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Questa è l’acqua di David Foster Wallace: alcuni pensieri

30 Settembre 2024
Questa è l'acqua di David Foster Wallace: pensieri e interpretazioni

Una volta letto Infinite Jest non è possibile tornare indietro. La curiosità impone di procedere con la lettura di altri libri di David Foster Wallace.

Indecisa tra La scopa del sistema e Questa è l’acqua, ho optato, intanto, per il secondo.

Questa è l’acqua e i saggi racconto di David Foster Wallace

La composizione di Questa è l’acqua è di cinque racconti:

  1. Solomon Silverfish,
  2. Altra matematica,
  3. Il pianeta Trillafon e la Cosa Brutta,
  4. Crollo del ‘69,
  5. Ordine e fluttuazione a Northampton,

e un discorso tenuto in occasione del conferimento delle lauree umanistiche al Kenyon College, Questa è l’acqua.

Prima di formulare alcuni pensieri sul testo che dà il titolo alla raccolta, alcune interpretazioni di lettura sui racconti.

Solomon Silverfish

Solomon Silverfish è un avvocato sposato a Sophie da 32 anni. Lei è un’ebrea facoltosa malata di cancro e la sua famiglia vede nella malattia un segno che accusa il marito di comportamenti immorali e mendaci. Solomon, non avendo mai detto di essere ebreo, si è macchiato della colpa di fingersi tale pur di ottenere la donna della sua vita.

Prima della comparsa del cancro, i 32 anni di matrimonio non sembrano produrre alcuna attenuante. Solomon è un farabutto e la felicità di Sophie un inganno chiamato amore.

L’impressione è di trovarsi in una narrazione che segue le correnti dell’odio e del razzismo provati dai personaggi che aumentano di intensità e velocità in relazione al dolore e alle fasi della malattia che ha attaccato il corpo della persona comunemente amata.

Per nessuno dei personaggi chiamati in causa si prova disgusto e ribrezzo. Nemmeno per il drogato al quale Solomon si rivolge per comprare le sostanze che possono attutire il malessere della moglie e che, sul finale, racconta la visione distorta che ha dell’amore tra uomo e donna.

Malgrado le azioni di parenti, amici e conoscenti di Solomon Silverfish, il racconto mi è sembrato molto comprensivo, umano.

Altra matematica

Altra matematica è la dichiarazione di innamoramento di un tredicenne verso il nonno.

L’anziano, non gradendo il soggetto che lo dichiara suo oggetto d’amore, reagisce raccontando un aneddoto volto a dimostrare che il ragazzo non sa di che cosa parla. La storia d’amore tra un amico del padre e un cadavere.

L’aneddoto è abbinato a un altro esempio dato, invece, dalla nonna e che è volto a orientare l’innamorato a fare attenzione ai gesti che comunicano correttamente un sentimento condiviso come il tenersi per mano.

Entrambi gli esempi però appaiono riduttivi perché non comprendono diversi fattori:

  1. Ci si tiene per mano tra donna e donna, madre e figlio, padre e figlia o figlio, nonno e nipote. Coppie e relazioni non contemplate dalla nonna che offre solo la visione ragazzo e ragazza dichiarando, oltretutto, di non aver mai preso per mano il marito.
  2. Si sceglie un esempio estremo e innaturale come se fosse un’eccezione che conferma la regola del non è possibile che un nipote sia innamorato del nonno e se lo è, è da rinchiudere in manicomio.

L’innamoramento appare dunque come qualcosa che esclude la presenza di impulsi naturali in coppie non composte da uomo e donna e/o da legami non finalizzati alla perpetuazione della specie.

Eppure, il tenersi per mano può ispirare e includere tenerezza, presenza, ammirazione, sostegno, fiducia, protezione, rispetto, calore. Se è così, allora, l’autore, forse, è a questo che allude con Altra matematica.

Il pianeta Trillafon e la Cosa Brutta

Il pianeta Trillafon e la Cosa Brutta è il monologo di un ventenne che si definisce “un soldatino pieno di problemi” ed è la narrazione del mondo interiore di David Foster Wallace.

Sono riportati, puntualmente, il come l’individuo reagisce a problemi di cui non riesce a indicarne l’origine e come agisce per (ipoteticamente) comunicare con il mondo esterno il suo bisogno di aiuto e soccorso.

