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Ritratto di signora di Henry James: un leggero romanzo ottocentesco

24 Maggio 2019

Ritratto di signora di Henry James è il libro di oggi e il romanzo che, scoperti i racconti, ero curiosa di leggere.

Dopo la corposa lettura della scorsa settimana, un possibile libro mattone scritto e ambientato alla fine dell’Ottocento è diventata la lettura più leggera e scorrevole che potessi incontrare.

Perché?

Ritratto di signora di Henry James: il romanzo ideale per svagarsi un po’

Ritratto di signora comincia in America, ad Albany, per la precisione.
La signora Touchett si aggira per le stanze della casa del fratello defunto e trova la nipote Isabel Archer sola, in una piccola stanzetta buia, intenta a leggere o, per la precisione, ad osservare i suoi pensieri. La protagonista è ancora nubile perché è, delle sorelle Archer, quella “intellettualmente” superiore. Un pregio e un difetto che la rendono libera di scegliere per sé stessa, senza farsi condizionare da legami familiari e/o obblighi sociali di sorta. La signora Touchett decide, quindi, di portarla con sé in Inghilterra, in Francia e in Italia e il lettore, lasciandosi guidare dall’elegante stile di scrittura di Henry James, segue di buon grado.

A Gardencourt, Isabel:

  • conoscerà il signor Touchett, amabile e intelligente imprenditore americano che ha saputo costruire una fortuna sul suolo inglese e il figlio di questi, Ralph;
  • riceverà una prima proposta di matrimonio proveniente da un nobile e ricco possidente inglese, Lord Warburton;
  • ospiterà l’amica giornalista, indipendente e intraprendente, Henrietta Stackpole che farà da collegamento al primo pretendente alla mano di Isabel, Caspar Goodwood;
  • si lascerà incantare dalla fine intelligenza e dal savoir faire di Madame Merle, amica di vecchia data della signora Touchett.

In questa prima fase di Ritratto di signora Henry James dispone i personaggi in gioco i cui obiettivi sono, da una parte, aiutare Isabel a concretizzare il suo desiderio più grande e, dall’altra, far sì che la ragazza scelga non ciò che è giusto per lei ma ciò che da lei, i personaggi disposti lungo il cammino, pensano di poter trarre a proprio vantaggio.

“Non desidero essere una pecora del gregge e basta. Voglio essere arbitra del mio destino, e sapere qualcosa delle cose del mondo al di là di quello che gli altri pensano sia giusto e conveniente farmi sapere.”

Schierati obiettivi e personaggi, Henry James non manca di illustrare al lettore pregi e difetti di ogni cultura e ambiente sociale in cui Isabel si trova (o viene indotta) a interagire.

È chiaro, fin dall’inizio, che l’autore si pone nel ruolo di narratore onnisciente e che ha il pieno controllo di tutta l’architettura narrativa di Ritratto di signora. Spesso si espone in prima persona per esprimere la sua opinione riguardo a determinate situazioni o per spiegare gli stati d’animo dei personaggi o, ancora, per invitare il lettore a mantenere le dovute distanze dal mondo fotografato nel romanzo. Interventi diretti che, invece di infastidire, si rendono graditi al lettore che si sente, a sua volta, onnisciente e osservatore imparziale. Si instaura tra autore e lettore un rapporto, per certi versi, simile a quello che si instaura tra Isabel e la zia.

“Hai fatto bene a dirmelo, allora” disse Isabel “ È una cosa che non capisco, ma sono molto contenta di saperlo”.
“Te lo dirò sempre” rispose la zia “ogni volta che ti vedrò prendere quella che a me sembra una libertà eccessiva”.
“Te ne prego: però non ti assicuro che troverò sempre giusti i tuoi rimproveri”.
“Molto probabile. A te piace troppo fare di testa tua”.
“Sì, credo che sia questo che mi piace. Ma voglio sempre sapere le cose che non bisogna fare”.
“In modo da poterle fare?” chiese la zia.
“In modo da poter scegliere” rispose Isabel.

Forse è per questo che, nel complesso, Ritratto di signora ha un effetto calmante, a tratti meditativo.

È piacevolissimo poter guardare, da una prospettiva privilegiata, con quanta chiarezza e precisione siano sottilmente rifinite le pagine in cui si delineano pregi, difetti e contraddizioni di luoghi, culture, personaggi e con quanta naturalezza, al contempo, li si senta esistere al punto tale da sembrare veri, autentici nella psicologia e nei comportamenti quando, in realtà, sono il frutto dell’ingegno e delle convenzioni stilistiche adottate da Henry James.

Malgrado gli avvertimenti dell’autore però ci sono dei momenti in cui la lettura si fa a tratti irritante a causa di tutta questa conoscenza condivisa. Forse perché diventa inevitabile affezionarsi alla storia quel tanto che basta per rendersi conto che si stanno mettendo in moto dinamiche che non vanno affatto bene per Isabel e per la costruzione di un lieto fine che, se non ci si aspetta, le si augura, ci si augura.

Qualcosa non torna e si vorrebbe che la protagonista intuisca e prenda coscienza del fatto che non tutte le forze in campo si stanno muovendo a sua cura e beneficio, verso un bene comune. Alcuni dei personaggi hanno fatto dei progetti su di lei, progetti in cui il suo benessere verrà un po’ sacrificato per soddisfare interessi e ambizioni altrui.

Le scelte di Isabel vengono influenzate senza che lei se ne renda conto ma, in fondo, è una signora ed è stata descritta come impermeabile alle convenzioni. Tuttavia, quando il rischio di essere inglobata nella macchina del conformismo diventa sempre più concreto, l’autore non fa nulla per impedirlo, per farglielo sapere per tempo.

Henry James lascia che le cose che accadono in Ritratto di signora seguano il tracciato predisposto fin dall’inizio. Il lettore può non trovarsi d’accordo con l’andamento del romanzo ma, come Isabel, si trova obbligato, quasi per convenzione, a leggere fino alla fine.

In Ritratto di signora non c’è nulla da aggiungere e nulla da togliere. Può piacere o non piacere ma è così che funziona e proprio per questo diventa, per paradosso, uno di quei romanzi da leggere assolutamente.

Di sicuro, la bibliografia ragionata su Ritratto di signora di Henry James offrirà tutte le spiegazioni e gli approfondimenti per arrivare, se non ad accettare, a rispettare la volontà dell’autore ma si preferisce rimanere con il dubbio lasciato nelle ultime pagine e che, anche se lascia intendere una risposta precisa a quanto Isabel sceglierà di fare, concede al lettore un margine per immaginare un finale diverso, come più gli piace. Sarà per questo che Ritratto di signora di Henry James è stata la lettura più scorrevole e leggera che abbia mai incontrato. Perché, in realtà, non finisce ma, inizia. 🙂

Autore: Henry James
Titolo: Ritratto di signora
Titolo originale: The Portrait of A Lady
Traduzione: Luigi Lunari
Casa editrice: Feltrinelli
Collana: Universale Economica Feltrinelli/Classici
Pubblicazione: quarta edizione, marzo 2018
Pagine: 753
Prezzo di copertina: € 13

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