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Ninfee nere di Michel Bussi: il lato oscuro dell’impressionismo

20 Luglio 2020
Ninfee nere di Michel Bussi: un noir sofisticato e interessante

Dall’America alla Svezia e alla Danimarca, il percorso di esplorazione del thriller si sposta in Francia con le Ninfee nere di Michel Bussi.

Romanzo consigliato da una libraia, la trama è ambientata a Giverny: luogo dove Monet portò ai limiti estremi la sua ricerca della luce e del colore trasformando il piccolo centro normanno in un quadro impressionista permanente e in grado di attrarre le masse desiderose di vivere un’esperienza pittoresca.

La Giverny di Ninfee nere ha però un lato oscuro e una didascalia impressionista da decifrare:

“Acconsento che si instauri il delitto di sognare”.

Ninfee nere di Michel Bussi: un noir sofisticato e interessante

Ninfee nere di Michel Bussi inizia con una breve pennellata narrativa che racconta la storia di tre donne provviste di una caratteristica e di una qualità che, nella ridente cittadina di Giverny, dovrebbe liberarle dal quadro impressionista in cui sono intrappolate vive. Una è egoista, una è bugiarda e una è cattiva: delle tre, solo l’ultima assumerà il comando della narrazione e, probabilmente, è l’assassina che ancora si aggira nei luoghi dove, tra il 1937 e il 2010, sono stati commessi degli omicidi.

Una vecchia indagine irrisolta riaffiora in superficie a causa del rinvenimento del cadavere di Morval, un oftalmologo di successo che, arricchitosi, trascorreva il tempo libero a collezionare opere d’arte e storie extra-coniugali. Dalla torretta di un vecchio mulino la voce narrante e prima sospettata vede tutto e può osservare la scena del crimine senza essere vista e fare, con l’omertà del lettore, le sue supposizioni.

A occuparsi del caso sarà il nuovo ispettore di Giverny, Laurenç Sérénac e il suo vice, Sylvio Bénavides. La pugnalata al cuore e il cranio spaccato inferti a Morval fanno pensare che si tratti di un delitto passionale e le indagini conducono verso Stephanie Dupant, bellissima maestra di scuola dagli occhi color malva e moglie del primo sospettato e considerato innocente fino a prova contraria, Jacques.

In Ninfee nere si intersecano, alla narrazione di base, altre storie che hanno per protagonisti dei bambini con nomi d’artista – Paul, Vincent, Camille, Mary e Fanette – e un vecchio pittore, grande estimatore di Monet e barbone del paese, James. Quest’ultimo rappresenta uno dei collegamenti da fare per interrompere la linea di omicidi impressa nelle pagine di Michel Bussi ma, data la condizione di anonimato e di povertà in cui vive questo personaggio marginale, il caso non verrà mai alla luce garantendo agli abitanti di Giverny di continuare a inebriarsi degli scorci panoramici in cui vive, nella spensierata convinzione che la notorietà è un’abitudine comune. A nessuno importa di un invisibile, tranne alla voce narrante che si diverte a fornire questo dettaglio al lettore per farsi beffe dei poliziotti e dei personaggi con i quali condivide il tempo e lo spazio di un quadro impressionista permanente.

Il mistero che ruota attorno a Ninfee nere, un mitico quadro che proverebbe il tradimento di Monet nel rispettare la regola di non utilizzare mai il nero nei suoi dipinti, prende forma in un complicato gioco di illusioni e inganni che, se da una parte appesantiscono la trama complessiva del libro, sono perfetti per proporre un noir riconoscibile come tale. Fino alla fine, infatti, il romanzo mostra elementi scollegati fra loro lasciando dei vuoti impossibili da colmare senza la spiegazione dell’omicida che lascia un sacco di tracce ma mai un indizio significativo.

Ogni personaggio è a sé e le relazioni fra loro appaiono talmente superficiali da non destare alcun interesse per i risvolti psicologici che li caratterizzano. Rimangono figurine neutre che privano il lettore di quegli appigli necessari per vedere una qualche sfumatura d’empatia. James, Fanette, Stephanie, Jacques, Morval, Sérénac e Bénavides non sono altro che macchie di colore che acquisiranno senso e personalità solo nel tredicesimo e ultimo capitolo e che, finalmente, scioglierà l’enigma della frase in cui si acconsente che si instauri il delitto di sognare.

In conclusione, Ninfee nere di Michel Bussi è un noir interessante e molto sofisticato, forse anche troppo ma affascinante, per come racconta un possibile lato oscuro dell’impressionismo. 🙂

Autore: Michel Bussi
Titolo: Ninfee nere
Titolo originale: Nymphéas Noirs
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Casa editrice: edizioni e/o
Pubblicazione: marzo 2020, sedicesima ristampa
Pagine: 395
Prezzo di copertina: € 16

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