libri Recensioni

Bel-Ami di Guy de Maupassant: il bello del grottesco

21 Febbraio 2022
Bel-Ami di Guy de Maupassant: il bello del grottesco

Citato spesso in precedenti letture, su Guy de Maupassant si dicono molte cose.

Secondo Renoir (o secondo quanto ricostruito nel romanzo di Susan Vreeland) era una fastidiosa comparsa che turbava l’idea che voleva lasciare ai posteri su arte, bellezza e umanità.

Secondo quanto riporta Isaiah Berlin, per Tolstoj, era un buon scrittore perché sapeva vedere la forma della realtà e la sua verità ma, come uomo, non lo reputava sincero.

Pare dunque che Guy de Maupassant fosse percepito come un individuo superficiale e chiassoso e Bel-Ami un romanzo crudele e grottesco. Romanzo che ho deciso di rileggere per capire cosa ci trovai di bello e piacevole in esso.

Bel-Ami di Guy de Maupassant: percezioni e pressioni sociali in gioco

George Duroy è un giovanotto attraente e un po’ rozzo appena approdato a Parigi.

Vistoso e chiaramente riconoscibile cattura subito l’attenzione che gli serve per intraprendere la Vie Française, aggirarsi tra i capricci del bel mondo e fantasticare su una vita ricca di romantiche avventure.

Non è ancora diventato Bel-Ami ma Guy De Maupassant fa presto ad avvicinarlo a questa immagine portandolo ad incontrare il camerata Forestier e lasciandolo interagire con i personaggi che lo avvieranno alla carriera di giornalista politico, di amante, di arrampicatore sociale.

È una fase in cui Duroy fa quasi tenerezza perché è così che viene trattato dall’autore e dalla società. Non è altro che un adorabile cucciolo, non particolarmente cattivo o corrotto, da educare e modellare a proprio uso e consumo e finché rimane tale.

Ad eccezione di un poeta che passa e se ne va sulla superficie della narrazione, la collettività di cui è costituita resta a disposizione dello scrittore per rappresentare un’umanità che di umano ha solo una serie di maschere che il protagonista si diverte a vedere indossate e che, in seguito, utilizza come strumenti per vivere, esprimersi e realizzarsi in società.

Disposte e suddivise per genere, maschere e natura del romanzo si mescolano in un gioco di percezioni in cui non mancano uomini convinti di essersi fatti da soli utilizzando le donne come il mezzo per arrivare a ogni cosa né donne che aggirano le convenzioni per ottenere, a loro volta, qualcosa che gli manca e che sarebbe amorale chiedere espressamente.

A nessuno importa di Bel-Ami ma l’intelligenza di Madeleine e gli appetiti della sua prima amante, la signora De Marelle, lo incuriosiscono, lo affascinano, lo seducono. Nella prima parte del romanzo impara a conoscerle e, dopo qualche errore di valutazione commesso nella seconda parte, diventa molto abile nell’usarle a proprio vantaggio e ad assumere un metodo personale per spogliare la vita della sua poesia.

La tenerezza che ispira diventa la maschera di Bel-Ami e dell’uomo moderno: cinico, egoista e ambizioso.

“Georges pensava: «Sarei ben idiota ad arrabbiarmi. Ciascuno per sé. La vittoria è degli audaci. Tutto è egoismo. L’egoismo per l’ambizione e il denaro val meglio dell’egoismo per la donna e l’amore».

Questa metamorfosi nel personaggio determina, nel romanzo, una scalata del grottesco che solo per l’eleganza dello stile si continuerà a seguire perdonando, ogni volta, il sorriso freddo e crudele che, inevitabile come la morte, si profila sul volto di Bel-Ami che, in fondo, se la ride dei valori in cui la realtà complessiva crede e soffre pur di non separarsi dall’illusione di vivere.

Nel gioco di percezioni messe in scena dall’autore emerge, quindi, un individuo che guarda la collettività con la stessa indifferenza e superficialità che gli è stata riservata descrivendo, con dovizia di particolari, una società che è grottesca perché non è affatto interessata a rendere il mondo un luogo migliore e preferisce rimanga un parco giochi dove fare la bella vita senza, sostanzialmente, godersela.

In sintesi, il romanzo non commette la brutalità (ma ci va vicino) di giudicare l’umanità e, anche quando teme di averla perduta per non averle dato importanza, la leggera pressione di una mano gli conferma che è ancora in gioco, ha ancora tempo per sé, per i suoi piaceri e, se avanza, per lasciare questa valle di lacrime con una bella, sonora, risata.

Per me, rileggere Bel-Ami di Guy de Maupassant fa stare bene. Forse è questo il suo bello, anche se, nell’insieme, ci sono parecchie cose su cui piangere.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: