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Stephen King e La torre nera: verso la conclusione

24 Febbraio 2021
Stephen King e La torre nera: cima e tramonto della saga

Penultimo e importante capitolo della saga fantasy di Stephen King, La torre nera è il libro che svolta, dopo tante peregrinazioni, nella radura in fondo al sentiero.

È l’ultima porta che apre sulla cima della vertiginosa composizione narrativa che, tra una storia e l’altra e prima di definirsi completa, ha richiesto all’autore trent’anni di stesure e revisioni.

Cosa o chi ci sarà in cima a La torre nera?

Stephen King e La torre nera: cima e tramonto della saga

La canzone di Susannah ha costretto l’autore a tramutarsi in personaggio per confabulare con Roland e Eddie, desiderosi di dare un senso alle loro vicende.

Convinto dall’impellente bisogno di mettere la parola fine alle sofferenze causate al tessuto narrativo in cui sono immersi scrittore, personaggi e lettori, Stephen King si decide a scendere verso la tanto agognata torre nera.

“Commala-come-come,
La battaglia è cominciata!
E i nemici di uomini e rosa
Sorgono quando il sole si posa”.

Con la profezia che chiude La canzone di Susannah si evoca il silenzio necessario per lasciare che La torre nera dica quanto ha da dire riguardo Il piccolo Re Rosso, Cielo Blu, In questa chiazza di verde e oro, Le bianche lande di Empathica e Il campo rosso di Can’-Ka No Rey.

Il piccolo Re Rosso

Mia, accecata dal desiderio di maternità, ha trascinato Susannah in un covo di demoni e vampiri per partorire la creatura condivisa nel loro ventre, Il piccolo Re Rosso.

Jake, Oy e Padre Callahan le hanno seguite ma non potranno interrompere lo sdoppiamento della donna, il travaglio del demone e il come il racconto sviluppa un’idea di maternità che, se non fosse per una breve apparizione in cui Roland ricorda il volto di sua madre, è alquanto macabra e raccapricciante.

La situazione è critica ma Susannah trova comunque la forza di allontanarsi dalla stanza degli orrori in cui è stata rinchiusa e Jake, con l’aiuto di Oy, è riuscito a superare le trappole mentali allestite per rallentare la sua corsa verso la porta che li separa dalla liberazione.

In contemporanea, nel Maine del 1977, Eddie e il pistolero sono riusciti a far firmare il contratto di vendita del terreno nella quale cresce la rosa che sorregge La torre nera e a confabulare con Stephen King fattosi, anche lui, personaggio.

Appreso cosa devono fare, i personaggi vivono momenti di incertezza e di perplessità che vengono attenuati dalla comparsa di personaggi marginali come John Cullum o Irene Tassenbaum che assumono il ruolo di piccoli salvatori della saga.

Cielo Blu

In Cielo blu, il ka-tet dispersosi è di nuovo integro e contempla la sala dove Mia ha generato la creatura mostruosa che ha rapito Susannah.

Nigel, un robot domestico, appare per soddisfare la necessità dei personaggi sopravvissuti di rifocillarsi, riorganizzarsi, fare il punto della situazione. In questo frangente, una vecchia, vecchissima conoscenza viene espunta per colmare le lacune cognitive di Mordred creato apposta per distruggere l’amore, la luce e l’ordine in cui la madre di Roland, Gabrielle Deschain, credeva.

Ancora troppo debole per manifestarsi, la mostruosa creatura è abbastanza intelligente da non farsi sfuggire i movimenti del ka-tet, dal quale proviene ma di cui non fa parte, spostatosi a Cielo Blu, luogo dove i Frangitori si nutrono del talento e delle capacità psichiche dei bambini razziati da I lupi del Calla.

In questa via di mezzo tra le realtà fantascientifiche prese in prestito da quelle realizzate da Ray Bradbury e da Herbert George Wells, “vivono” Ted Brautigan, un uomo dai poteri indicibili, e un vecchio sincero, amico di Roland e Susan. La storia del primo viene registrata per La torre nera ma non sembra avere importanza se non per far capire al lettore che la sua utilità sta nel permettere l’apparizione del secondo personaggio il quale, già apparso ne La sfera del buio, era stato messo da parte con l’intenzione di allontanarlo e proteggerlo dai pericoli della saga.

