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Ulisse di James Joyce: sfida di lettura (non) collettiva

7 Dicembre 2020
Ulisse di James Joyce: sfida e motivazioni di lettura in 18 punti

L’Ulisse di James Joyce è una sfida di lettura che non volevo cogliere da sola perché, nel presente in cui scrivo, rimango con la convinzione che non era mia intenzione leggerlo.

A intenzioni e convinzioni, in realtà, non è mai corrisposto il divieto, sentito o espresso categoricamente, di consigliarlo a chi manifestava curiosità o interesse per un’opera costruita sui temi della coscienza e della sessualità che, mutuata in letteratura, è stata oggetto di analisi in tutti i suoi aspetti critici e formali.

In apparenza o per convenienza, ho però accettato di leggere l’Ulisse di James Joyce più per compagnia che per sfida. Per questo non è una lettura collettiva, anche se è in questo modo che si è tramutata in una sfida che ha, come unico obiettivo il non perdere di vista le peregrinazioni fisiche e mentali di Bloom tra le strade di una Dublino sporca, chiassosa, vivace, irascibile e vitale.

Ulisse di James Joyce: motivazioni di lettura in 18 punti

L’Ulisse di Joyce si svolge nell’arco di una sola giornata (16 giugno 1904) e non ha una trama con un inizio, uno svolgimento e una fine lineari.

È un vagabondare apparentemente sconclusionato di Stephen Bloom, un uomo colto di mezz’età sposato a una donna attraente che svolge le sue commissioni mentre si dirige a un funerale, e di Stephen Dedalus, studente senza particolari prospettive al quale gli è appena morta la madre.

Nell’insieme, l’Ulisse è frastuono e continua interferenza ai pensieri dei due personaggi che paiono sperduti, in un mondo in continuo movimento che mette a dura prova l’attenzione e la concentrazione del lettore. L’impressione iniziale che se ne ricava è di noia e di disturbo. Per superare o aggirare l’ostacolo, ho stilato un elenco con le mie 18 motivazioni di lettura:

1.

Al lettore viene dato modo di conoscere, attraverso dialoghi impastati di metafore, detti, riferimenti colti e canti popolari, i primi personaggi dell’Ulisse che, all’inizio, sono studenti e giovani uomini intrisi degli odi e dei risentimenti di antica data e tradizione culturale inerenti il denaro, il sesso, la rivalità tra inglesi e irlandesi, i conflitti religiosi e nazionali. Motivazione per procedere, una singola frase, un’invocazione per farsi coraggio:

“Dio, non rimane altro che vestirsi in carattere”.

2.

Dalla pensione per studenti si passa a un ambiente universitario attraversato da ragazzi e adulti interessati all’hockey, alla politica, ai soldi e al commercio. Si infiltrano i primi accenni antisemiti e attecchiscono teorie misogine che collocano la donna come rovina dell’uomo e ostacolo alle sue eroiche imprese. Episodio narrativo abbastanza triste dell’Ulisse ma, a motivare la lettura, sopraggiunge un’altra, distratta considerazione che incuriosisce e persuade che:

“anche per loro la storia era un racconto come tanti altri […]”

3.

È momento di visite a parenti e a passeggiate in spiaggia. Un episodio abbastanza confuso, questo dell’Ulisse, all’interno del quale pulsioni sessuali e nozioni sociali si mantengono, alla pari, sulla superficie del romanzo per ruotare attorno all’immagine di un cane che ne annusa un altro in putrefazione. Motivazione per continuare a leggere: le parole assurde e lunghissime che, prive di significato, fanno effetto e impressione e un po’ divertono per la loro singolarità.

4.

Appare Bloom nell’atto di uscire di casa, dopo aver fatto colazione. Motivazione di lettura, accompagnare il personaggio al funerale di Dignam e seguire, con discrezione, i pensieri che si affastellano durante il percorso tratteggiato sull’ovvietà delle cose terrene e per obbedire a un non ben specificato impegno morale:

“La gente più antica ha errato lontano per tutta la terra, di cattività in cattività, moltiplicandosi, morendo, nascendo dovunque”.

