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Il figlio del dio del tuono di Arto Paasilinna: un romanzo spiritoso

30 Agosto 2021
Il figlio del dio del tuono di Arto Paasilinna: fiaba contemporanea

Tra i libri dell’estate passata, L’anno della lepre di Arto Paasilinna è forse tra i più belli per mantenere la tradizione di leggere la letteratura finnica e conoscere meglio l’umorismo nordico.

Con Il figlio del dio del tuono si replica, dunque, quella che è iniziata come un’esperienza di lettura insolita, non sempre facile da decifrare, ma piacevole per la modulazione di toni con cui Arto Paasilinna racconta argomenti delicati e complessi che si intersecano con lo spirito finnico e con la storia, la cultura e la politica di una nazione famosa in tutto il mondo per i laghi, le foreste, le aurore boreali e i temporali che descrivono un palcoscenico sul quale viverci non è poi così semplice.

Il figlio del dio del tuono di Arto Paasilinna: fiaba contemporanea

Il figlio del dio del tuono inizia con una panoramica del pantheon finnico alla cui sommità vi è Ukko Ylijumala, versione nordica di Giove, alle prese con un piccolo problema esistenziale: nessuno crede nelle divinità ancestrali e nel mito di cui sono i più antichi esponenti e custodi.

Il dilemma necessita di essere risolto e così gli dei citati da Arto Paasilinna si riuniscono per:

  • quantificare quanti fedeli sono rimasti a dare un senso alla loro esistenza,
  • misurarsi con il rivale che li ha spodestati in pochi secoli (la religione cristiana) e
  • capire come agire e, su quali basi, è possibile continuare a operare come le divinità che sono sempre state.

Seguendo, per principio imitatore, la religione cristiana Il dio del tuono decide, sebbene con qualche preoccupazione (nessuno vorrebbe veder crocifisso un inviato celeste) di mandare il figlio Rutja sulle terre finlandesi con la missione di riconvertire i suoi abitanti all’antico credo.

Affinché il passaggio dal divino all’umano avvenga è però necessario trovare un vero finnico ed è qui che entra in scena l’agricoltore e antiquario, Sampsa Ronkainen.

Sampsa è un modesto cittadino che è al limite della rovina economica e vicinissimo a un esaurimento nervoso in quanto succube:

  • di una sorella senza risorse né mezzi,
  • di un’amante che si nega e del fratello parassita di questa,
  • di una commessa inefficiente pronta a denunciarlo al fisco e
  • di un affittuario agricolo che cerca di fare la cresta su terre non sue massimizzando i guadagni per sé e facendo pesare sul legittimo proprietario ogni spesa e miglioria necessaria per ottenerli.

Educato dal padre alle antiche usanze, Ronkainen cerca un momento di pace rifugiandosi nella foresta portando con sé una bottiglia di liquore e un antico feticcio per officiare un rito nel quale invoca Il figlio del dio del tuono, Rjuta.

Uomo e dio, di comune accordo, si scambiano di posto. Lo spirito del primo si concederà un periodo di ferie divenendo consulente delle faccende terrene che il secondo dovrà risolvere, prima di passare alla missione spirituale per cui è stato inviato.

Superati gli impedimenti che sorgono nel corso del romanzo per far sì che la coppia Sampsa-Rutja si assesti alla nuova condizione, l’impresa si rivela più complessa del previsto al punto da indurre i personaggi a trarre dalla religione cristiana altre piccole strategie per far presa, in tempi brevi, sulla popolazione da convertire. In tal senso e in modo simile al collega Gesù, Il figlio del dio del tuono decide di:

  • rivelare la sua natura divina quanto basta per avvicinare i suoi primi discepoli presentati nelle sembianze dell’esattrice fiscale Helinä, del notaio Mälkynen, del muratore Sivakka, del fumista Hannula, del dottor Onni Osmola e del pastore Salonen,
  • optare per la discrezione piuttosto che lanciarsi subito in una campagna pubblicitaria di massa,
  • rilanciare, alleggerite dal concetto di peccato introdotto con il cristianesimo, i comandamenti dell’antica e dimenticata religione neo ancestrale finlandese e infine,
  • invece di fulminare qualche individuo isolato, cominciare a compiere dei miracoli per aumentare la sua credibilità messianica come, ad esempio costruire una clinica per isterici.

Gli esiti di questi punti, sui quali verte e si muove Il figlio del dio del tuono, sono narrativamente spassosi e per un lettore, anche estraneo alla mentalità finnica, ha un effetto corroborante per gli spiriti inclini a cupi e temporaleschi pensieri.

È da aggiungere anche che, nel tempo impiegato a leggere la realtà sottintesa al romanzo, la percezione che leggere le storie di Arto Paasilinna faccia bene e migliori l’umore diventa più concreta e tangibile. Una tradizione di lettura da rispettare, di tanto in tanto. 🙂

Autore: Arto Paasilinna
Titolo: Il figlio del dio del tuono
Titolo originale: Ukkosenjumalan poika
Traduzione: Ernesto Boella
Casa editrice: Iperborea
Pagine: 278
Pubblicazione: novembre 2020, 14 edizione
Prezzo: € 16

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