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Piccoli suicidi tra amici, ritornando su Arto Paasilinna

31 Agosto 2022
Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna: storie e avventure della Libera Associazione Morituri

Più o meno in questo periodo, sul blog si torna a parlare dei libri e delle storie finlandesi di Arto Paasilinna.

Sembra quasi una tradizione di lettura e, quest’anno, il romanzo scelto è Piccoli suicidi tra amici.

Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna: storie e avventure della Libera Associazione Morituri

Piccoli suicidi tra amici hanno inizio in un fienile.

Rellonen, l’uomo d’affari giunto alla sua quarta bancarotta, ha scelto questo luogo, poco dopo le festività primaverili, per spararsi un colpo in testa.

Giunto sul posto, Rellonen però si rende conto che non è stato l’unico ad aver avuto la stessa, fatale idea e trova il colonnello Kempainnem pronto ad impiccarsi.

Fallito anche questo piano, al primo personaggio non resta altro che sventare il tentativo di suicidio del secondo e, assieme a lui, dare l’avvio a una storia che porterà alla fondazione della Libera Associazione Morituri.

Tramite un annuncio pubblicitario di inaspettata (e anche un po’ inquietante) efficacia, si costituisce, quindi, un nutrito gruppo di aspiranti suicidi che, a bordo del pullman, la Saetta della Morte, girerà l’Europa in cerca di un precipizio abbastanza alto per potervicisi buttare con la sicurezza di porre fine, una volta per tutte, a ogni singola, triste vita.

Nel romanzo compaiono circa una trentina di personaggi che, con le loro storie individuali, stileranno un variegato elenco dei motivi per cui i finlandesi sono inclini a compiere, quando sono soli e senza pensarci troppo, l’estremo gesto e a evitarlo, invece, quando si trovano insieme a potenziali compagni di sventure recuperando lo spirito del proverbio posto in apertura del libro:

“In questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto”.

Strutturalmente, Piccoli suicidi tra amici è molto simile, se non uguale, a Il figlio del dio del tuono.

Nello schema narrativo di questi romanzi, infatti, non mancano il personaggio che ha l’idea iniziale (Rellonen/Ukko Ylijumala) il personaggio che la mette in pratica per dargli una forma (il colonnello Kempainnem/Rutja) e la figura femminile (Helena Puusaari/Helinä Suvaskorpi) colei alla quale viene data la causa di tutti i problemi dell’uomo che, malgrado sia stanca di farsi carico o sentirsi responsabile delle colpe e delle psicosi proprie e altrui, rimane reperibile e necessaria per organizzare il romanzo così da poter sviluppare tutte le tematiche care ad autore e personaggi.

Le tematiche che si intrecciano a questo ben rodato schema narrativo, sono le stesse presentate con il romanzo più celebre di Arto Paasilinna, L’anno della lepre, e che costituiscono il motivo per parlare di:

  • solitudine, stress, depressione, follia;
  • risorse naturali ed ecosistemi a rischio a causa del consumismo e dello spreco operate da società capitaliste
  • votate alla produzione di inutilità pur di accumulare denaro;
  • tradizioni finniche ancestrali, fortemente legate al contesto che viene deturpato dalla modernità e
  • considerazioni e riflessioni storiche sui rapporti, contrasti e inquietudini che sorgono al confine tra Russia e Finlandia.

Preso atto delle similitudini strutturali e tematiche che hanno fatto conoscere l’autore e il suo lavoro in tutto il mondo, per parlare in modo appropriato di Piccoli suicidi tra amici bisogna provare a coglierne il messaggio e, con esso, la chiave di lettura per decifrare il romanzo nella sua interezza.

Personalmente, ciò che ho colto leggendo le storie, le avventure e gli epiloghi della Libera Associazione Morituri è che spesso basta cambiare vita per mettere in atto una forma di suicidio in cui si rinuncia al passato per costruire un presente e un futuro diversi perché, sostanzialmente, è il rimanere fermi in una vita che non si sente propria il reale e principale motivo che conduce individui e collettività inconsapevoli a una morte precoce.

Scritto ciò, Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna si attiene, anche questa volta, a una visione complessiva che, in un aggettivo, ha un che di lapalissiano. O forse è più adeguato il termine paasilinniano?

Autore: Arto Paasilinna
Titolo: Piccoli suicidi tra amici
Titolo originale: Hurmaava joukkoitsemurha
Traduzione: Maria Antonietta Iannella e Nicola Rainò
Casa editrice: Iperborea
Pagine: 283
Pubblicazione: ottobre 2021
Prezzo di copertina: € 17

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