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L’incubo di Hill House di Shirley Jackson: ritorno al gotico

30 Ottobre 2021
L'incubo di Hill House di Shirley Jackson: stabilità di una casa stregata

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, come Il giro di vite di Henry James, è un classico romanzo gotico: un genere letterario appena appena esplorato ma perfetto per il periodo in cui le attività correlate alle parole Samhain Halloween e quant’altro s’intensificano più del solito.

Questo libro mi interessava perché mi piaceva l’idea dell’incubo e mi incuriosiva sapere se il romanzo contempla una soluzione volto ad annullarlo o risolverlo in un sogno.

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson: stabilità di una casa stregata

Edito nel 1959, L’incubo di Hill House è la storia di una casa stregata scelta dal professore di antropologia John Montague per condurre una ricerca scientifica che confuti, anche, la credenza comune in cui si asserisce che:

“Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni”.

L’esperimento che il professore ha in mente non può cominciare senza l’aiuto di validi collaboratori provvisti di un profilo psicologico predefinito.

Eleanor Vance, per i trascorsi familiari traumatici e le problematiche relazionali che ne condizionano pensieri e stati d’animo, è la protagonista designata. È una sognatrice che, come personaggio, ricorda quello di Cenerentola e alla quale si attribuisce in automatico la capacità di spezzare incantesimi di qualsiasi natura, L’incubo di Hill House compreso.

Ad Eleanor si affiancano Theodora, una giovane donna emancipata e indipendente ma superficiale e poco incline all’introspezione, e Luke Sanderson, erede della famiglia proprietaria della casa stregata sfaccendato e privo di scopi nella vita.

A ogni personaggio viene assegnata una stanza dove sostare e che, in base ai colori rosa, azzurro, giallo e verde, sottolineano la condizione psichica in cui si trovano e per la quale sono stati scelti come temporanei abitatori di Hill House.

Naturalmente, come in ogni romanzo gotico che si rispetti, è un classico che il centro operativo e il cuore del libro si presenti secondo le tinte del viola e sia caratterizzato in modo tale che la permanenza all’interno sia quanto più possibile scomoda e disagevole. Effetto questo che non si riscontra in fase di lettura.

Per la sua scrittura semplice e ordinata, il romanzo di Shirley Jackson si presenta come una fiaba trattata come un documento in cui si registra tutto quello che avviene al suo interno senza però fornire mai una spiegazione che concordi con le impressioni che servono per intuire quale sarà il risultato finale.

Scorrevole e mediamente interessante, non c’è nulla di particolarmente spaventoso in questa storia dove personaggi, tutto sommato inconsapevoli, si comportano come se fossero in vacanza.

A essere osservati non sono il professore, Eleanor, Theodora e Luke ma ciò che hanno represso per adattarsi a reggere il gioco della realtà che vedono, conoscono e di cui fanno esperienza. Per quanto cupo e percepito come cattivo, l’ambiente in cui si trovano diventa lo spazio dove possono esprimere le loro lagnanze e, di conseguenza, le psicosi derivate dal fatto che non si sono mai sentiti importanti, amati, coccolati o considerati da parenti e amici.

In sintesi, sono personaggi vuoti quelli che riempiono la casa, anche se la narrazione cambia i loro comportamenti dividendo l’unità iniziale di un gruppo di ricerca che arriva, tanto per rimanere in tema, a un punto morto.

La svolta avviene grazie a un personaggio minore, non contemplato ma necessario per arrivare fino alla fine, la moglie del professore.

Medium desiderosa di aiutare le tristi anime che infestano Hill House, Mrs Montague è pronta ad acquisire i meriti di aver risolto il mistero che il marito vorrebbe spiegare razionalmente per ottenere, invece, i tanto agognati riconoscimenti accademici.

Si scopre così che Eleanor, in realtà, non è la protagonista del romanzo gotico ma il problema da risolvere a beneficio della salute mentale di tutti.

La soluzione offerta è adeguata e, per la felicità della legittima proprietaria, che può finalmente acquisire il dominio su una casa che non è stregata ma neanche del tutto vuota.

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, quindi, rimane (come è giusto e naturale che sia) un mistero da brividi. Bello, 🙂

Autore: Shirley Jackson
Titolo: L’incubo di Hill House
Titolo originale: The Haunting of Hill House
Traduzione: Monica Pareschi
Casa Editrice: Adelphi
Pubblicazione: 2004
Pagine: 233
Prezzo di copertina: € 12

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