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Il viaggio della tartaruga di Carl Safina: sunto e motivi di lettura

6 Settembre 2024
Il viaggio della tartaruga di Carl Safina: sunto e motivi di lettura

Dopo Al di là delle parole e La mente del corvo torno agli Adelphi Animalia raccogliendo, in questo post, i motivi di lettura che mi hanno convinta a intraprendere Il viaggio della tartaruga di Carl Safina.

Il viaggio della tartaruga di Carl Safina: immersione negli oceani

Il viaggio della tartaruga è un lavoro di condivisione di dati, informazioni e destini intrecciati.

Porre all’inizio i Cenni di gratitudine è uno dei motivi per cui apprezzo Carl Safina poiché, senza le persone menzionate, collocate in luoghi chiave dello studio di cui è composto questo libro, l’immersione negli oceani attraversati dalle Tartarughe Liuto non sarebbe stata possibile per i lettori ai quali si rivolge (specialisti e non).

In anteprima, inoltre, si hanno anche alcuni cenni sulla mentalità del naturalista che vuole conoscere l’ambiente e le creature con le quali condivide e deve la sua esistenza nella complessità del mondo.

“Vedere è sostenere. Il mondo aspetta”.

Nel contesto libro, il mondo che aspetta è quello umano o, più precisamente, quell’umanità che si dimentica di essere una parte e non il tutto dell’insieme.

Superati i Cenni di gratitudine, Il viaggio della tartaruga si prepara a Impostare la rotta tenendo in considerazione alcuni aspetti come:

  1. lo status di consapevolezza degli strumenti scientifici a disposizione e in che modo possono rivelarsi utili per approfondire la conoscenza dell’ambiente e delle dinamiche che garantiscono la vita in tutto il pianeta;
  2. l’individuazione del soggetto che si intende studiare, la Tartaruga Liuto, e dei motivi che inducono a seguirla in un viaggio che si ripete da milioni di anni.

Impostare la rotta è un modo per indicare una delle tante vie che l’uomo ha a disposizione per comprendere l’ambiente e le sue relazioni.

Tra le sette specie esistenti, la Tartaruga Liuto è la più grande, antica, mobile, resiliente e misteriosa. Malgrado le caratteristiche di cui è portatrice e in relazione al mondo noto, tuttavia, è anche la più a rischio estinzione.

Il desiderio di sapere quale e se questa specifica specie avrà un destino futuro induce l’autore a trasferire sul soggetto scelto le domande esistenziali sulle quali l’umanità (unica specie a farlo consapevolmente) si interroga da sempre: chi sono? dove sono? dove sto andando?

“Moltissime cose semplici sono inconoscibili.
La sapienza che nasce dall’incertezza ha in sé il proprio stato di grazia”.

Ciò delinea un ulteriore motivo per cui mi sono appassionata alla collana Animalia Adeplhi: il punto d’osservazione naturalistico non esclude quello umanistico. In questo modo, la visuale si amplia, si arricchisce e acquisisce profondità suscitando nuove e diverse riflessioni sul concetto di essere umano.

Scritte tali premesse, Il viaggio della tartaruga inizia milioni di anni prima della comparsa dell’uomo. Una specie che si inizia a studiare dopo gli anni Sessanta scoprendola solo negli anni Ottanta a rischio estinzione e pur sapendo che le Liuto sostenevano in molte culture primitive Il peso del mondo divenendo simbolo e modello vivente del concetto di saggezza.

“Nonostante millenni di venerazione e di commercio, le tartarughe marine sono incredibilmente misconosciute”.

Tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta, la Scienza quindi decide di reimparare a conoscerle e a ingegnarsi su come proteggerle.

In tal senso, prima tappa del viaggio è la Florida, uno dei pochi siti di nidificazione ampiamente urbanizzato dove è possibile veder tornare le Tartarughe Liuto sulle spiagge in cui sono solite a deporre le loro numerose uova.

La coesistenza, in Florida, è possibile se si limita al minimo l’inquinamento luminoso lasciando alle neonate il buio alle spalle e la luce della luna riflessa sul mare davanti a loro ma l’erosione delle spiagge riduce il numero di nidi e di uova tanto quanto l’aumento della temperatura delle acque, fattore determinante per il sesso delle nasciture, limita le possibilità di procreare.

Malgrado la legge di tutela promulgata negli anni Novanta, i pericoli delle tartarughe marine non si esauriscono tenendo le luci spente in Florida e proseguono (complicandosi) verso le prossime mete del viaggio documentato da Carl Safina.

