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Jim il fortunato di Kingsley Amis: romanzo scelto a caso

6 Maggio 2022
Jim il fortunato di Kingsley Amis: forma e sostanza di un libro di piacevole lettura

Scelto perché, semplicemente, ho letto il mio cognome nel titolo, Jim il fortunato di Kingsley Amis è un romanzo che ho faticato un po’ a trovare.

Non ordinabile in libreria, la sorte mi ha suggerito (con successo) di rivolgermi alla biblioteca per verificare se vale ancora la pena leggerlo.

Jim il fortunato di Kingsley Amis: forma e sostanza di un libro di piacevole lettura

Nella realtà del romanzo di Kingsley Amis il protagonista si chiama James Dixon ed è ritratto in compagnia del noiosissimo e mediocre professor Welch, mentore dal quale dipende il suo futuro professionale e la possibilità di ottenere una cattedra dando addio alla docenza precaria.

Costretto, per necessità, ad interagire con il suo superiore, Dixon si adatta mestamente a seguire tutte le indicazioni che gli vengono date per non farsi licenziare o, comunque, per essere all’altezza del nomignolo che porta.

Di fatto, però, Jim il fortunato si trova sempre più impelagato in situazioni penose e imbarazzanti alle quali reagisce bevendo o mettendo in atto qualche dispetto, giusto per scaricare la tensione nervosa, l’incertezza e il fastidio che prova quando si sente obbligato a socializzare e a relazionarsi con personaggi per i quali non nutre né stima, né interesse, né coinvolgimento emotivo.

James Dixon, in sostanza, detesta:

  • le chiacchiere egocentriche e monotematiche del professore;
  • le festicciole a tema organizzate dalla rispettabile signora Welch;
  • i vaniloqui pseudo artistici di Bertrandt, il cocco di famiglia;
  • le discussioni politiche in cui la lotta per ottenere una società più equa si basa sulla tutela dei ricchi e sulla lode a un sistema che fornisce un’istruzione scadente a studenti paganti;
  • le smancerie e le lagne della brutta, depressa ed emotivamente instabile Margaret Peel;

Eppure, nella forma, Jim il fortunato fa di tutto per dimostrarsi interessato, amabile, cordiale, accomodante e attento nella speranza di ottenere una gioia come il veder pubblicato uno studio accademico che dovrebbe riscattare la sua reputazione. Malgrado lo sgomenti:

“[…] il pensiero di dover pronunciare il titolo del suo articolo. Un titolo perfetto in quanto cristallizzava l’insignificante vacuità, l’inutile enunciazione di fatti, fonte sicura di sbadigli, la pseudo illuminazione di problemi non esistenti”

l’elaborato è l’unica azione possibile per non perdere il posto che occupa nella gerarchia accademica, economica e sentimentale interna al romanzo. È a questa speranza che Dixon si attiene ma poi, a una tediosa festa intellettuale, incontra la fidanzata di Bertrandt, Christine Callaghan, figura che rappresenta la disgrazia e il colpo di fortuna del libro.

Innamoratosi pur non avendo fatto nulla per cadere in simile stato, James, da personaggio passivo, rassegnato a dover sottostare ai capricci del fato e, saltuariamente, a reagire per contrastare la scarsa considerazione che gli altri hanno di lui, si tramuta in personaggio attivo, desideroso di entrare in complicità con la protagonista femminile del romanzo e cambiare, di conseguenza, un destino che lo vede collocato a Londra invece che nella provincia in cui risiede.

Per lo stile di scrittura e gli intrecci narrativi, Jim il fortunato appare come un romanzo d’altri tempi. Un po’ all’antica ma affascinante per come linguaggio e parole:

  1. definiscono i comportamenti sociali di Christine cercando di discernere la persona (l’unica a ispirare sentimenti più complessi e profondi di quelli veicolati da conoscenti, amici e colleghi) dal personale ovvero dalle caratteristiche fisiche, superficiali, che la rendono desiderabile e preferibile al tipo di vita in cui Dixon è immerso è che è palesemente banale, noiosa, soffocante e priva di prospettive;
  2. indicano, con i sottintesi adatti per non rendere volgare la narrazione, le strategie di seduzione adottate da James per sostituirsi, come fidanzato, al finto e rozzo Bertrandt.

In sostanza, Jim il fortunato è una specie di romance in cui i tormenti amorosi non sono determinati dalla supposizione o dalla paura di ricevere un rifiuto dalla persona per la quale si prova un’inspiegabile attrazione ma dal continuo interferire di un gruppo sociale che è unito e compatto solo per consumare le energie di cui il singolo individuo dispone per realizzarsi in società.

Giocando sulle contraddizioni e sul come pregiudizi e convenzioni, invece di regolare i rapporti umani rendendoli fluidi e naturali, creano problemi dove, di fatto, non ce ne sono, Jim il fortunato di Kingsley Amis spolvera un’ironia che la rende davvero una deliziosa e una brillante lettura.

Se dall’oggi al domani dovesse capitare una nuova ristampa, non mi dispiacerebbe saperlo. 🙂

Autore: Kingsley Amis
Titolo: Jim il fortunato
Titolo originale: Lucky Jim
Traduzione: Luciana Agnoli Zucchini
Casa editrice: Aldo Martello Editore
Pubblicazione: 1957
Pagine: 312
Prezzo: € 12.90 (di una vecchia edizione disponibile su Amazon)

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