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Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara: consiglio d’autrice

9 Ottobre 2020
Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara: consigli, similitudini e impressioni di lettura

Breve trattato sulle coincidenze è il titolo che ho scelto dopo che Elisabetta Bricca mi ha consigliato di leggere qualcosa di Domenico Dara.

È quindi un consiglio d’autrice il libro di oggi che, una volta concluso, ho colto come un bel regalo in cui entrambe abbiamo condiviso l’intenzione di leggere un bel romanzo, di quelli sui quali indugiare, più che con l’immaginazione, con la narrazione dei sentimenti che spesso tendono a rimanere esclusi dalla parola scritta.

Breve trattato sulle coincidenze, Domenico Dara: impressioni e similitudini

Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara è la storia di un postino senza nome che, desideroso di essere nessuno, svolge la sua professione facendo uso di un vizio e di una virtù che lo caratterizzano come persona.

Il vizio nasce dalla curiosità di sapere cosa si dice, in realtà, nel piccolo paese in cui vive e che, ogni giorno, da anni, percorre. La tentazione è forte e così, prima della consegna, il discreto e invisibile protagonista apre ogni singola lettera di Girifalco e le ricopia per poi riporle in un archivio appositamente costruito e ordinato secondo il caso e l’umore del momento.

Virtù del postino è saper imitare le scritture altrui, qualità che gli consente di evitare di essere scoperto nella pratica copiativa e che gli permette, piuttosto che falsarle, di immedesimarsi nelle vicende e nella vita di mittenti e destinatari. A questa virtù si aggiunge un senso dell’etica, una capacità di darsi dei limiti: copiare e conservare sì, intervenire cambiando il corso dei destini, meglio di no.

Tuttavia, c’è sempre un’eccezione alla regola. Il postino, in fondo, è anche un essere umano e per evitare di tradire l’etica cedendo a personali e soggettive debolezze, stipula per sé un breve trattato sulle coincidenze e, di eccezioni, ne isola due.

La prima riguarda una misteriosa lettera d’amore chiusa con un sigillo di ceralacca che compare improvvisamente e richiama un lontano passato, la seconda eccezione, invece, riguarda le comunicazioni tra il comune di Girifalco e una ditta del Nord Italia in cerca di un luogo dove scaricare rifiuti industriali. Sono due anomalie sulle quali il postino si riserva di intervenire solo al verificarsi di una serie di plausibili e accettabili coincidenze così come lui le intende:

“La coincidenza è il sassolino lasciato sul sentiero per indicare la via del ritorno, l’incontrovertibile prova che noi ci troviamo nel punto in cui avremmo dovuto essere”.

Per la lettera d’amore con sigillo in ceralacca, l’intervento viene rimandato di missiva in missiva ma ad esso precede un percorso di ricerca e di approfondimento delle vicende umane ad essa correlate che si conclude verso la fine del romanzo di Domenico Dara. Le lettere d’amore, infatti, sono le preferite del postino e, per questo, sono quelle alle quali riserva maggiore attenzione e delicatezza aprendole per ultime.

Per quanto riguarda le lettere comunali segrete e anche politicamente un po’ ignobili, passano sotto momentaneo silenzio fino a quando al messaggero non si presenteranno una serie di occasioni, di coincidenze ripetute che lo indurranno ad uscire dall’ombra per risolvere una specifica situazione.

“Nell’universo, pensava, accadono milioni di avvenimenti di cui nessuno si accorge, e spesso non essere visti significa non essere esistiti. Ma le vicende non si verificano di fronte a qualcuno senza motivo: si scelgono lo spettatore e gli impongono una partecipazione, gli chiedono di non interrompere la catena universale delle azioni che unisce gli esseri al mondo”.

Breve trattato sulle coincidenze narra di due interventi che si riveleranno decisivi per i piccoli atti di coraggio e le ammissioni di colpa dovuti ad altre intromissioni che, per quanto passati inosservati, fanno del postino una figura centrale nel garantire ai paesani qualche briciolo di gioia e di consolazione perché, per tutti, è bello pensare che:

“In qualche parte del mondo, forse solo a qualche metro da noi, c’è qualcuno che provvede per noi, e se non ce ne accorgiamo, è perché il nostro bene non sempre coincide con la nostra felicità”.

Ed è forse questo il senso della morale che attraversa le pagine di un libro che, raccogliendo mentalità fatta di giudizi e pregiudizi, riesce a individuare e riconoscere i sentimenti e gli idealismi per i quali vale ancora la pena credere e sui quali è bene fare affidamento perché, quando hanno la possibilità di esprimersi, allora la certezza delle avversità viene assimilata e superata con l’aiuto di una vera e sincera Provvidenza. Queste sono le impressioni recepite leggendo Breve trattato sulle coincidenze. Per quanto riguarda le similitudini, il romanzo di Domenico Dara:

Un bel mix, Breve trattato sulle coincidenze di Domenico Dara e, a mio modesto parere, un romanzo che seppur rischi di passare inosservato, merita di esistere anche al di là dello spazio assegnatogli dall’arte del narrare. 🙂

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