensare.

“Gli studiosi che non fanno altro che sfogliare libri, alla fine perdono la capacità di pensare. Quando non stanno leggendo, non ci riescono più”

In tal senso, i lettori forti della quantità dei libri letti, probabilmente, si adattano al pensiero trascritto e tramandato dagli altri e non si preoccupano né perdono tempo a verificare, attraverso la rilettura di un singolo libro, se c’è qualcosa che possa essere messo in discussione o fornire materia di dibattito.

2. Ricordano che non si guadagna tempo a ottimizzare la lettura producendo sintesi e sinossi di tutti i libri che si vorrebbero leggere. Il rischio di approcciarsi in questo modo alla lettura equivale a impoverire il potere d’ascolto che si sviluppa facendo costante attenzione alla composizione e disposizione delle parole che strutturano un testo.

È un’azione, infatti, che si sviluppa con fatica, adattandosi alle velocità che i contenuti richiedono per essere compresi e sì, è come andare in montagna: se non si fa un po’ di fatica durante il percorso, come si può godere di un panorama nei dettagli e nel suo insieme?

“Leggere non è soltanto piacevole o emozionante. Ogni tanto bisogna esaminare riga per riga, rileggere più volte a ritroso la stessa frase, e procedere con lentezza sforzandosi di capire”.

3. Ricordano che i libri non sono meri oggetti di profitto e consumo. L’editoria, quindi, se vuole mantenere il suo ruolo divulgativo di messaggi, valori e conoscenze, ha l’arduo compito di trovare un equilibrio tra i libri da pubblicare a scopo commerciale e quelli da ristampare per non far mancare all’umanità gli strumenti necessari al suo progresso morale e spirituale.

Una casa editrice che “se ne frega di messaggi da comunicare, di filosofie da tramandare ai posteri, di crudeli realtà o di verità complesse” non è altro che un’azienda che produce fatturato senza aver alcun impatto valoriale sulla società in cui opera.

4. Ricorda quello che diceva Umberto Eco sulla lettura, leggere sviluppa l’empatia e cioè quella predisposizione umana a far caso ai sentimenti altrui e a cercare di comprenderli. Forse è per questo che il libro più letto di tutti i tempi (no spoiler) è anche quello più difficile, astruso e ambito dai lettori appassionati:

“I libri facili da leggere sono tali perché vi sono scritte cose che tu già sai. Avere difficoltà invece è la prova che vi sono contenute cose che non conosci”.

In conclusione, Il gatto che voleva salvare i libri di Sosuke Natsukawa è un compendio esaustivo di ciò che significa e ha sempre significato, per me, leggere.

Inoltre, mi ha ricordato la risposta insita alla domanda che motiva questo blog a perpetuare la sua esistenza online ovvero, perché si legge?

Autore: Sosuke Natsukawa
Titolo: Il gatto che voleva salvare i libri
Traduzione: Bruno Forzan
Casa editrice: Oscar Fabula Paperback
Pagine: 218
Pubblicazione: ottobre 2022
Prezzo di copertina: € 13

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