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Norwegian Blues di Levi Henriksen: a ogni età, successo e felicità

18 Settembre 2020
Norwegian Blues di Levi Henriksen: il dietro le quinte di un romanzo da copertina

Norwegian Blues di Levi Henriksen è un romanzo adatto a ogni età, sia per chi ha attraversato un fiume di successi sia per chi si è accontentato di quello che il presente aveva da offrire.

Può sembrare un controsenso però è davvero un bel libro da leggere, autentico.

A differenza di Norwegian Wood di Murakami che ha una narrazione che guarda a un futuro in cui si pensa di dover scegliere tra fama e successo e si ha paura di fallire, Norwegian Blues di Henriksen, invece, della fama e del riconoscimento non sa più che farsene perché è a pochi passi dalla gloria e dalla felicità e sta valutando se andarsene con o senza rimpianti.

Quali sono i rimpianti dei personaggi di Levi Henriksen, se ci sono?

Norwegian Blues, Levi Henriksen: il dietro le quinte di un romanzo da copertina

Norwegian Blues di Levi Henriksen è ambientato a Kongsvinger, in Norvegia.

Jim Gystad è stato invitato al battesimo del figlio del suo migliore amico e si presenta in chiesa completamente ubriaco. Nonostante ciò, decide di comportarsi in modo professionale cercando di non pensare alla sua carriera di musicista fallito e di mediocre produttore discografico ma è quando è sul punto di vomitare sui sacri banchi che il canto religioso dei Thorsen lo aiuta a rinsavire.

“La navata della chiesa sembrava inclinarsi di lato, le tavole grezze del pavimento in legno erano invitanti come l’interno di una cassa da morto ed ero ormai sul punto di capitolare quando i fratelli Thorsen mi salvarono. In seguito avrei ripensato alle loro voci come alla mano che ti afferra nell’istante in cui stai per sparire sott’acqua per la terza volta. Non saprei spiegarlo diversamente: i Thorsen toccarono il mio cuore inaridito di produttore discografico come nessun’altra voce mai prima”.

Il trio, composto da Maria, Timoteus e Tulla, ha tutto quel che serve per realizzare il miglior album della storia della musica e la loro età avanzata può essere usata a vantaggio di una strategia di marketing mai vista prima. Ben presto Jim dovrà poi rendersi conto che non è questo il senso di Norwegian Blues.

Il punto non è persuadere i Thorsen a rimettersi in gioco come se fossero dei ragazzi ma capire cosa manca nel loro passato per poterli convincere a calcare di nuovo le scene. Un passato in cui tutto quello che era da fare è stato fatto e vissuto intensamente e dove, in ogni passaggio, è stato ottenuto ogni tipo di riconoscimento possibile e desiderabile, in America e in Norvegia e a partire dagli anni Sessanta.

Quando era il momento, i Thorsen c’erano e ci sono rimasti pur essendosi poi ritirati a vivere nella casa di famiglia costruita su una cava di ghiaia. Per rimettere in carreggiata questo trio di ottuagenari Jim Gystad opta dunque per una strategia di avvicinamento che gli permetta di ottenere il suo scopo, ingaggiare i Thorsen cogliendo così l’unica e l’ultima opportunità per togliere l’aggettivo mediocre alla sua qualifica di produttore.

Il primo incontro, quello con Maria, suggerisce che la tattica di Jim è quella giusta ma già è possibile prevedere che il risultato finale sarà diverso da quello che la voce narrante immagina.

Diventa chiaro che Norwegian Blues è un romanzo fatto sì di canzoni ma di quelle che raccontano il dietro le quinte di ciò che i Thorsen erano per i loro ammiratori e che spiega il perché la loro musica continua a scuotere le coscienze di chi non li ha conosciuti da giovani.

Per tutta la vita i personaggi di Levi Henriksen hanno scritto e suonato canzoni di successo. I Thorsen non sono interpretabili perché essi stessi sono, appunto, canzoni.

Maria che è fissa in cimitero a prendersi cura dei genitori, apprezza chi si prende cura della tomba di due sorelle russe sconosciute e racconta cos’è per lei, donna androgina dalla quale non ci si aspettava nulla e che non si sarebbe mai sposata, l’amore per sé stessa, l’amore per l’altro e le scelte che ha fatto per colmarne i vuoti.

Tulla, la bellissima Tulla, non si chiama Tulla. Il suo vero nome racconta l’amore per il marito e il figlio mentre il soprannome non è altro che un espediente per nascondere il dolore di cui si nutre per non averli ancora accanto, a vivere alla luce del sole un sentimento condiviso e ricambiato e che ha sfidato la separazione e la discriminazione dettata dal colore della pelle.

Timoteus, infine, è la canzone incompleta e la più sfuggente. Nato con la vocazione del predicatore e più volte caduto in tentazione, il fratello è l’elemento della band che mette alla prova le capacità, le motivazioni e l’umanità stessa di Jim Gystad. Un rompicapo o un ostacolo al successo che rallenta la soluzione, o forse sarebbe più corretto dire, l’assoluzione di Norwegian Blues.

Mediamente antipatico, con un senso dell’umorismo amaro e al limite della crudeltà, Timoteus si presta ad interpretare il lato più imprevedibile di un romanzo sensibile alla musica.

“[…] i momenti magici della musica scaturiscono proprio dall’imprevedibilità”.

Timoteus è incompleto e, anche se le sorelle Thorsen sono in grado di accompagnarlo, spetta a Gystand il compito di andare fino in fondo ed essergli amico.

La perseveranza del protagonista verrà premiata diventando strumento inconsapevole della risoluzione dei rimpianti dei Thorsen che, in cambio, gli insegneranno qualcosa sulla vita e sulla morte e faranno molto di più del togliergli l’aggettivo mediocre alla qualifica di produttore.

Norwegian Blues di Levi Henriksen, quindi, non è un romanzo di anime dannate che hanno rinunciato alla gioia e all’amore, non c’è il rischio che cadano in tentazione corrompendo la loro natura di musicisti ma è una storia in cui la narrazione si conforma a una spiritualità espressa attraverso l’arte che, senza perdere in coerenza ontologica e deontologica, fa dei Thorsen dei personaggi che vanno oltre la copertina del romanzo fino a sembrare, quasi, persone vere. Da leggere e, rileggere. 🙂

Autore: Levi Henriksen
Titolo: Norwegian Blues
Titolo originale: Harpesang
Traduzione: Giovanna Paterniti
Casa editrice: Iperborea
Pubblicazione: luglio 2017
Pagine: 378
Prezzo di copertina: € 17.50

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