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Miami Blues di Charles Willeford: noir liscio

27 Ottobre 2021
Miami Blues di Charles Willeford: noir liscio

Considerati i cupi e angoscianti libri trascorsi, un noir liscio come Miami Blues di Charles Willeford mi sembrava quello che ci voleva per alleggerire l’ultima settimana di ottobre.

Perché questo libro mi sembra un noir liscio?

Qualche idea è messa per iscritto in questo post.

Miami Blues di Charles Willeford: insolite particolarità

Miami Blues di Charles Willeford inizia in pieno giorno e nei pressi di un aeroporto focalizzando l’attenzione sull’antagonista della storia, colto nell’atto di scegliere cosa tenere dei tre portafogli e delle rispettive identità che ha appena rubato.

Seguendo la logica del brillante psicopatico, il personaggio così presentato opta per un pratico compromesso: si tiene il portafoglio più bello e tutte le identità a disposizione per godersi una vacanza a Miami.

La trama di un libro dalle particolarità insolite comincia a muoversi intorno a un’idea narrativa in cui le intenzioni, appena accennate, di autore e personaggio sembrano fondersi fra loro:

“Sapeva che il modo migliore di falsificare una firma era capovolgerla e disegnarlo piuttosto che tentare di imitare la grafia”.

All’esercizio segue una prima applicazione pratica, rendere verosimile la possibilità di commettere un omicidio fratturando un dito alla vittima fornendo al lettore, come unico movente, una giacca di pelle rovinata da una spiletta.

Il cadavere è quello che serve per far entrare in scena il detective Hoke Moseley e fornire un collegamento con un terzo personaggio, Susan Waggoner, studentessa universitaria, prostituta occasionale e donna del presunto assassino.

Il detective incaricato a risolvere il caso non ha il fascino tenebroso dell’investigatore Philip Marlowe.

È un modesto funzionario statale sovraccarico di lavoro che, regolarmente iscritto alla categoria divorziati e sposati alla bottiglia, non riesce ad arrivare a fine mese. L’unico orgoglio di Moseley, come uomo, è la dentiera che gli verrà rubata assieme a pistola, manganello e distintivo.

Il caldo, soffocante e opprimente, di Miami Blues non sembra aver nulla a che fare con l’atmosfera dei classici noir in cui l’umanità si muove con il favore delle tenebre e si contrae su sé stessa per proteggersi dal freddo e dalla pioggia.

Con Charles Willeford la realtà umana sembra diversa: instabile, movimentata e in stato di sovraffollamento è perennemente soggetta al rischio di cadere nel caos per il numero di raptus criminali che si determinano quando la collettività è costretta, malgrado il caldo che immobilizza, ad agire alla luce del sole pur di bere, mangiare, comprare, accaparrarsi un posto auto con l’unico scopo di vivere un po’ più freschi e meno prigionieri.

Ad affascinare di Miami Blues è il senso dell’umorismo con il quale la narrazione familiarizza con il noir e con le sfumature violente, crudeli e disumane che lo definiscono e lo riconoscono come genere letterario.

Anche invertendo alcuni fattori, il risultato, quindi, non cambia.

In tal senso, Charles Willeford non esce mai dalla concezione e dalle dinamiche di un genere che, malgrado le insolite particolarità che inducono al sospetto di falsificazione, scorre liscio come un noir.

Romanzo da leggere tutto d’un fiato Miami Blues lascia abbastanza lucidità per considerare se non sia il caso di ordinare un altro giro di libri che l’autore firma con i titoli Tempi d’oro per i morti, Tiro mancino e Come si muore oggi.

Autore: Charles Willeford
Titolo: Miami Blues
Titolo originale: Miami Blues
Traduzione: Emiliano Bussolo
Casa Editrice: Feltrinelli
Collana: Universale Economica/Noir
Pubblicazione: settembre 2018
Pagine: 235
Prezzo di copertina: € 9.50

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