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Curriculum Del Lettore Astrid Scaffo: autrice di Io so chi sei

2 Settembre 2020
Curriculum del lettore di Astrid Scaffo, autrice di Io so chi sei

Astrid Scaffo è avvocata, poetessa e autrice di Io so chi sei, un piccolo noir che ho ricevuto in omaggio, letto con piacere e che mi ha permesso, attraverso il Curriculum Del Lettore, di dedicarle uno spazio anche al suo lato lettrice.

Ho incontrato di persona Astrid Scaffo, narratrice e lettrice di oggi. Mi aveva affascinato il nome.

Ho subito pensato alla Lindgren, all’Astrid che ha realizzato uno dei libri per l’infanzia che più ho amato, Pippi Calzelunghe e,sul momento, autrici, personaggi e persone si sono mescolate nella realtà proposta dal Curriculum Del Lettore di Astrid Scaffo. Mi sembra che abbiano in comune l’attenzione e la cura dello scrivere, la parlantina sciolta, schietta e diretta e, nel caso dell’ospite di oggi, una selezione di letture molto raffinate.

Quali letture? Scoprilo nel Curriculum Del Lettore di Astrid Scaffo.

Curriculum Del Lettore di Astrid Scaffo: classici, dalla pre-infanzia alla maturità

Non è affatto facile seguire quanto il curriculum del lettore chiede. Per me è stato difficile scegliere solo alcuni libri. Mi sono interrogata e questi sono i titoli che non ho potuto escludere dalla mia formazione di lettrice. Ho inserito anche la pre-infanzia: quando non leggi, perché non ne sei in grado, ma ti raccontano le storie. È una fase importante, secondo me.

Pre-infanzia

Quand’ero molto piccola tormentavo mia nonna e sua sorella perchè mi raccontassero delle storie. Io non mi stancavo mai. Mia nonna narrava spesso Cappuccetto Rosso cercando di cambiare voce a seconda che parlasse la nonna, il lupo o Cappuccetto rosso. 

Mia zia mi raccontò l’Odissea a puntate: forse per intrattenermi di più. Mi ricordo, in particolare, il canto delle sirene e Ulisse, legato all’albero della nave, che implorava i compagni affinché lo liberassero o gli eroi greci, giganteschi soldati, che attendevano, in silenzio, che il cavallo di legno fosse portato dentro la città di Troia.

Infanzia

Quando ho imparato a leggere per me fu una vera rivoluzione: potevo raccontarmi da sola ciò che volevo, scegliere tra i libri le parole e i colori che mi piacevano di più come:

  • Cenerentola (nelle versioni dei fratelli Grimm o di Perrault).

Ero affascinata dalla zucca trasformata in carrozza, dal gran ballo, dal principe che cercava la sua principessa con una scarpetta di cristallo. Penso mi abbia aiutato a capire che si possono realizzare anche sogni non voluti e che l’esistenza può cambiare in meglio anche inaspettatamente

  • Piccole donne di Louise May Alcott (Piccole donne crescono e I ragazzi di Jo)

Mi ha mostrato che esistono diversi tipi di femminilità, aventi tutti pari dignità e valore. Ho compreso che noi donne siamo varie, abbiamo tante sfumature diverse. Siamo esseri complessi, a volte. Personalmente ho amato Jo, la sua indipendenza, per questo ho cominciato a sognare di scrivere anch’io.

  • L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.

Ero una bambina molto tranquilla ma affascinata dai paesi lontani, dalle avventure e, in particolare, dai pirati: avevo letto nella biblioteca della scuola un libro illustrato sul ritrovamento di un galeone affondato. Ricordo ancora le foto subacquee.

Adolescenza

  • Se questo è un uomo di Primo Levi (Diari del ghetto di Varsavia).

Furono i primi libri che mi sconvolsero e mi fecero arrabbiare moltissimo, mi resi conto fino a che punto l’uomo potesse creare, con le sue mani, il male assoluto. Ricordo un episodio narrato nei Diari del ghetto di Varsavia, in particolare: un SS si fece un anello con gli occhi di una bambina ebrea. Ho i brividi mentre scrivo. Io fui lettrice precoce ma penso che i Diari del Ghetto di Varsavia vadano affrontati, se non da adulti, ma certamente non da lettori troppo giovani.

  • Cime tempestose di Emily Brontë e Dracula di Bram Stoker.

Tuttora sono tra i miei romanzi preferiti. Con loro scoprii il genere gotico che non ho più abbandonato. Mi fecero riflettere sul fatto che l’amore è una forza grandiosa, dirompente ma anche distruttiva e violenta, almeno in queste opere. Ho compreso che quando si ama davvero si può essere travolti da qualcosa di assolutamente potente. Non sei più tu ma fai posto, dentro di te, ad un altro. Ti dimezzi per raddoppiarti.

Giovinezza

  • Medea ed Alcesti di Euripide.

La prima fu una lettura scelta, la seconda imposta nell’anno della maturità.

Con Medea ho constatato quanto possa essere distruttiva una vendetta. Uccidere i propri figli per vendicarsi di un compagno è qualcosa, per me, di inaccettabile. Tema purtroppo attualissimo e sul quale occorre interrogarsi.

Alcesti, invece, narra il contrario: una donna che sacrifica la propria vita per amore del marito, a differenza di tutti gli altri, genitori compresi, che se ne guardano bene. È il simbolo supremo dell’amore coniugale e della fedeltà.

Per me vanno lette insieme. La tragedia greca non è affatto lontana da noi o inaccessibile ma, al contrario, è fonte di spunti di riflessione e, alle volte, inaspettatamente moderna.

Sono incantata dalla sua scrittura, quasi magica. Mi sono ripromessa di leggere tutti i suoi scritti. A me è servito per comprendere che, per crescere, alle volte, alcuni sogni vengono infranti.

Questo libro arrivai a leggerlo più volte, lo trovavo bellissimo nella sua forma e mi rivelò un genere che tuttora mi interessa: il romanzo sul doppio. Rimasi affascinata dalla possibilità che in ognuno di noi possano convivere varie personalità, anche crudeli, egoiste, indifferenti, se non omicide.

Maturità

Mi ha fatto scoprire quanto il successo sia qualcosa di opinabile, mutevole, legato più al caso, al destino, che non alle reali capacità e che l’ambizione possa essere altamente autodistruttiva. È una lettura che consiglio. Prima di questa lettura, consideravo Jack London un autore per ragazzi, o comunque minore, e, invece, ha scritto testi notevoli, come le ultime pagine di questo romanzo.

  • Cade la terra di Carmen Pellegrino

Fin da piccola sono sempre stata attratta dai ruderi, dai palazzi e dalle case abbandonate. Immaginavo la storia di chi poteva esservi vissuto e perchè se ne fosse andato. È uno dei libri che avrei voluto scrivere io.

  • L’idiota di Fedor Dostoevskij

Questo libro per me è ricchissimo, contiene una summa di sentimenti e ritratti umani vastissima. Ovviamente ho amato il principe Myskin, la sua natura, il suo essere eccezionale, irreale. Tutto il romanzo è fatato, affabulatore. 

Per me, come tutte le opere di questo magnifico autore, va letto più volte per tentare anche solo lontanamente di comprenderlo.

Astrid Scaffo, autrice di Io so chi sei

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