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Viva l’ignoranza! di Stuart Firestein: la scienza divertente

28 Ottobre 2022
Viva l'ignoranza! Il motore perpetuo della scienza spiegato da Stuart Firestein

Con Viva l’ignoranza! di Stuart Firestein spunto un altro dei libri che ho immaginato di leggere per il #BookDreams22.

L’idea di capire meglio la scienza e rimanere ignorante in materia ha un che di suggestivo ma, è anche intelligente e divertente come afferma il Wall Street Journal in copertina?

Viva l’ignoranza! Il motore perpetuo della scienza spiegato da Stuart Firestein

Viva l’ignoranza! è un saggio che vuole rispondere, con altre domande, alla domanda su cos’è e cosa fa la scienza.

Per dare valore oggettivo al tema, Stuart Firestein comincia la lezione utilizzando un proverbio (cinese) presentando al lettore un binomio, tradizionalmente percepito come inconciliabile e ostacolante, tra ciò che si crede di sapere e ciò che si ignora di non sapere dimostrando, inoltre, la presenza di uno o più pregiudizi riguardanti la scienza.

Tra i pregiudizi, il più lampante è quello che associa la scienza a una disciplina intenta ad accumulare solo fatti certi e assodati quando, in realtà, non è altro che un atteggiamento mentale in cui lo scienziato si chiede, sulla base dei dati che ha a disposizione, cosa sta ignorando e cosa c’è da fare per scoprire il tassello che manca per risolvere ciò che, sul momento, si percepisce come un mistero.

L’ignoranza così contestualizzata è la vera musa ispiratrice che conduce l’umanità verso la via della scienza intesa come processo utile a valutare quanto ancora rimane ignoto in tutte o nella maggior parte delle branche di cui è composto lo scibile.

Se in Viva l’ignoranza! c’è un binomio inconciliabile, lo si può desumere dal tipo di ignoranza alla quale l’autore si riferisce e che colloca l’ignoranza informata in un luogo dove non val la pena cercare e l’ignoranza consapevole nella mente dello scienziato in cerca di domande sulle quali lavorare.

La ricerca ha però bisogno di una strategia. La scienza, secondo Stuart Firestein, ne ha diverse e le più “gettonate” sono:

  • la capacità di ricordarsi che le domande sono più importanti delle risposte perché nella scienza si studia per avere accesso all’ignoranza, non alla conoscenza;
  • la capacità di discernere tra ciò che ostacola e ciò che, invece, stimola la ricerca rendendola entusiasmante e divertente chiedendosi cosa, in realtà, ha dei limiti (l’ignoranza o la conoscenza?);
  • la capacità, più che di individuare un problema da risolvere, di trovare un modo per gestire ciò che è ancora un mistero da svelare;
  • l’umiltà di lasciare da parte le previsioni certe e l’audacia di stilare un campionario di ignoranza su cui lavorare;
  • il non pretendere che scienza teorica e scienza applicata vadano di pari passo e verso un’unica, innovativa invenzione;

Queste tracce rappresentano anche le fondamenta sulle quali Stuart Firestein si basa per strutturare la seconda parte del libro in cui narra le Case History che dimostrano i concetti appena espressi, ripetendoli.

Lasciando a te il piacere di scoprire se ci sono altre chicche raccolte nella seconda parte di Viva l’ignoranza! concludo (provvisoriamente) questo post scrivendo che è un libro piacevole e comprensibile e che l’impressione finale è stata di leggere la spiegazione del perché una barzelletta divertente fa ridere.

Un’impressione che di solito si percepisce come un fatto fastidioso da rilevare.
Non è questo il caso, se si ha l’intelligenza necessaria a cogliere e, al limite illuminare, la presenza, in una metaforica stanza buia, di ciò che si ignora. 😉

Autore: Stuart Firestein
Titolo: Viva l’ignoranza, il motore perpetuo della scienza
Titolo originale: Ignorance. How It Drives Science
Traduzione: Susanna Bourlot
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Pubblicazione: giugno 2013
Pagine: 156
Prezzo di copertina: € 14

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