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La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni

14 Marzo 2022
La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni

Alcuni libri appartengono a quel genere di letture complesse il cui fascino è nel come l’essere umano porta all’estremo i concetti di ingegno e di intelligenza dando loro forma e sostanza nelle arti e nella letteratura.

La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni, invece, mi sembrava un comprensibile compromesso per “alleggerire il carico” delle letture di marzo, mese in cui l’inverno ancora non cede il passo a una fremente primavera.

La maga delle spezie e l’arte magica di Chitra Banerjee Divakaruni

Con La maga delle spezie, Chitra Banerjee Divakaruni narra le storie e la sapienza dell’India localizzata in un’angusta e polverosa bottega di Oakland, California.

La proprietaria di questo umile e comune esercizio commerciale è Tilottama, detta Tilo. Un’anziana e insignificante vecchia signora che si è assunta il compito di divenire, per la comunità che serve:

“[…] dispensatrice di vita, generatrice di salute e di speranza”.

Tilo è La maga delle spezie e nel suo nome si cela un segreto, la condizione e la regola che non deve assolutamente violare se non vuole perdere i suoi poteri.

La protagonista, infatti, non deve cadere in tentazione e non può amare nessun uomo. Il rischio è anteporre i desideri personali alle necessità della gente che varca la soglia del negozio in cerca degli ingredienti che servono per alleviare le sofferenze del vivere da immigrati in una nazione in cui ribolle la violenza e l’odio razziale.

In uno stile di scrittura spettacolare, nel senso che attira l’attenzione per la disinvoltura nell’uso delle parole e per l’apparente leggerezza e ironia con cui Divakaruni passa sopra al senso di rabbia e di impotenza dell’esiliato, la maga impone la sua immagine e la sua storia illustrando ed enumerando, con non poca vanità, quanto sia brava a gestire il potere impalpabile e concreto delle spezie che sono state scelte per comporre, capitolo dopo capitolo, un romanzo che fa riferimento a un altro tipo di sapere umano.

Spesso associata al femminile, è una sapienza che da secoli incanta l’Occidente ogni volta che volge lo sguardo a Oriente, si raggiunge dopo un lungo e tortuoso percorso costellato di dolore e sofferenza, si confonde con la bellezza e, per la forza spirituale e la delicatezza che ispira facendo emergere, in infinite combinazioni, i contrasti di cui è intessuta, si definisce con la parola saggezza.

La maga delle spezie e il suo apprendistato, in molti punti, si sovrappone alla storia di Morgana e delle sacerdotesse di Avalon e come per il ciclo di Marion Zimmer-Bradley, diverse sono le piccole storie e i drammi che si intrecciano al di fuori della bottega. In tal senso, anche la lotta interiore di Tilo è molto simile a quella affrontata da Morgana ed entrambe sono consapevoli che hanno scelto volontariamente il loro personale tormento e sacrificio.

Lo stile, i richiami narrativi e l’ingiustizia alla base del libro possono insinuare il sospetto che La maga delle spezie non sia altro che una fiaba scritta bene per concedere agli altri di godere dell’infelicità di Tilo la quale, in quanto personaggio magico e inventato non esiste e, per questo, non ci riguarda umanamente.

Seguendo un certo tipo di interpretazione di lettura, il libro di Divakaruni pare un titolo commerciale e, grazie alla trama dai tratti esotici e misteriosi e alla relativa assenza di profondità emotiva o di spessore psicologico dei personaggi, un libro facile da consumare.

Eppure, diventa quasi istintivo e purificante leggere, a piccole dosi, La maga delle spezie e seguire i percorsi narrativi che l’autrice indica facendo entrare Raven nella vita di Tilo e la cultura dei nativi americani nella cultura di chi ha lasciato l’India per un’America contaminata dall’ignoranza e dall’avidità.

È più di una fiaba scritta bene. Questo perché la rottura del patto che la maga ha stipulato con sé stessa e a beneficio degli altri non porta, necessariamente, alla caduta e alla rovina delle storie rette dal romanzo ma le intreccia insieme a Lalita, Haroun, Kwesi, Jagjit o Geeta e ai due protagonisti i quali, pur non condividendo lo stesso sogno, non risultano poi così diversi, inconciliabili o incapaci di comunicare ideali o comprendere sentimenti umani.

Tramite Tilo e Raven, La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni trova il modo di rompere i vincoli e i pregiudizi interculturali e concede alla prima narratrice di tornare a Oakland, California, con un nuovo nome e la stessa missione: migliorare, cominciando dalle piccole cose e con una vera saggezza, un mondo spaccato in due lasciando, per il lettore, un libro che è molto lontano dalla superficiale interpretazione sospettata all’inizio. 🙂

Autrice: Chitra Banerjee Divakaruni
Titolo: La maga delle spezie
Titolo originale: The Mistress of Spices
Traduzione: Federica Oddera
Casa editrice: Einaudi
Pubblicazione: 2021, Ristampa 26
Pagine: 286
Prezzo di copertina: € 12

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