Autolesionismo, crisi emotive che sfociano spesso in pianti improvvisi e incontrollabili, depressione (la Cosa Brutta) senso di colpa per aver peggiorato la situazione esistenziale altrui pur volendo alleviarla (l’autista ferito e la marijuana che gli mette in tasca) e il tentato suicidio trovano una parentesi di pace con il ricovero e la somministrazione di antidepressivi che spediscono il soldatino su un altro pianeta. I problemi, tuttavia, rimangono e mantengono lucido il senso di estraneità con la realtà percepita dall’autore-personaggio e osservata attraverso il filtro della Cosa Brutta in cui è immerso.

La brusca interruzione mette fine al monologo strutturato come una confessione in cui si ammette la colpa e la vergogna di aver causato dolore e preoccupazione alle persone amate e il fallimento di non essere riuscito a rendere più sostenibile una particolare condizione esistenziale.

Soffermarsi troppo su questo racconto è un rischio. Può causare un corto circuito tra il giudizio e la comprensione i cui esiti (in caso di ripristino) non sono prevedibili.

Crollo del ‘69

Il Crollo del ‘69 è la storia di “un uomo che sbaglia sempre”. Negli anni delle droghe, della promiscuità sessuale e del Vietnam questa caratteristica risulta una vera fortuna.

Paragonato al padre dell’amante, vissuto nel ‘29, la caratteristica di sbagliare ogni previsione in campo finanziario è un talento che fa guadagnare un sacco di soldi a chi fa il contrario di quel che il fallito dice.

L’unico timore è che, prima o poi, l’individuo che sbaglia faccia una previsione azzeccata causando un altro crollo. Quello della fiducia nei valori sui quali si fonda una società liberale, democratica e fondata sul diritto di tutti ad avere la propria parte di felicità (e amore).

Un racconto che appare chiaro e confuso e dal quale deriva l’ultima narrazione di Questa è l’acqua.

Ordine e fluttuazione a Northampton

Ordine e fluttuazione a Northampton segue il riflesso di una donna non particolarmente attraente contesa da due uomini molto diversi.

Il fidanzato è un cialtrone donnaiolo mentre l’innamorato è provvisto di tutta una serie di inibizioni fisiche e morali che gli impediscono di dichiararsi inasprendo ulteriormente la sofferenza amorosa in cui cade.

La prima parte del racconto è un’agonia che culmina con la decisione del desiderante di agire per mettere fine al suo tormento attuando un piano machiavellico: comprare un cane che ha l’ingestibile impulso di accoppiarsi con tutte le femmine umane che incontra ignorando quelle della sua specie.

Al momento dell’attuazione del piano, l’autore registra minuto per minuto quanto sta accadendo in altre parti del mondo e a personaggi non necessariamente collegati a questa specifica vicenda.

Il congelamento del finale si presenta come un fermo immagine sul problema di base della narrazione, il sesso. Un controsenso, in una società come quella americana abituata, dai tempi di Mark Twain, a vedersi molto liberale e disinibita sul tema.

Questa è l’acqua

Attraversati i racconti con notevole fluidità malgrado le diverse correnti narrative incontrate, si approda al saggio discorso intitolato Questa è l’acqua.

Il famoso testo in cui David Foster Wallace è invitato a parlare ai laureandi del Kenyon College inizia con una specie di barzelletta: due pesciolini incontrano un pesce più anziano e, quando questi chiede loro com’è l’acqua, si fermano domandandosi a cosa si riferisca.

“Il succo della storiella dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le più difficili da capire e da discutere”

In tal modo, David Foster Wallace introduce l’idea che aveva del valore della cultura umanistica intesa come “la facoltà di scegliere a cosa pensare” e concepita come uno strumento critico salvavita.

In sostanza, la cultura umanistica e tutto ciò che le compete:

“Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararsi un colpo in testa”.

David Foster Wallace c’era quasi riuscito a toccare i cinquanta, senza esprimere tale tragico desiderio…

Altro non mi sento di scrivere su Questa è l’acqua e preferisco lasciare sospeso questo post.

Ciò che è qui scritto può apparire una recensione discutibile o fornire materia di discussione.

Per ciò che non è scritto, restano altri libri da leggere, per esercitare gli strumenti che la cultura umanistica ha a disposizione per osservare con attenzione (logica e sensibile) le superfici e le profondità della realtà umana.

Autore: David Foster Wallace
Titolo: Questa è l’acqua
Titolo originale: This is water
Traduzione: Giovanna Granato
Casa editrice: Einaudi
Collana: Super ET
Pagine: 162
Pubblicazione: ristampa 2024
Prezzo di copertina: € 12.00

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