“Le somiglianze tra tartarughe implicano lontane origini condivise. Le differenze denotano per lo più una sopravvivenza basata su mezzi di sostentamenti divergenti: ogni specie sfrutta l’Oceano in modo diverso.

Il viaggio della tartaruga: pericoli, problematiche, soluzioni

Nell’Atlantico ci sono delle soste fisse che permettono alle Tartarughe Liuto di raggiungere le dimensioni adatte per essere definite adulte in grado di immergersi in profondità irraggiungibili per la maggior parte dei grossi predatori e, malgrado la morbidezza dei loro gusci, restarvi più a lungo delle sue simili.

Per raggiungere la mole e la maturità adatta a riprodursi, le tartarughe sfruttano le superfici vicine alle coste del South Carolina e del Canada fino a Capo Bretone: oasi ricche di meduse velenose (il piatto preferito delle Liuto) e luoghi dove si concentra la pesca commerciale.

L’uso di reti e palamiti rappresenta uno dei principali pericoli per Il viaggio della tartaruga poiché le prime sono causa di morte per soffocamento anche di esemplari in grado di stare in immersione più a lungo della media di tutte le creature marine e, le seconde, invece, divengono motivo di mutilazioni tali che pur non causando la morte immediata rendono la prosecuzione del vivere una sofferenza e un’agonia.

Le soluzioni proposte dai ricercatori fin dal momento in cui sono state individuate le prime problematiche impedenti che Il viaggio della tartaruga proceda fluido sono:

  1. un dispositivo di fuga delle dimensioni adatte e
  2. ami strutturati per non creare lesioni che compromettano lo sviluppo (e di conseguenza il raggiungimento della maturità sessuale) o le capacità di scavare un nido utilizzando tutti gli arti.

Soluzioni che risultano adottate dopo anni di cause legali e controversie con i pescatori nordamericani e che sottolineano il fatto che a rendere difficile il lavoro di tutela non è individuare un pericolo ma trovare il modo di far applicare gli accorgimenti necessari a sventarlo per tempo.

“Il problema, in realtà, non aveva mai riguardato i dispositivi: da parte dei pescatori s’era trattato più di una questione di abitudine e del rifiuto che qualcuno imponesse loro il da farsi”.

Ciò che rende difficoltosa l’adozione di soluzioni atte a tutelare l’ambiente oceanico senza compromettere un settore che determina l’economia interna ed esterna di una nazione è la reticenza umana in generale a correggere e modificare:

  • l’abitudine del “si è sempre fatto così” come giustificazione al non riconoscere la visione a lungo termine di ricercatori, ambientalisti e conservazionisti in genere;
  • la percezione che induce a credere nell’inesauribilità di risorse che hanno bisogno di tempo per raggiungere il numero e le dimensioni per potersi definire e considerare rinnovabili;
  • comportamenti scorretti nei confronti di ambienti che invece di rimanere puliti vengono utilizzati come discariche perché sono talmente vasti da non credere che una confezione di plastica (tra le tonnellate buttate) possa fare chissà quali danni.

Documentando il come gli esseri umani a favore e contrari alla causa di tutela delle tartarughe trovano un accordo, Il viaggio della tartaruga prosegue per capire se il nuovo modello proposto può essere esteso verso le coste dell’America Latina, sia dal lato dell’Atlantico sia da quello del Pacifico, fino a raggiungere anche le coste dell’Asia e dell’Indonesia.

Rimanendo sul lato dell’Atlantico e sempre seguendo le Tartarughe Liuto, Carl Safina visita Costa Rica, Messico e Baja California documentando altri pericoli e problematiche.

Il saccheggio di uova e il commercio di carne di tartaruga venduta, spesso, come potente afrodisiaco sono, infatti, fonte primaria di sostentamento di nazioni la cui economia, rispetto a quella canadese e statunitense, è molto al di sotto della povertà.

In questi contesti, le soluzioni per tutelare le tartarughe devono andare oltre l’obbligo di imporre vie di fuga o stili di pesca commerciale più sostenibili e trovare nuove vie per convincere le popolazioni umane che la salvaguardia delle popolazioni di tartarughe può offrire più vantaggi che svantaggi economici.

