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L.A. Confidential di James Ellroy: tra giallo e noir, un titolo familiare

15 Luglio 2022
L.A. Confidential di James Ellroy: le vie del giallo su realtà e verità noir

L.A. Confidential ha attirato la mia attenzione perché mi sembrava un titolo familiare, pur non avendo mai letto nulla di James Ellroy e perché, più che un giallo lo percepivo come un noir.

Il noir, quando non cade nell’orrido e nel grottesco, è un genere che ha un fascino tutto particolare ma, tra le proposte di cui il filone abbonda, è molto difficile riconoscerlo come tale.

L.A. Confidential di James Ellroy: le vie del giallo su realtà e verità noir

L.A. Confidential è una storia corrotta (e sulla corruzione) il cui focus narrativo è incentrato sulla ricerca di chi, nella realtà del romanzo, è realmente pulito. Per far questo, Ellroy mette in campo tre personaggi, tre poliziotti: Ed, Bud e Jack.

Sciogliendo i soprannomi, Edmond Exley è un ex eroe di guerra proveniente da una famiglia di poliziotti che hanno le loro origini nella prestigiosa Scotland Yard.

Economicamente indipendente, grazie alla fiorente impresa edilizia del padre, Ed entra in polizia con l’intenzione di distinguersi e fare carriera. Ambizioso, persegue la Giustizia Assoluta ma, appena entra in servizio, si inimica tutto il dipartimento denunciando i colleghi che reputa non idonei a svolgere la funzione di tutori dell’ordine.

Ed guadagna così la sua prima promozione e, di conseguenza, anche l’odio di Wendell “Bud” White. Un buon poliziotto con un passato familiare tragico e traumatico alle spalle che lo porta a usare metodi poco ortodossi nello svolgimento delle sue mansioni, soprattutto quando si tratta di violenze sulle donne.

Ciò che, in particolare, caratterizza Bud come personaggio è la lealtà. Una virtù che viene mal riposta e che solo dopo l’incontro con Lynn Braken, la prostituta che assomiglia a Veronica Lake, comincia ad essere utilizzata per risolvere il primo caso importante del romanzo, il massacro del Nite Owl.

Jack Vincennes, infine, è quello che se ne sta agli incroci tra le piste seguite e lasciate cadere in L.A. Confidential. In genere, sorride sornione mettendosi in mostra sui giornali per arresti concordati in anticipo e passa il tempo a redigere i verbali come più gli aggrada, sempre per poter apparire come una figura pulita, onesta, senza macchie e senza paure.

La verità su Jack, per quanto si impegni a nasconderla, è ben diversa. Ad eccezione di Karen, tutti sanno delle colpe e delle debolezze di Jack ma è un personaggio troppo utile per farne a meno poiché è l’unico ad avere una visione d’insieme su una realtà sulla quale non si esprime per mancanza di prove.

Ed, Bud e Jack sono i punti di vista di un romanzo dal quale l’autore parte per descrivere un sistema in cui prostituzione, estorsioni, traffico di droga e pornografia macabra proliferano al di sotto della facciata da sogno di L.A.

Trattati come personaggi singoli, per buona parte del romanzo Ed, Bud e Jack operano mantenendo in piedi un sistema di menzogne dove tutti possono continuare a fare quello che stanno facendo eliminando, saltuariamente, chi cerca di inserirsi o scalare una non scritta gerarchia criminale.

In un esemplare stile noir, la struttura di L.A. Confidential allontana l’attenzione da quello che manca per convincere Ed, Bud e Jack a fare gioco di squadra, perseguire un obiettivo comune e ottenere, per tutti, Giustizia Assoluta.

Allontana l’attenzione perché l’associazione dei tre protagonisti è il colpo di scena che James Ellroy stabilisce per chiudere le fila di una narrazione intricata e avvincente, fondata su un genere che mi sembrava familiare (nel senso di vero) ma che non riuscivo a riconoscere perché, semplicemente, la trama del romanzo non corrisponde esattamente alla sceneggiatura del film (verosimile) che ne è stato tratto venticinque anni fa.

Simili, ma non uguali, le due versioni di L.A. Confidential si sovrappongono mantenendo intatto il piacere che si ricava nel leggere o guardare un noir eseguito alla perfezione.

Nella versione di James Ellroy ci si dimentica ciò che, oltre al sangue, scorre tra l’inizio e la fine del romanzo e che viene colto solo da chi si presume non abbia orecchie per ascoltare né cervello per collegare e che, nel libro o nel film non fa differenza, esce di scena sapendo tutta la verità che non può e non deve dichiarare. Come è giusto che sia, in un noir. 😉

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