5.

Ci si addentra sempre più in pensieri e divagazioni volgari, oscene e disgustose che si distribuiscono nei luoghi di transito per individui di ogni classe ed estrazione sociale come bar, chiese e farmacie. Motivazioni di lettura dell’Ulisse, rivedi il punto 1.

6.

Continuano le conversazioni maschili che spaziano dal triviale alla commemorazione del defunto, dalle chiacchiere su personaggi celebri e delle loro mogli, con scambio di informazioni su fatti di cronaca nera alle quali seguono vari commenti sugli aspetti più rivoltanti della morte. Motivazione di lettura, rivedi il punto 2 o ripensa all’immagine del cane al punto 3.

7.

È la parte più briosa dell’Ulisse con il suo elenco di inserzioni che attirano una svariata gamma di argomenti, futili e non. Il registro stilistico tornerà a scadere nel volgare ma, a motivare la lettura è una considerazione che pare, curiosamente, distorcere il detto comune sui giovani di una volta sostituendolo con un altro, più convenzionale:

“La gioventù guidata dall’esperienza visita la notorietà”.

8.

Altri incontri, tra i quali paiono particolarmente importanti quello con una donna perennemente incinta causa marito astemio e con un ragazzo cieco aiutato da Bloom ad attraversare la strada malgrado, tale aiuto, non sia stato espressamente richiesto. Si è vicini all’ora del pranzo. Motivazione di lettura, anche se non è semplice da applicare, cercare di non dimenticare che:

“Nessuno è niente”.

9.

Stephen Dedalus e Stephen Bloom si incrociano di sfuggita, senza accorgersi l’uno dell’altro. Si odono, in questo episodio, altre chiacchiere intellettuali che passano dal registro poetico a quello filosofico, dalla diceria alla barzelletta sconcia e così via. Motivazione di lettura dell’Ulisse, chiedersi cosa significa la frase in cui Joyce scrive che:

“La vita esoterica non è per una persona comune”.

10.

Compare più chiaramente l’immagine di Padre John Conmee che passeggia leggendo il suo breviario meditando su verità universali e benedicendo distrattamente una coppietta che amoreggiava dietro a un cespuglio. Segue una carrellata di azioni, comportamenti e situazioni di ambigua moralità associate a figure di potere come vice sceriffi, questori, ecclesiastici. Motivazione di lettura, il divertimento che si prova a leggere questo episodio e che rende simpatica l’immagine di Shakespeare:

“felice riserva di caccia di tutte le menti che hanno perso l’equilibrio”.

11.

Discorsi su cibo, sesso e infedeltà. A confronto con l’episodio precedente, è uno dei passaggi più noiosi dell’Ulisse. Motivazione di lettura, superare il flusso di coscienza che, per quanto sorvegliato e controllato, rischia di far arenare il lettore in teorie discutibili e non dimostrabili.

12.

Torna il tema antisemita nel quale si citano figure che richiamano opere letterarie posteriori a quelle dell’Ulisse come Moses Herzog e Barney ma che, per le discussioni che alimenta, ha origini ben più antiche che si mescolano ai temi inerenti la cultura e l’identità irlandese. Temi portanti con un corollario sotto tematico che si dispone a cascata sulle pagine travolgendo e stordendo chi legge e cerca di orientarsi nella strategia narrativa di Joyce. Motivazione per procedere, cercare un attimo di respiro nella frase:

“Ma non val la pena, dice. La forza, l’odio, la storia, tutto. Non è vita questa per degli uomini e delle donne, odio e insulti. E tutti sanno che è precisamente il contrario di quel che è veramente la vita”.

13.

Compare l’immagine di Gerty MacDowell, un’avvenente ragazza che Bloom incontra sulla spiaggia e con la quale, attraverso lo sguardo, intrattiene una relazione di seduzione rovinata dall’idealizzazione determinatasi tra maschile e femminile. Motivazione per procedere con la lettura, la rivelazione di un difetto che rende amara la vittoria, indifferente la perdita e banale la realtà delle persone in gioco.

14.

