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Doppio sogno di Arthur Schnitzler: strani racconti austriaci

26 Luglio 2019
Doppio sogno Arthur Schnitzler: strani racconti austriaci

Ho letto Doppio sogno di Arthur Schnitzler per curiosità senza però rendermi conto che è il racconto breve dal quale è stato tratto il film di Stanley Kubrik, Eyes Wide Shut.

Le sensazioni di lettura sono state le stesse emerse durante la visione del film. In entrambi i casi, non sono certa di aver decifrato il senso della trama per la sua apparente irrazionalità di un sogno a due riportato da Schnitzler agli inizi del 1900.

Come interpretare questo strano racconto austriaco?

Doppio sogno di Arthur Schnitzler: sintesi e impressioni di lettura

In sintesi, Doppio sogno di Arthur Schnitzler è la stesura scritta di ciò che si nasconde nell’intimità di una relazione coniugale apparentemente perfetta ma, in sostanza, frustrata nei desideri e nelle aspirazioni.

Lui medico, lei mamma a tempo pieno sembrano affiatati e noiosamente convenzionali. Troppo ordinari, troppo convenzionali. Marito e moglie sono proprio come le facciate delle case e dei giardini austriaci, bellissimi a vedersi, con le loro tendine ricamate e nemmeno un filo d’erba fuori posto. Da cartolina. Una cartolina nella quale si insinua il dubbio, un momento di consapevolezza, grazie a un ballo in maschera che ha dato una scossa alla placida monotonia della vita domestica della coppia.

Fridolin e Albertine, preoccupati per la nota stonata risuonata nell’armonia delle loro vite, espongono i loro dubbi nel corso di una conversazione serale una volta che, opportunamente, bambina e domestica si sono ritirate nelle loro stanze per immergersi nel sonno dei giusti o, degli inconsapevoli.

Eppure la promessa di sincerità che si sono scambiati, la certezza che nulla di rilevante è accaduto e che ogni cosa del loro matrimonio funziona come dovrebbe si tramuta in un sospetto di incertezza sull’effettiva solidità della loro relazione che, di conseguenza, si traduce in due reazioni diverse.

Doppio sogno, Schnitzler

Albertine si affida al sogno per rielaborare e accettare il sospetto di tedio e di rimpianto, Fridolin tenta di concretizzare i propositi di provare qualcosa di diverso, che possa sostituire quella felicità coniugale così ovattata e ordinaria. Propositi che falliscono sistematicamente e non si capisce se per pochezza di fantasia e immaginazione o per eccesso di raziocinio e timore di perdere l’aura di rispettabilità che la società benpensante riconosce alla sua professione.

Alla fine di Doppio sogno, tutto torna al suo posto. Dubbi, incertezze vengono assimilati da entrambi e la sensazione finale ricorda quanto Ivo Andrić scrisse che, attraversare l’Austria:

“Significa vedere ‘il tempo della terra e il destino dell’uomo’ nella loro spaventosa azione; non il risultato del disfacimento, ma il disfacimento in sé. Significa vedere l’estinzione del tessuto e la condiscendenza delle fila, priva di illusioni, di speranze e di bellezza. Significa l’impietoso e terribile qualcosa che ogni inizio e sviluppo porta a priori con sé e al quale pensiamo raramente e del quale parliamo controvoglia”.

Tutto sommato, Doppio sogno è stata una lettura un po’ deludente perché, sebbene interessante nell’esporre i meandri della psiche di Albertine e Fridolin, non ho riconosciuto il valore catartico che il dubbio poteva mettere in moto al fine di rendere la relazione coniugale coerente all’immagine da cartolina che rivestono in società.

Malgrado la delusione riportata nel leggere Doppio sogno di Arthur Schnitzler la curiosità di dare altre opportunità di lettura ai classici austriaci non è esclusa.

Chissà come si è organizzato Stefan Zweig per descrivere l’angoscia o la paura e chissà qual è la versione del Faust di Lenau rispetto a quella tanto decantata di Goethe. Chissà per quali vie arrivano a spiegarsi ciò che Andrić ha notato al di sotto della superficie da cartolina e se ne parlano davvero controvoglia o per amor di approfondimento di quelli che sono gli ingranaggi che fanno muovere il pensiero onirico e razionale e le emozioni e i sentimenti ad esso correlati. Questi chissà potrebbero andare più che bene per trovare, in qualcosa di dispettosamente fuori posto, un perfetto esempio di letteratura austriaca. 🙂

Autore: Arthur Schnitzler
Titolo: Doppio sogno
Titolo originale: Traumnovelle
Traduzione: Giuseppe Farese
Casa editrice: Adelphi
Pubblicazione: VIII edizione, novembre 1999
Pagine: 131
Prezzo di copertina: € 9

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