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Kim di Rudyard Kipling: un affascinante classico della letteratura inglese

7 Agosto 2020
La storia di Kim secondo Kipling: in viaggio, verso L'India, con l’Amico di Tutto il Mondo

Kim di Rudyard Kipling appartiene alla lista dei libri consigliati indirettamente dai Curriculum Del Lettore ospitati su questo blog.

Indiscutibilmente classico della letteratura inglese, Kim è un piccolo romanzo talismano da portare su un treno immaginario per viaggiare verso l’India o verso un’idea dell’India e della spiritualità che la anima.

È una storia che Kipling scrive richiedendo al lettore di osservare i panorami, i personaggi e le vicende raccolte nell’opera, senza che senta l’obbligo ad esprimere un’opinione sugli effetti e sul grado coinvolgimento propria alla narrazione. Nell’insieme, Kim è una storia che incanta e affascina perché…

La storia di Kim secondo Kipling: in viaggio, verso L’India, con l’Amico di Tutto il Mondo

Kim, per intero Kimball O’Hara, è un bambino irlandese nato e cresciuto a Lahore, ai confini dell’India. Certo delle sue conoscenze e dell’esperienza assimilata dall’essere un orfano adottato dalla città che lo chiama Amico di Tutto il Mondo, il personaggio di Kipling viene colto e presentato al lettore mentre:

“Era seduto, in barba alle ordinanze municipali, a cavallo del cannone Zam – Zammah […]”

È una posa che rende Kim riconoscibile agli occhi stanchi del Vecchio Lama il quale, nel suo peregrinare, ha perduto il suo chela ed è in cerca di un nuovo discepolo che lo aiuti nella sua ricerca. Il romanzo ha così inizio per raccontare non poche cose sulla natura delle illusioni, delle realtà, degli incantesimi e delle relazioni che regolano l’ordine e il movimento del karma.

Per quanto incerta, la ricerca di Kim e quella del Vecchio Lama combaciano. È “sicura” anche se si svolge su tempistiche diverse e segue risvolti esistenziali che si adattano all’età e al grado di consapevolezza dei due viandanti.

Il Lama è alla ricerca del fiume che lo condurrà alla Liberazione dell’Anima mentre Kim, appena tredicenne, è alla ricerca di un’identità e di un posto nel mondo di cui è amico.

Il percorso, lungo e articolato, si snoda in uno spazio di lettura che, per quanto tenti di sembrare circoscritto a una terra soggetta al dominio coloniale inglese, disorienta per la moltitudine di volti e immagini tipica di una popolazione eterogenea e multietnica. Si incontrano, inoltre, personaggi e elementi folkloristici che lasciano presagire, di sfuggita, situazioni e realtà multiformi e variegate ricche di incognite tanto quanto lo sono le azioni (incantesimi) le usanze e i costumi (illusioni) e le credenze (religiose e morali) che vengono prontamente registrate da Kim, a beneficio del Lama che accompagna.

Il personaggio fanciullo, innocente e dall’occhio lucido e attento, si sposta da un luogo all’altro con sveltezza e agilità rendendo un viaggio lungo e faticoso una scoperta costante di meraviglie non ancora ossidate dall’usura del voler conoscere a tutti i costi e dal gioco delle intenzioni. Tutt’altro che ingenuo, Kim è anche capace di riconoscere tutte le piccole e le grandi meschinerie che possono ostacolare il percorso di ricerca intrapreso ma che, tutto sommato, hanno il pregio di vivacizzare l’immagine dell’India in via di modernizzazione, simboleggiata dalle infrastrutture ferroviarie in costruzione, e dell’India tradizionale che si esprime nella ricchezza dei panorami, nelle spezie e nei colori, nei suoni e nei silenzi, nei profumi e nei cattivi odori.

Tutto è utile per il bambino, se può essere giocato a vantaggio suo e per il benessere del Lama al quale, istintivamente, è affezionato. La ricerca sembra volgersi al meglio, fino a quando non subentra il desiderio di crescere.

Kim vuole saperne di più su cosa significhi diventare un uomo e, seppur malvolentieri, si lascia catturare dai Sahib e, per mezzo del colonnello Creighton e con il favore del Lama, accetta di ricevere un’istruzione consona alla sua nazionalità d’origine. Nonostante ciò le qualità personali e la consapevolezza che ha di sé rispetto alla realtà che lo circonda e quella alla quale sta andando incontro non limitano né il modo di pensare né quello di muoversi di Kim. Semmai, la cattura e le decisioni prese su di lui lo hanno reso ancora più vigile e attento su quello che sa o ha da dire.

Se dicessi come, qualcun altro potrebbe sentirmi e precedermi. Non è il caso di dar via per niente quello che si sa. –
Ora dimmelo – il colonnello gli porse una rupia – …
No, Sahib, no. So quanto vale la risposta, ma non so perché mi si fa la domanda. –

Un piccolo scambio, uno stralcio di dialogo che basta a convincere chi legge ad avere pazienza e lasciare che, per un attimo, la ricerca del personaggio si interrompa per permettergli di completare l’istruzione e l’educazione necessari per farlo diventare non solo un uomo ma, anche, un uomo saggio.

Dal Grande Gioco, che è ben più di una spy story abilmente orchestrata da Kipling e che riguarda tutti coloro che ruotano all’interno e all’esterno del romanzo, la narrazione si allarga dalla vicenda individuale fino a comprendere la storia politica, sociale e culturale dell’India, il dominio dell’Occidente sull’Oriente e di come quest’ultimo reagisce ai cambiamenti e alle organizzazioni moderne per proteggere le sue anime induiste, buddiste, cristiane e di tutte quelle che è possibile trovare sparse nel mondo.

L’Oriente pare aver adottato, come strategia di difesa, l’utilizzo o il non utilizzo dei linguaggi che gli appartengono e che vengono condivisi, nel dialogo, solo con pochi eletti tra i quali spicca Kim, l’Amico di Tutto il Mondo e poi Amico delle Stelle.

Il fanciullo, divenuto adolescente, diventa strumento troppo prezioso per lasciarselo sfuggire. L’Occidente vorrebbe farne uso per tenere a bada un impero all’interno del quale non si perde tempo a fare caso ai personaggi che vi circolano ma che, per quanto marginali, non sono meno attenti nella percezione che hanno di sé e in relazione a Kim.

Per come sono descritti dall’autore, Mahbub, l’anziana signora diretta a S. e il Vecchio Lama si rendono indimenticabili mentre il camaleontico e intelligente Hurree è, tutt’al più un’interferenza dal quale, il protagonista e il lettore che lo segue, è possibile prendere le distanze per rimanere immersi ancora un poco in questo caleidoscopico romanzo.

Disorientante e liberatorio, Kim di Rudyard Kipling è una lettura affascinante perché, quando si è indecisi su quale libro accompagnarsi, lascia tempo e spazio alla meditazione e alla sospensione del giudizio critico e, malgrado l’età che lo rende un classico, scorre di meraviglia in meraviglia rimanendo sempre in circolazione, come se fosse un giovane amico. 🙂

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