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Curriculum Del Lettore di Silvia Pillin: sfavillanti, ironiche letture d’autrice

27 Febbraio 2019

L’idea di ospitare il Curriculum Del Lettore di Silvia Pillin nasce da un incontro dal vivo durante un corso del quale ti ho parlato in newsletter.

Un’idea confusa e dettata da uno slancio di curiosità che diventa:

  • accattivante, una volta apprese alcune nozioni che costituiscono il bagaglio di esperienze e competenze di Silvia,
  • possibile, grazie alla scoperta del reciproco piacere nel parlare di libri e
  • fattibile (oltre che necessario) una volta letta la storia di Aria e altri coccodrilli.

L’idea, da confusa perché orientata verso qualcuno che non si conosce, si è concretizzata nella narrazione di uno spaccato della natura ironicamente sfavillante di Silvia Pillin la quale, nella sua corsa tra marketing, scrittura e consapevolezza, ha percorso anche il suo Curriculum Del Lettore.

Curriculum Del Lettore di Silvia Pillin: le sfavillanti letture d’autrice di un’ironica lettrice

Sono nata in una casa di non lettori ed è forse per quello che Robert Cialdini chiama “principio di scarsità” che i libri per me hanno avuto da subito grande valore.

INFANZIA

Il primo libro che ricordi è una raccolta di 365 storie: un pesante volume con la copertina cartonata che racchiudeva un racconto illustrato per ogni giorno dell’anno. Nonostante mio padre tentasse di propormene di diverse, io pretendevo ossessivamente: La gallina Emma e L’orsetto Tuttafretta.

Regalo degli zii erano stati due libri coi buchi della casa editrice la Coccinella. In uno c’era una formica alla ricerca della sua tana, nell’altro una pozza d’acqua. Di entrambi i volumi sfogliavo con grandissima fascinazione le pagine con i buchi. Mano a mano che la storia procedeva, i buchi si rimpicciolivano per diventare, nel primo caso, della dimensione della tana della formica, nell’altro, di una goccia.

Il mio terzo libro dell’infanzia è Piccole donne, il romanzo che mia sorella maggiore leggeva e rileggeva e che io ho preso in mano per la prima volta a 26 anni – nella stessa traduzione vezzosa e insopportabile dei primi anni 80. Quando eravamo piccole e condividevamo la stessa stanza, io per dispetto spegnevo la luce per impedire a mia sorella di leggere, ma lei continuava a recitare delle frasi ad alta voce, come se Piccole donne le desse il super-potere di leggere anche al buio.

Anche se in casa giravano pochissimi libri, la biblioteca del paese era fornitissima: è da lì che ho attinto a piene mani e disordinatamente per le mie letture bulimiche da lettrice autodidatta.

ADOLESCENZA

I preferiti dell’adolescenza sono:

Il vangelo secondo Larry di Janet Tashjian, si tratta della storia di un ragazzino che per scelta ha solo 75 oggetti e ogni volta che un nuovo oggetto entra nella sua vita deve decidere di cosa sbarazzarsi, perché 75 è il numero massimo di cose che ha deciso di possedere. Mi rendo conto che è una storia bizzarra e non molto realistica, ma adoro Larry e credo sia stato lui a fare di me una persona minimalista, prima ancora che questo movimento prendesse piede negli ultimi anni.

Altro romanzo che ha segnato indelebilmente la mia adolescenza è stato Due di due di Andrea De Carlo. La storia dell’amicizia tra Guido Laremi e Mario è quella che ho riletto più volte in assoluto. Ho sempre avuto un debole per Guido, e pur essendo molto meno avventurosa e giramondo di lui, con lui ho sempre sentito di condividere l’irrequietezza e il (bi)sogno di scrivere.

