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Salvare le ossa, Jesmyn Ward: genesi della trilogia Bois Sauvage

13 Gennaio 2020
Salvare le ossa di Jesmyn Ward: la bellezza struggente di un buon libro

A volte la copertina conta, come quella di Salvare le ossa di Jesmyn Ward. L’immagine affascina l’occhio perché comunica subito una sensazione di dolce malinconia, senza nascondere una sorta di inquietudine di fondo, di quelle che spingono a leggere ciò che racconta. L’incipit, al primo impatto, intimorisce e cattura l’interesse per la trilogia Bois Sauvage scelta e pubblicata da NN Editore.

Ricapitolando: il contrasto tra la copertina, i primi assaggi della scrittura di Jesmyn Ward e la coerenza tra i due elementi principali che presentano Salvare le ossa invitano il lettore scoprire se è un romanzo per il quale vale la pena innamorarsi e perché.

Salvare le ossa di Jesmyn Ward: la bellezza struggente di un buon libro

La bellezza struggente di Salvare le ossa colpisce il lettore per come si accompagna, con naturalezza, alla ferocia della scena che dà inizio alla narrazione: China, la femmina di pitbull di uno dei tre fratelli di Esch, voce narrante di Jesmyn Ward, sta partorendo.

“China si è rivoltata contro se stessa. Se non lo sapessi, penserei che sta cercando di mordersi le zampe. Penserei che è impazzita. E lo è, in un certo senso. Non si lascia toccare da nessuno a parte Skeet”.

Non vi è nulla di poetico in quello che sta accadendo ed è così che la trilogia Bois Sauvage fissa il punto della sua genesi. Si è messi nelle condizioni in cui nulla va dato e preso per scontato su quello che si sa o si comprende sulla vita, sull’amore e su quali regole seguono.

China, un cane da combattimento e per giunta femmina, è l’elemento narrativo che tiene insieme la storia di una famiglia che, vista dall’esterno, sembra stia per cadere a pezzi da un momento all’altro. Un animale simbolico e concreto delle dinamiche e del modo che hanno Randall, Esch, Skeet e Junior di relazionarsi fra loro e con il mondo naturale e sociale in cui stanno crescendo.

Per quattro ragazzi orfani di madre, poveri e con un padre ubriacone, i cuccioli di China sono l’unica speranza per tirare un po’ di fiato, affrancarsi dall’obbligo di:

  • onorare il volere del padre il quale, ossessionato dagli uragani, istruisce i figli su come salvare almeno la casa;
  • ottenere i soldi necessari per permettere a Randall, il primogenito, di andare al college e realizzare i suoi sogni di un futuro migliore;
  • fornire a Skeet delle motivazioni per restare e a Junior conforto e compagnia per il senso di colpa e di solitudine di cui soffre fin dalla nascita.

I cuccioli sono per gli uomini della famiglia. China è per Esch che, al posto della madre, si pone nell’ottica di sostenere i fratelli nelle loro scelte e l’unica alla quale Jesmyn Ward affida il compito di narrare, per raccontare pensieri taciuti e desideri inespressi. Lo sguardo di China e i ricordi della madre di quando era ancora in vita e di come è morta sono gli unici strumenti che la protagonista del romanzo ha per Salvare le ossa.

Ai dati reali e oggettivi che costituiscono l’esistenza di Esch si accompagnano le immagini tratte dalla lettura scolastica di un testo sulla mitologia greca. Affascinata dalla figura di Medea, la ragazza cerca di vedere sé stessa dalla prospettiva dei fratelli, dei loro amici e del ragazzo del quale è innamorata. Esch, come China, sembra rivoltarsi contro sé stessa. Pare quasi sul punto di impazzire, nel disperato tentativo di fare da madre, sorella, amica e amante ma, tutto sommato, resiste senza tradire sé stessa e la sua natura.

“Scuotili, China, fatti amare, China, fà che non possano fare a meno di te, China, fagli vedere che tu sei la vita e sei la morte. China mia, che lo sappiano, che lo sappiano, che lo sappiano”.

Mormora Skeetah, udito solo dalla sorella, muta testimone e unica spettatrice femminile in unincontro di combattimento fra cani organizzato per decidere a chi va il diritto di proprietà sui cuccioli.

Salvare le ossa evoca davvero:

“la tragedia classica, l’amore e la disperazione”

accennate sul retro di copertina e lo stile di scrittura della Ward affascina il lettore per come riesce a rendere l’intensità delle emozioni e dei sentimenti che attraversano il primo capitolo della trilogia Bois Sauvage.

Salvare le ossa riflette tutte le immagini che ci si aspetta di vedere e che si attribuiscono a ogni singolo personaggio e poi le ribalta mostrandole sotto un’altra luce, più cruda e violenta, che esalta la fragilità e la delicatezza che le compone. Nello spazio di poche righe, distrugge etichette e pregiudizi tracciando un percorso di lettura che porta il lettore a comprendere, non a giudicare.

Il padre e marito ubriacone diventa solo un uomo messo in crisi dal peso della felicità di essere stato amato da una donna bellissima, del dolore di averla perduta e del disprezzo dei figli che, comunque, tenta di tenere insieme. Risparmia le energie per imporsi quel che serve per far sì che venga fatto ciò che va fatto per impedire che l’uragano Katrina travolga la sua famiglia.

Solo dopo il passaggio della tormenta che distrugge e sconvolge Bois Sauvage emerge in superficie ciò che si nasconde dietro la rabbia di Skeet che, metaforicamente cieco, è l’unico che vede, capisce e difende la sorella. Randall, indifferente e proiettato sui suoi interessi, si rivela il più incline al sacrificio personale per il bene di Junior, il più piccolo ma non per questo incapace di capire le situazioni e gli stati d’animo contrastanti in cui è immerso.

Esch, inconsapevole di assomigliare alla madre, si rende conto di essere abbastanza forte per far fronte alle responsabilità sue e della famiglia. Non è solo la voce narrante che esegue i comandi dell’autrice, è la guida che indica ai personaggi come Salvare le ossa facendo e la maga che incanta e conduce al secondo capitolo della trilogia Bois Sauvage, Canta, spirito, canta…

Autore: Jesmyn Ward
Titolo: Salvare le ossa
Titolo originale: Salvage the Bones
Traduzione: Monica Pareschi
Casa editrice: NN Editore
Pubblicazione: marzo 2018
Pagine: 315
Prezzo di copertina: € 19

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