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Mancarsi di Diego De Silva: storia di un non incontro?

10 Febbraio 2020
Mancarsi di Diego De Silva: cosa succederebbe se?

Mancarsi di Diego De Silva è un piccolo libro che narra la storia di un non incontro tra anime gemelle. Probabili innamorati che occupano i pensieri del narratore e, di conseguenza del lettore.

Mancarsi ha una forma di racconto biglietto che occupa poco tempo di lettura eppure ispira molte delle sensazioni contrastanti e dei sentimenti sintetizzati nella dedica di apertura:

“L’unico vero possesso dell’uomo è nelle cose che ha perduto.
– Franz Werfel”

Che cosa è andato perso o acquisito leggendo questo libro?

Mancarsi, Diego De Silva: cosa succederebbe se?

Mancarsi è un racconto biglietto in cui Diego De Silva immagina cosa succederebbe se le vite di Nicola e Irene, che scorrono parallele senza sapere l’uno dell’esistenza dell’altra, si incrociassero.

Solo autore e lettore sanno bene che frequentano lo stesso bistrot, si siedono sempre allo stesso tavolo e che sono serviti e riconosciuti sempre dallo stesso cameriere, Pavel. Con discrezione, senza che le due anime gemelle se ne accorgano, l’autore svolge un po’ il ruolo del cameriere e li presenta.

Nicola appare come un uomo che, memore dell’educazione e del modello coniugale dei nonni e pur trovandosi improvvisamente libero, rimane fedele all’impegno preso con il matrimonio senza rinunciare del tutto all’idea di innamorarsi della persona che potrebbe renderlo felice.

La persona giusta per Nicola potrebbe essere Irene. Donna bellissima che, separata da un uomo che non le trasmette più alcun sentimento, sembra aver riconquistato, non senza provare il senso di colpa della felicità, la sua indipendenza emotiva.

Sono perfetti l’uno per l’altra. Il lettore è indotto a metterli in relazione, a incrociare i loro destini, far sì che il biglietto dell’autore giunga a destinazione e faccia comunicare, anche solo con uno sguardo, i due indubbiamente amabili personaggi. Il tutto deve avvenire in modo spontaneo, quasi provvidenziale, permettendo a chi legge di poter confermare ciò che pensa rimanendo prudentemente coerente alle convenzioni perché:

“La gente ha paura di dire quello che pensa […] vive molto più tranquilla se si associa al pensiero comune, che poi è l’interpretazione ufficiale della realtà, il bugiardino delle relazioni umane”.

In Mancarsi si crea l’impulso a forzare un po’ gli avvenimenti e a cercare di capire in che modo Diego De Silva potrebbe far sì che gli orari di Irene e Nicola combacino, anche solo per avere prova dell’opportunità di chiudere il libro con l’immagine della Coppia Perfetta che tanto piaceva alla protagonista de Gli innamoramenti di Javier Marías.

Indirettamente e, in appena cento pagine, si cerca una soluzione ideale per tutti: per lo scrittore che immagina, per Irene e Nicola perché se lo meritano, per il lettore che si trova a pensare che, in fondo, non c’è nulla di male a distaccarsi un poco dalla realtà sognando il lieto fine.

Malinconico nel dispiegare un’illusione, Mancarsi è uno di quei libri che leggi facendo finta di crederci e poi, comunque, ti sorprende perché in esso è possibile trovare qualcosa di vero.

Un piccolo dettaglio, l’irregolarità che Nicola cerca nei libri che non finisce mai di leggere e che, per quanto possa essere insignificante, possa rendere l’immaginario possibile.

Se qualcosa è possibile, infatti, può realizzarsi e sconfinare dal sogno a una realtà che, spesso, non ci rende più umani ma solo un po’ più cinici.

Libro molto grazioso. Tutto sommato, mancava 🙂

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