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I fiori blu di Raymond Queneau: un romanzo da sogno

5 Aprile 2021
I fiori blu di Raymond Queneau: storia e romanzo da sogno

Noto per i suoi Esercizi di stile in cui Raymond Queneau dimostra come è possibile raccontare la stessa storia giocando sulle variazioni formali della narrazione, I fiori blu è il primo libro che leggo di questo autore.

Tradotto da Italo Calvino, è un romanzo da sogno e una storia surreale che, tra passato e modernità, racconta del Duca D’Auge e di Cidrolin.

Fiori blu di Raymond Queneau: il Duca D’Auge e Cidrolin

In I fiori blu Raymond Queneau catapulta il lettore nel 1264 mentre il protagonista del romanzo, il Duca D’Auge sta contemplando ciò che accade nei dintorni del suo castello.

Insoddisfatto, decide di mettersi in viaggio in quella che appare una parabola donchisciottesca con pasticci linguistici che ricordano lo stile di Gadda, solo meno ingarbugliato.

Andando, il Duca si addormenta e, al suo posto, si sveglia Cidrolin, co-protagonista e uomo moderno ormeggiato su una chiatta che trascorre il tempo a dipingere lo steccato che, periodicamente, si ricopre di misteriosi insulti.

I passaggi dallo stato di veglia a quello del sonno descritti avvengono nello spazio di una frase ma la narrazione scorre senza creare particolari sconvolgimenti nel lettore che ha modo di conoscere molti degli aspetti che il Duca e Cidrolin hanno in comune, tra cui l’immagine che il mondo esterno ha di loro.

“Il Duca aveva tutto quello che ci vuole per non piacere al prossimo: le buone popolazioni ce l’avevano con l’eretico, l’aristocratico e con il provinciale […]”

Un’immagine di cui i due personaggi non si preoccupano più di tanto, uno per poter continuare a sognare senza cercare nella televisione l’istruzione o una qualche evasione da una situazione particolarmente stagnante, l’altro per ascoltare le risposte a tre domande che ha in mente e che gli interessano per comprendere, invece, la situazione generale.

“Ora come ora ho tre domande da porti e sono: primo, cosa pensi dei sogni; secondo, cosa pensi del linguaggio degli animali; terzo, cosa pensi della storia universale in generale e della storia generale in particolare”.

Domande che collocandosi su diversi piani temporali mantengono il Duca e Cidrolin in contatto fra loro facendoli attraversare, quasi simultaneamente, periodi e contesti tipici della storia di Francia.

Entrambi vedovi e con tre figlie, i due sognatori ad occhi aperti si differenziano per la compagnia.

Il nobile può far affidamento su due cavalli parlanti che scombussolano un po’ la logica del racconto mentre, per il nullafacente parcheggiato su un’anonima imbarcazione di fronte a un edificio in costruzione, sono sufficienti occasionali passanti che ne confermino l’esistenza. Ne consegue una narrazione che pare proprio un sogno continuato che non è necessario interpretare per capirlo e che ha il pregio di dispensare tutti dal lavoro del pensare, affidato al guardiano stabilitosi a poca distanza da Cidrolin:

“Ah, caro signore, sapesse com’è faticoso pensare. Da come la vedo vivere, mi sa che questo tormento non lo conosca. Ma io, caro signore, le ripeto, non smetto un minuto di far funzionare la materia grigia. […] Lei non può immaginare. Roba da non credere”.

A parte il sospetto che, forse, il guardiano è, sotto mentite spoglie, la proiezione di Raymond Queneau, I fiori blu è un romanzo surreale, incantevole per la disinvoltura stilistica con cui dà forma alle correlazioni che ci sono tra il Duca e Cidrolin mantenendo le loro vicende in parallelo fino a quando non avverrà l’incontro fra i due dove, magicamente, si:

  • risolverà il mistero dei graffiti sullo steccato,
  • risponderà all’ultima domanda sulla storia e
  • si chiarirà il senso generale e particolare del libro.

Simpatico, piacevole e istruttivo I fiori blu di Raymond Queneau è un pensiero alleggerito dei suoi impedimenti.

Ad eccezione di due parole che, menzionate all’inizio e alla fine del romanzo, indicano il contenuto dal quale prende forma, sono pochi gli agganci per interpretare diversamente un libro che si percepisce volentieri come realmente fantasioso e originale. Quasi quasi, dispiace restituirlo in biblioteca però merita di essere letto per non scordarsi che, qualche volta, è bello seguire direzioni che si incrociano nello spazio che c’è tra il normale e lo strampalato. 🙂

Autore: Raymond Queneau
Titolo: Fiori Blu
Titolo originale: Les fleurs bleues
Traduzione: Italo Calvino
Casa editrice: Einaudi
Pubblicazione: 1984
Pagine: 277
Prezzo: € 15 (su Amazon)

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