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L’idioma di Casilda Moreira di Andrián N. Bravi: una lettura condivisa

24 Aprile 2020
L’idioma di Casilda Moreira di Andrián N. Bravi

L’idioma di Casilda Moreira di Andrián N. Bravi è una scelta di lettura proposta da Bruna Athena all’interno del BookDreams2020, iniziativa di cui è madrina.

L’idea era di leggere questo libro insieme e nello stesso periodo e così è stato. In questo post racconto alcune delle impressioni personali che ho tratto nel percorso narrativo di Andrián N. Bravi, nato a Buenos Aires e bibliotecario a Recanati.

L’idioma di Casilda Moreira di Andrián N. Bravi: questioni di carattere linguistico

L’idioma di Casilda Moreira è il fulcro narrativo che induce Montefiori, docente universitario di etnolinguistica a Roma, ad abbandonare la cattedra per chiudersi in casa al fine di risolvere importanti questioni di carattere linguistico.

Pare che le assenze del professore siano una norma di comportamento alla quale colleghi e studenti sono abituati al punto da non dargli grande peso o importanza. Solo Annibale Passamonti, studente brillante e promettente, coglie in queste sparizioni del suo mentore elementi di una certa originalità. Nello specifico, Passamonti si appassiona alla storia degli ultimi parlanti ancora in vita di un’antica lingua, misteriosa e sconosciuta, della Patagonia.

Bartolo e Casilda attraggono l’attenzione degli studiosi perché, pur vivendo nello stesso luogo, non si parlano. Un rischio che, per chi vuole tutelare e tramandare tutto il patrimonio linguistico esistente, si può evitare facendoli conversare fra loro. Per questo e, con il permesso e le indicazioni del professor Montefiori, Annibale si mette in viaggio per Kahualkan e, man mano che si avvicina, lo studente diventerà il depositario di molte altre storie che condizioneranno stato d’animo e approccio scientifico.

L’idioma di Casilda Moreira, per quanto riguarda lo stato d’animo del ricercatore, mette in luce Alma, la figlia del locandiere, predisponendo Annibale all’infatuazione e a un probabile innamoramento che metterà in dubbio il proposito di natura scientifica con il quale è partito dall’Italia.

Rinunciare e farsi da parte e non forzare l’incontro tra Bartolo e Casilda, in fondo, non significa necessariamente che un’antica lingua è destinata a morire poiché per loro, che ne sono depositari, le parole che la compongono preservano la memoria di un sentimento che appartiene al passato.

“No, ti sbagli, il sentimento e la lingua non sono due cose diverse, noi ci siamo voluti bene in quella lingua e adesso tutte le cose affettuose e le parole belle che ci siamo detti sono scomparse”.

Dice Casilda ad Annibale al quale cerca di fargli capire che:

“tra la sua gente, quando uno moriva, il suo nome non veniva più pronunciato per paura di svegliare gli spiriti; allo stesso modo, se uno rompeva una promessa nella loro lingua, ciò che aveva promesso e la promessa stessa morivano insieme alle parole”.

Passamonti però non si arrende e, con l’aiuto di Alma riesce a far conversare Bartolo e Casilda. Registra le parole ma il loro significato rimane segreto. Lo studente non insiste e, in fondo, sa che ha abbastanza materiale per mantenere la promessa fatta a Montefiori e risolvere una questione di carattere linguistico che però lascia aperte altre domande ancora:

“come si fa a capire il passato di questa gente se non si riesce a vederlo incarnato in una lingua? Ho provato a farli dialogare e qualcosa è venuto fuori, ma quando le parole vengono negate è difficile ricostruire la memoria”.

Per questi aspetti, L’idioma di Casilda Moreira lascia il romanzo in sospeso che può far scivolare il lettore in pensieri amari che, invece, vengono spazzati via quando ci si ricorda di Zunino, personaggio marginale in tutta la vicenda ma che svolge la funzione di collegamento essenziale per tutti i personaggi presentati da Andrián N. Bravi.

Zunino, che ricompare nelle ultime pagine, suggerisce ad Annibale che forse esistono altre persone che conoscono e parlano quell’antica lingua alla quale era tanto interessato e si offre, quando si sentirà pronto, di accompagnarlo nei luoghi dove è stata udita.

Un po’ come dire che l’innamoramento, anche se muore, non si scorda e trova sempre un modo per manifestarsi nei posti più impensati e di comunicare in tutte le lingue note e meno note. Il come ciò avvenga e il perché rimane un problema che L’idioma di Casilda Moreira non risolve ma che, comunque, tiene in considerazione trattando le parole con la delicatezza che meritano. 🙂

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