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Calliphora di Patricia Cornwell: identikit di un romanzo crime

12 Luglio 2021
Calliphora di Patricia Cornwell: identikit di un romanzo di genere investigativo

Con Calliphora incontro, per la prima volta, l’anatomopatologa Kay Scarpetta che, nata dalla penna e dall’immaginazione di Patricia Cornwell, ha caratteristiche fisiche e intellettive che non passano inosservate.

Appurato ciò, come verranno gestiti, al femminile, ruoli e situazioni declinati al maschile in quello che appare l’identikit di un romanzo crime?

Calliphora di Patricia Cornwell: cambio genere, stesso genere

Alla cena di fine corso, Kay Scarpetta è stata onorata di un dono: un esemplare di Calliphora in provetta. È un inizio per collegare i personaggi di Patricia Cornwell alla protagonista, fulcro dal quale si diramano le indagini del romanzo.

La donatrice, Nic, è un detective e un’allieva promettente ma, in quanto donna e poiché il suo ruolo professionale risulta al di fuori della sua giurisdizione, non è il personaggio scelto per indagare sui casi di femminicidio perpetrati a Baton Rouge, in Louisiana. Luogo dove, peraltro, si nascondono Bev Kiffin e Jay Talley gemello, quest’ultimo, di Jean-Baptiste, un criminale deforme detenuto in Texas e sgradevole conoscenza di Kay.

In Calliphora, i cattivi sono simili ai buoni perché, a modo loro, desiderano attirare l’attenzione dell’illustre anatomopatologa presentata, ripetutamente, come una donna straordinariamente bella e avvenente nonostante il potere e la carica lavorativa che, a suo merito, ricopre.

Per buona parte del romanzo Kay Scarpetta appare statica, una figura lontana ma carismatica abbastanza da giustificare, nel bene e nel male, i comportamenti dei personaggi che gravitano attorno a lei e che immaginano di avvicinarla per distruggerla, per servirla o per proteggerla.

Per Jean-Baptiste, Kay è la prescelta, l’unica donna che non è riuscito a mutilare per possederne l’anima e che desidera sottomettere ai suoi desideri chiedendo espressamente di avere lei come medico predisposto a fargli l’iniezione letale.

Per Lucy Farinelli, Kay è la mentore che l’ha aiutata a sviluppare le abilità che servono per fondare e gestire un’agenzia investigativa del livello di quelle come l’FBI o l’ATF ma è anche la zia da vendicare per il dolore causatole quando ha preso atto della morte del suo compagno di vita e di lavoro, lo psicologo criminale Benton Wesley.

Per Pete Marino, Kay è il capo ma è anche la donna dei suoi sogni. Palesemente intenzionato a proteggerla, è un personaggio incline a evitare di comunicarle cose sulle quali, per etica professionale, non dovrebbe essere tenuta all’oscuro. Rassegnato all’idea di non avere chance, Marino comunque si adatta alle circostanze e funge da collante di una squadra di fedelissimi super specializzata ed eterogenea.

In modo indiretto, dunque, Calliphora costruisce tassello per tassello l’immagine di una Kay Scarpetta amata, desiderata, adorata e, spesso, manipolata e strumentalizzata per scopi che esulano dalle sue responsabilità e competenze e che derivano, principalmente, da due personaggi integrati alla trama di un romanzo che segue logiche e dinamiche maschili.

In questa luce, quanto accade alle donne sulle quali Nic indaga non è altro che un espediente per congelare momentaneamente un caso in cui tutti sono coinvolti ma che non si intende risolvere se Kay non dimostra, nonostante la presenza e le referenze a lei precipue, che non è un oggetto da spostare dove serve per dare suspence al romanzo.

In una scrittura apparentemente semplice, Patricia Cornwell costruisce l’identikit di un romanzo crime, di genere investigativo dove tutti i personaggi, maschi e femmine, interagiscono allo stesso modo della specie di insetti dal quale il libro prende il titolo, Calliphora.

Nessun personaggio, buono o cattivo che sia, ne esce pulito ad eccezione della marginale Nic che, totalmente estranea ai giochi di potere esercitati, è l’unica che cerca di svolgere il suo lavoro con la stessa attenzione e meticolosità adottata da Kay e, fino alla fine, senza la corte di amatori che la circonda.

In definitiva, leggere Calliphora di Patricia Cornwell è come guardare una puntata di una serie tv stile Criminal Minds. Ti prende e affascina e persuade che legge che dove compare Kay Scarpetta c’è un caso da condurre e da risolvere in un genere che, anche a cambiarne il punto di vista, rimane sempre lo stesso. 🙂

Autore: Patricia Cornwell
Titolo: Calliphora
Titolo originale: Blow Fly
Traduzione: Annamaria Biavasco
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 394
Pubblicazione: marzo 2004
Prezzo: € 7.99 (su Amazon)

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