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Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro: un fantasy realistico?

14 Febbraio 2020
Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro: i benefici e i malefici della dimenticanza

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro è un fantasy che ha dei tratti più realistici che magici.

Il romanzo descrive una versione di una realtà che, fotografata sovrapponendole effetti magici, avvicina il lettore a un passato lontano rendendo i personaggi d’inchiostro concreti come le persone vere.

Il gigante sepolto ricorda qualcosa e questo già preannuncia una lettura incantevole.

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro: i benefici e i malefici della dimenticanza

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro racconta di uno strano incantesimo che copre la comunità e i luoghi in cui Axl e Beatrice, una coppia di anziani coniugi, vivono.

Eventi e fatti grandi e piccoli accadono, sorprendono, vengono commentati ma non registrati. Non incidono nella memoria collettiva e questa strana anomalia, intermittente, si mescola al sonno e ai frammenti di ricordi di gioventù dei due individui avanti con gli anni.

È in un bel giorno di primavera e con la decisione di Axl, comunicata e condivisa da Beatrice, che Il gigante sepolto comincia a prendere vita su carta.

È giunto il momento di mettersi in viaggio. L’idea è di raggiungere il figlio lontano e trovare un modo per recuperare i ricordi della loro storia insieme. Lo stimolo che li convince ad abbandonare il villaggio si concentra nello strano episodio di Marta, una bambina scappata dalla comunità e che, data per dispersa, torna consapevole di non essere mancata a nessuno.

“ – Cercata? Ti hanno cercata, eccome. Ti ha cercata l’intero villaggio. Senti il baccano là dentro? È tutto a causa tua, bambina.
Marta scoppiò a ridere: – Oh, vi prego, signore. So bene che non sono mancata a nessuno. E sento che non parlano di me”.

Axl e Beatrice si incamminano, dunque. E il lettore, con loro, segue la strada per Il gigante sepolto e contempla le domande sottintese che sfiorano la superficie degli incontri resi possibili nel romanzo.

Chi è Wistan, il guerriero che libererà un ragazzo dagli orchi feroci che lo tenevano prigioniero? Sembra troppo giovane per riconoscere in Axl un volto familiare e non si capisce quanto sia consapevole delle conseguenze delle imprese che è stato destinato a compiere dal suo re. Chi diventerà Edwin? Il ragazzo, salvato dal guerriero e segnato da un misterioso morso che lo esilierà dalla sua comunità, troverà la madre rapita e tenuta prigioniera?

Che cosa rappresentano Jonas e Ninian? Le loro immagini paiono le versioni maschili di Viviana e della sua ancella personale tratteggiate da Marion Zimmer Bradley.

Più che monaci, Jonas e Ninian sembrano gli ultimi dei druidi e, per quanto buia e tetra possa essere la stanza in cui si chiudono, c’è come una sensazione di dispiacere ad abbandonare quel luogo senza salutare come si deve.

Il viaggio continua ma le parole di Jonas su quello che sta cambiando all’interno del monastero in cui la compagnia di viaggiatori ha sostato continuano ad esercitare, sulla narrazione, un effetto suggestivo.

“Altrove, la comunità resta divisa e anche adesso dibatte animatamente sul da farsi. L’abate insiste che continuiamo a comportarci come sempre. Altri della nostra opinione sostengono sia tempo di fermarci. Che nessun perdono ci aspetta al fondo di questo percorso. Che dobbiamo disseppellire ciò che è nascosto e affrontare il passato. Ma tali voci, temo, restano in minoranza e non avranno la meglio”.

E Ser Galvano? Nipote di re Artù e campione designato a stanare e uccidere Querig, causa dell’incantesimo obliante? Cosa nasconde, Ser Galvano, per salvare le apparenze?

Leggendo Il gigante sepolto si colgono molti momenti fantastici in cui pare di ricordare qualcosa che spezza le inquietudini del reale e che le fantasticherie di Ser Galvano cercano di trasmettere al lettore rendendolo uno dei personaggi più amabili del romanzo. Anche se sembra, non abbassa mai la guardia ed è l’unico ad essere immune dall’incantesimo perché sa chi è, ricorda bene il passato, sa come tener fede all’impegno preso ed è cosciente dei benefici e dei malefici che si nascondono nel respiro del drago.

Ser Galvano è un cavaliere che ispira più compassione che timore reverenziale, e tristezza. Forse perché l’effetto cavalleresco svanirà nel momento in cui la memoria tornerà e renderà concreta la previsione in cui Ishiguro scrive:

“Ci sarà tra voi chi voglia erigere splendidi monumenti attraverso i quali i vivi possano ricordare il male subito. Altri vorranno solo nude croci in legno o qualche pietra dipinta, e altri ancora dovranno restare invisibili all’ombra della storia”.

La magia si dissolve e, anche se il romanzo non dice chi sono Axl e Beatrice rimane vivida l’immagine di una coppia comune che, uniti da un ricordo che ispira in lei gioia e in lui rimpianto, si sono mantenuti saldi nell’innamoramento.

La certezza che il barcaiolo ha del loro amore non è però sufficiente a condurli insieme dall’altra parte e, per quanto il traghettatore desideri rassicurare l’ormai cosciente Axl e tenerlo vicino alla riva del lago, non può e non riesce a impedire che se ne allontani. Sembra quasi un ultimo, sottile tentativo di Ishiguro per rendere indimenticabile l’idea del fantasy e dare la possibilità a:

“chi voglia erigere splendidi monumenti attraverso i quali i vivi possano ricordare il [bene] subito”

di disseppellire, nello spazio e nel tempo di lettura, Il gigante sepolto.

Autore: Kazuo Ishiguro
Titolo: Il gigante sepolto
Titolo originale: The Buried Giant
Traduzione: Susanna Basso
Casa editrice: Einaudi
Pubblicazione: ristampa 2019
Pagine: 320
Prezzo di copertina: € 13

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