Le soluzioni documentate in questa sezione del libro si fanno più articolate e complesse e comprendono:

  • campagne di sensibilizzazione delle comunità di pescatori sulla necessità di evitare di cacciare, vendere e consumare uova e carne di tartaruga;
  • proposte di ecoturismo che preservino le coste adottate come siti di nidificazione altrimenti concentrate solo ed esclusivamente in Florida, zona peraltro più esposta all’erosione delle spiagge;
  • costruzione di vivai e aree protette nel quale trasportare le uova e dalle quali prelevare le tartarughine da liberare così da prevenire il saccheggio dei raccoglitori di frodo locali.

Soluzioni che, racconta Carl Safina, vengono portate avanti da pochi individui che rischiano più di qualche insulto da pescatori poco flessibili a modificare il modo di condurre la propria attività e che assumono sfumature quasi eroiche. Abbastanza da sperare che, nel lungo periodo, Il viaggio della tartaruga non finisca in tragedia infondendo nell’autore-navigatore la necessaria sicurezza per proseguire dall’altra parte, nell’Oceano Pacifico, e vedere da vicino la situazione anche dal lato Asiatico e Indonesiano notoriamente privo di leggi di tutela per questa specifica specie animale.

“Considerato quello che sappiamo nell’insieme, a livello globale, in merito alla riduzione delle popolazioni delle tartarughe, al loro continuo declino in alcuni luoghi, alla loro evidente vulnerabilità e alla difficoltà di ripristinarle una volta che quelle principali scompaiono, due cose rimangono degne di attenzione: in primo luogo, nella maggior parte del mondo gli esseri umani continuano a uccidere esemplari adulti, a prelevare uova e a utilizzare attrezzatura da pesca come se non ci fosse un domani; e, in secondo luogo, le persone impegnate a proteggere le tartarughe marine stanno effettivamente riuscendo nel loro intento. Alcune popolazioni si stanno riprendendo”.

Nell’Oceano Pacifico, tuttavia, le popolazioni di tartarughe marine sono al minimo storico.

I siti di nidificazione noti paiono scomparsi, depauperati dai cacciatori di frodo proprio per la totale assenza di una politica di conservazione ambientale.

L’unico luogo in cui le Tartarughe Liuto ancora tornano è la Nuova Guinea che, per paradosso, è l’unico luogo in cui l’essere umano vive senza le comodità della modernità. Un luogo che si presenta come un paradiso naturale per le Tartarughe Liuto (considerate sacre) ma che, per gli umani che vi risiedono, non offre istruzione, copertura sanitaria e il benessere proveniente dalle civiltà ipersviluppate di cui, comunque, hanno percezione e curiosità. Un contesto incontaminato in cui:

“La conservazione dovrà competere sul piano economico; il suo svantaggio è che dispone di fondi cronicamente limitati. Il principale vantaggio della conservazione è che ha una maggiore capacità di prendersi cura delle popolazioni e del patrimonio naturale”.

La fase finale e gli esiti futuri riguardanti Il viaggio della tartaruga nel Pacifico si concentrano, dunque, in Nuova Guinea dove è necessario sviluppare, appunto, un piano di tutela e conservazione ambientale che includa e coinvolga anche le esigenze economiche della popolazione autoctona e protegga tutti dai rischi dei cacciatori di altre acque e terre da depauperare in nome del dio denaro.

Una missione di cui, come documenta Carl Safina, pochissimi individui si fanno carico e che comunque ispira speranza in chi scrive perché:

“Il mondo è nelle mani di chi non si rassegna”

e che sopravvive, nonostante tutto e tutti, come i Seri della California. I loro canti per accompagnare le tartarughe nei loro viaggi di andata e ritorno nel ciclo della vita documentati nell’ultimo capitolo del libro sottolineano il messaggio che Il viaggio della tartaruga ripete come un mantra:

“[…] fai tutto quello che puoi e non preoccuparti delle probabilità che hai contro”

e che suggerisce altre domande esistenziali da aggiungere alle classiche sulle quali l’umanità di interroga da millenni: quali potenzialità ho? cosa posso fare con esse?

Scoprirle forse non salverà il mondo ma, chissà, magari può aiutare a viverlo per altri milioni di anni ancora.

Autore: Carl Safina
Titolo: Il viaggio della tartaruga
Titolo originale: Voyage of the Turtle – In Pursuit of the Earth’s Last Dinosaur
Traduzione: Isabella C. Blum
Casa editrice: Adelphi
Collana: Animalia
Pagine: 623
Pubblicazione: ottobre 2023
Prezzo di copertina: € 32.00

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