Si contendono il terzo posto delle letture dell’adolescenza la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore di Simona Vinci e Le piccole virtù di Natalia Ginzburg. Del primo ricordo il racconto Lettera col silenzio: una delle prime frasi diceva le lettere sono sempre così intime che si fa fatica a capire di cosa parlino davvero e all’adolescente grafomane piena di amici di penna che ero allora sembrava una verità assoluta. Di Le piccole virtù invece, ho sempre adorato l’incipit del saggio Il mio mestiere:

Il mio mestiere è scrivere, e io lo so bene e da molto tempo. Spero di non essere fraintesa, sul valore di quello che posso scrivere non so nulla, so che scrivere è il mio mestiere.

Curriculum Del Lettore di Silvia Pillin

GIOVINEZZA

La giovinezza è stata caratterizzata da un doppio amore: quello per i manuali di scrittura e quello per i libri per ragazzi in particolare per la letteratura Young Adult – amore cresciuto nei 4 anni in cui ho lavorato per la divisione ragazzi della casa editrice Mondadori. Tra i manuali di scrittura (che ho studiato per scrivere la mia tesi di laurea triennale in lettere) quello che ha avuto il maggiore impatto è Scrivere zen di Natalie Goldberg.

Tra i romanzi destinati a un pubblico di giovani adulti ho pianto su Cercando Alaska di John Green. Appena l’ho chiuso l’ho ricominciato da capo: volevo capire come l’autore fosse riuscito a creare quella meraviglia. Ho pianto di nuovo per Alaska senza capire un gran che.

Niente di Janne Teller è un altro dei libri WOW. Il protagonista tredicenne esordisce dicendo che per lui niente ha senso e che quindi tanto vale che resti a vivere su un susino. I suoi compagni di classe, nel tentativo di dimostrargli che si sbaglia, realizzano una sorta di mucchio di cose che hanno senso, costringendosi reciprocamente a immolare per la causa proprio le cose dalle quali non vorrebbero mai separarsi. La storia procede in un’escalation di violenza tutt’altro che rassicurante, che ricorda Il signore delle mosche.

MATURITÀ

L’età adulta è caratterizzata dal passaggio al libro digitale e da tre interessi predominanti:

  1. la corsa,
  2. il tentativo di diventare una persona più consapevole e migliore,
  3. il marketing online.

Anche se continuo a leggere prevalentemente narrativa, sono tre saggi quelli che voglio mettere in questo CV. (Selezionare tre romanzi sarebbe stato crudele e impossibile)

Il mio libro sulla corsa preferito è Correre al femminile di Alexandra Heminsley: una giornalista racconta di come è passata dal divano alla maratona. Anche se non sono mai arrivata a percorrere i 42 chilometri della maratona mi sono riconosciuta molto nel suo percorso.

Tra i libri che stanno facendo di me una persona migliore c’è La via dell’artista di Julia Cameron. L’autrice suggerisce di adottare una pratica di scrittura quotidiana, di scrivere quelle che chiama “le pagine del mattino”. Si tratta di riempire di getto tre pagine subito dopo essersi svegliati, prima ancora di fare colazione: secondo lei siamo ancora abbastanza storditi dal sonno per mettere su carta quello che davvero siamo, vogliamo, pensiamo, attingendo alla parte meno razionale di noi e quindi più libera e creativa. Fondamentale per l’efficacia dell’esercizio è scrivere a mano; attività di recente vituperata, al punto che si sta mettendo in dubbio l’utilità e l’opportunità di insegnare ai bambini il corsivo, ma che in effetti attiva aree del cervello e connessioni neuronali altrimenti inutilizzate.

Un pietra miliare della mia formazione come copywriter è Le armi della persuasione di Robert Cialdini, in cui l’autore spiega quali sono le leve e i principi impliciti che ci spingono a dire sì a qualcosa o qualcuno. (In realtà il mio libro di marketing preferito è La mucca viola di Seth Godin, ma dal punto di vista della struttura di questo testo faceva molta più scena riprendere come ultimo libro proprio quello citato all’inizio).

Silvia Pillin, autrice e blogger di AzzurroPillin

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