Spaccato sociale su come va il mondo quando le donne partoriscono con o senza aiuto del cerusico mentre gli uomini teorizzano su colpe e responsabilità delle madri nei confronti dei loro figli e della vita in generale. Tra sacro, profano e parodia dei concetti espressi, è un episodio dove abbonda la malizia e la perversione con deboli cenni sull’origine, la natura e la forma dell’anima. Motivazione per proseguire con l’Ulisse di Joyce, un riferimento a Dickens e, nello specifico, a David Copperfield.

15.

Lunghissimo e strutturato come una sceneggiatura teatrale, tale episodio conduce personaggi e lettori in un bordello dove vengono messe in scena tutte le volgarità teorizzate in precedenza. Rivoltante anche la parte in cui la sessualità, presunta o accertata che sia, viene posta sotto processo nella modalità kafkiana alla quale segue una celebrazione che si risolve in una rissa. Motivazione di lettura: giunti a questo punto dell’Ulisse, tanto vale andare fino in fondo.

16.

I due Stephen coinvolti nella rissa si allontanano da Mabbot Street evitando l’arresto e si spostano in un altro bar dove, questa volta, gli argomenti vertono su storie di mare, di violenza, di politica, di lavoro, di economia e religione. Qui le donne e la sessualità sono bandite anche se, lo stesso, trovano il modo di comparire fugacemente in una prostituta che si affaccia all’interno del locale, nei riferimenti a Wilde processato per atti contro la morale e nella fotografia della moglie di Bloom. Motivazione di lettura, vedi il punto 15.

17.

Torna lo stile didascalico incontrato nell’episodio 7 dell’Ulisse. Pare un’intervista tra autore e personaggio e tra Stephen Bloom e Stephen Dedalus. Tra discordanze e affinità, i due uomini che si aggirano per le strade di Dublino snocciolano, in una confidenza simile a quella tra padre e figlio, le riflessioni, i desideri, le ambizioni e le emozioni che hanno occupato le loro menti nel corso della giornata. Motivazione di lettura, come andrà a finire la proposta maturata da Bloom nell’intimo dei suoi pensieri?

18.

Pensa Molly e solo Molly, la moglie di Bloom. È un sunto di tutte le porcherie mentali che hanno occupato l’Ulisse di Joyce e il suo dispiegamento in un libro che si muove in uno spazio e in un tempo limitati e circoscritti. Le rielaborazioni al femminile si astengono dal chiarire il senso dei contenuti e di determinare quali siano le condizioni del vivere ma sanno, senza aver bisogno di vedere o sentire o provare la realtà, tutto quel che concerne i ragionamenti maschili in rapporto all’essere, all’esistere, al pensare. Cosciente della sua condizione e natura di donna, Molly non pare tormentata dal dubbio se sia giusto o sbagliato vivere la propria sessualità come, quando e con chi ella vuole e questo sembra rendere più semplice acconsentire alle richieste del marito malgrado non le sfuggano le bugie o le intenzioni dell’uomo. Sfida di lettura dell’Ulisse di James Joyce, completata.

Alcune cose da aggiungere

L’elenco delle motivazioni di lettura è stato fatto prima di leggere le note e i commenti al testo di Giulio De Angelis e non è stato aggiornato con il senno di poi. Pur concordando con l’opinione di Italo Svevo dove avvisa che:

“Non è per un lettore sbadato tale lettura”

ho preferito leggerlo con lo stesso atteggiamento che si rivolgerebbe a un cruciverba badando bene a non sbirciare le soluzioni raccolte alla fine. Considerato che ho iniziato a leggere l’Ulisse di James Joyce malvolentieri, mi rendo conto ora che l’ho concluso che, di bello, ha un’ironia di fondo difficile da cogliere ma che vale tutti gli studi che gli sono stati e gli saranno dedicati da critici e lettori. 🙂

Autore: James Joyce
Titolo: Ulisse
Titolo originale: Ulysses
Traduzione: Giulio De Angelis
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Moderni
Pubblicazione: novembre 2017
Pagine: 913
Prezzo di copertina: € 19

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