I pistoleri sanno che questa strana località, apparentemente idilliaca e immersa nel buio ad eccezione di un sottile raggio solare artificiale, deve essere neutralizzata per evitare che riesca nell’intento di distruggere gli ultimi vettori che ancora sorreggono La torre nera. Sanno che qualcuno dei loro cadrà e percepiscono che Mordred, la creatura nata da Mia, ha fame e attende questo momento come se fosse solo ed esclusivamente suo.

In questa chiazza di verde e oro

Liberati gli abitanti di Cielo Blu dalla missione di distruggere La torre nera e, con essa, tutti gli universi che crea e regola, Roland si trova con un altro impellente problema da risolvere: salvare il suo creatore per assicurarsi che continui a scrivere e a farlo esistere.

In questa chiazza di verde e oro, la ruota riprende a girare ma il secondo ka-tet di nuovi amici e compagni d’avventura formatosi da un destino comune torna di nuovo a sfaldarsi.

Alcuni dei personaggi hanno esaurito il tempo e le funzioni assegnate e sono pronti per il distacco necessario a narrare quei sentimenti che tutti hanno paura di affrontare quando ci si avvicina alla fine e che pochi hanno la forza e la presenza di spirito di accettare.

Nella sua ultima missione nel Mondo Cardine, tuttavia, L’ultimo cavaliere eviterà la paralisi e il lungo cammino di cui è portatore e promotore sfocerà in Le bianche lande di Empathica.

Le bianche lande di Empathica

Roland, Oy e Susannah fanno tappa a Fedic/Rombo di tuono, un incrocio tra i mondi del razionale e dell’irrazionale disperatamente immerso nelle tenebre di Discordia, il vero regno del Re Rosso.

Preso commiato con i fantasmi del passato, il terzetto si rimette in marcia attraversando un territorio gelido e ostile, al quale resistono come possono, per giungere fino a Le bianche lande di Empathica.

Superata anche l’intromissione dell’autore che appesantiva e disturbava la lettura al punto da far sperare che, per una buona volta, smettesse di comparire, gli eroi rimasti si avvicinano alle insidie di Dandelo e all’incontro (fausto o infausto?) con un nuovo personaggio, Patrick Danville.

Mordred, in preda a un impulso di odio e di vendetta che non ha nulla di meditato o dettato dall’esperienza, dall’educazione o da sensazioni e stati d’animo inclini a creare legami umani, continua a seguirli con tenace e rabbiosa determinazione.

Il campo rosso di Can’-Ka No Rey

La presenza di Mordred è una presenza affamata, ammalata e avvelenata che ricorda qualcosa a Susannah, perseguitata da sogni che la incalzano a fare ciò per cui è stato tratto, ritratto ed estratto il suo personaggio.

“Ri-trarre significava disegnare l’effige di una persona con una matita o un carboncino. At – trarre significava affascinare, incantare e tirare verso di sé. Es-trarre una persona da sé”.

Con Susannah, l’intuizione esce di scena appena a ridosso del campo di rose che circondano La torre nera.

È il solo modo per andare oltre senza, peraltro, abbandonare un’impresa che si arriverà infine a comprendere malgrado sia stata più volte indicata in forme e modi diversi come appartenente solo ed esclusivamente a Roland, protagonista assoluto con il quale è difficile, se non impossibile, identificarsi ma del quale ci si innamora perché destinato a non cambiare mai facendo della saga un’opera narrativa che affascina e inquieta per la ciclicità perpetua che la caratterizza e dalla quale non vi è possibilità di uscita pur con tutte le porte varcate per arrivare fino in fondo.

Bello, fantasioso e articolato la tentazione di fermarsi con La torre nera è forte ma altrettanto lo è il richiamo dell’ultimo libro della saga di Stephen King, La leggenda del vento. 🙂

Autore: Stephen King
Titolo: La torre nera
Titolo originale: The Dark Tower
Traduzione: Tullio Dobner
Casa editrice: Frassinelli
Collana: Pickwick
Pubblicazione: giugno 2017
Pagine: 788
Prezzo di copertina: € 16

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