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Il cagnolino lungo la strada di Czesław Miłosz: appunti d’autore

26 Giugno 2020
Il cagnolino lungo la strada, Czesław Miłosz: idee, fini e premesse di una raccolta di testi

Il cagnolino lungo la strada di Czesław Miłosz sostava tra i libri proposti in un book bar che, nell’insegna, recava l’immagine di un gatto.

Mi affascinano le discrepanze, non solo all’interno dei libri ma anche al di fuori di essi. Per questo ho deciso di dedicare un po’ di tempo a curiosare tra gli appunti d’autore di un poeta e saggista polacco che non conoscevo ma che comunque si è fatto notare, anche solo per aver indotto chi legge a domandarsi perché si trovasse in un contesto, solito e quotidiano come l’angolo dei libri allestito in un bar con la passione per i gatti.

Il cagnolino lungo la strada, Czesław Miłosz: idee, fini e premesse di una raccolta di testi

Il cagnolino lungo la strada è la premessa che convince Miłosz a seguire l’idea di raccogliere, in un finto disordine, il materiale prodotto in novant’anni di attività e che fino alla creazione di questo libro era stato lasciato chiuso in un cassetto.

A partire dal primo frammento, l’autore definisce un percorso artistico – esistenziale contestualizzando, in una visione simbolica, il movimento di sé e delle esperienze seguite e vissute lungo il cammino di un essere umano.

“Era il principio del secolo, ora quel secolo volge alla fine.
Ho ripensato spesso non soltanto alle persone che abitavano quei luoghi, ma anche alle molte generazioni di cagnolini che ne hanno accompagnato il quotidiano affacendarsi. E una volta, chissà come, di sicuro in sogno, sul far del mattino formulai nella mia mente questa tenera e buffa espressione: – il cagnolino lungo la strada -”.

L’immagine autobiografica dell’autore può avere molte valenze interpretative ma l’intenzione di scrittura si presenta chiara, capace di ispirare sufficiente fiducia e simpatia per uno scrittore conscio del suo sapere Limitato che però non gli preclude di cogliere le opportunità di far raccontare all’anima, Transitoria e irreale, qualcosa sui suoi passaggi tra il mondo fisico e reale facendogli Sentire da dentro fino a che punto sia possibile misurare ed esporre una vulnerabilità necessaria per afferrare Il sublime e, all’occorrenza, avvicinarsi o allontanarsi ai lettori che incrocia durante il percorso.

In questo, Il cagnolino lungo la strada è uno di quegli scenari che il lettore ha la libertà di ricostruire con alcuni dei frammenti sparsi e ordinati da Miłosz. Frammenti variegati e inquieti fatti di metafore, appunti critici, illusioni e sensazioni che non seguono una linea retta e ascendente ma che procedono zigzagando in un itinerario ricco di scoperte, osservazioni e di ascese e discese emozionali. La monotona circolarità, tuttavia, è abbastanza rara in questa raccolta di scritti che osservano e riferiscono riguardo il linguaggio, la letteratura e le opinioni, apprese o interiorizzate, sulla Poesia e sul Romanzo.

Si determinano, nel libro di Czesław Miłosz momenti di percorrenza e di stasi che predispongono il lettore stesso all’osservazione, più o meno condivisa, di immagini storiche, concettuali e identitarie che fanno dubitare se cedere o meno a Il fascino del nichilismo che, con il suo gruppo di avvertenze, considerazioni e contraddizioni si confronta, poco dopo, con quello conservati nel Quaderno a parte – fogli ritrovati. Confronto che rimane incerto, pur rimanendo fisso alla presa di coscienza fissata all’inizio e adottata per orientarsi in quello che Il cagnolino lungo la strada percepisce come Il labirinto:

“Mi è toccato vivere in un tempo in cui l’uomo ha preso a venerare il labirinto della sua mente […]”

Situazione che, vissuta dall’interno, può gettare nel panico e in uno stato d’angoscia che però trova comunque il tempo di diluirsi per meditare, con calma, anche sulla paura di perdersi, di fare o subire del male, di provare dolore e, infine, per reagire a una condizione complessivamente amletica e che svela qualcosa anche sul fine del libro:

“Da una parte ci sono la serenità, la fiducia, la fede, la bellezza delle cose terrene, l’umana attitudine all’entusiasmo; dall’altra il buio, la sfiducia, l’incredulità, l’atrocità delle cose terrene, l’umana attitudine al male. Quando scrivo, è vera la prima parte; quando non scrivo, la seconda. Devo dunque scrivere per salvarmi dallo sfacelo. Non molto filosofico come asserto, ma comprovato dall’esperienza”.

Diventa probabile così che Il cagnolino lungo la strada abbia compreso molto ma non tutto e che sappia anche di avere tempo sufficiente per aggiungere alcuni Temi da cedere. Temi da lasciare al lettore e tra i quali ha il diritto di scegliere quelli più interessanti o dei quali gli importa di più. Personalmente, tra quelli sui quali mi soffermerei volentieri a ragionare ci sono:

  • Pulci;
  • Isole, addio;
  • Una vita;
  • Trastulli di goliardi;
  • Un poeta;
  • L’opera;
  • In mezzo alla gente;
  • Fumetti;
  • Le preoccupazioni di uno storico.

Il cagnolino lungo la strada, naturalmente, dispone molti più temi da cedere di quanti siano stati raccolti in questo post. Questi sono stati selezionati perché, in quanto correlati, si dispongono su due piani apparentemente separati, intellettuale ed emotivo. In linea teorica, sembrano i più adatti a spiegare i motivi dei contrasti e delle potenziali verità che tra loro comunicano e/o sintetizzano. Altri temi da cedere, invece, rimangono privati, chiusi e mimetizzati nel panorama complessivo del libro, come se fossero argomenti del cuore da interiorizzare prima di esternarli in un pensiero, in un gesto, in una poesia o in un romanzo.

Il cagnolino lungo la strada di Czesław Miłosz, trovato per caso in un bar con la passione per i gatti, è uno di quei libri un po’ randagi che, quando li incontri, sanno come tenere compagnia senza obbligare chi lo incontra di legarsi a un unico luogo. Fino all’ultima pagina, lascia spazio alle opportunità di interpretazione e di spiegazione che il lettore, a sua volta, traccia lungo un percorso che aspira a comprendere senza voler per forza ottenere certezze. In conclusione, è un libro da leggere e portare con sé. 🙂

Autore: Czesław Miłosz
Titolo: Il cagnolino lungo la strada
Titolo originale: Piesek przydrożny
Traduzione: Andrea Ceccherelli
Casa editrice: Adelphi
Pubblicazione: settembre 2002
Pagine: 373
Prezzo: € 14

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