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BookCity e i mestieri del libro: alcuni appunti di scrittura

19 novembre 2018
BookCity e i mestieri del libro: alcuni appunti di scrittura

Quest’anno sono tornata a Milano per il BookCity. Mi interessava:

  • ascoltare alcuni degli incontri legati ai mestieri del libro, un campo che non si finisce mai di esplorare e di approfondire;
  • vedere un luogo donato agli abitanti di Milano e
  • visitare la mostra di un artista molto particolare, tormentato, complesso e, mitologico.

In un tempo durato appena due giorni ho raccolto appunti e impressioni sulla scrittura, sull’editoria e sul web. Oggi, li condivido con te.

Vieni a leggere?

BookCity, Booktelling e scrittura: i mestieri del libro, del linguaggio e della comunicazione editoriale

La libertà di scrivere bene con Donata Schiannini, docente in editoria, è stato l’incontro decisivo, quello che mi ha portata a Milano per il BookCity e che apriva un ciclo di conferenze dedicate ai mestieri del libro e alla comunicazione editoriale, argomenti trattati e approfonditi dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e, nello specifico, nei master di primo e secondo livello BookTelling e Professione editoria cartacea e digitale.

BookCity: come lo scrivo e l'ufficio stampa in editoria

 

L’incontro è stato una presentazione e un laboratorio pratico.

La presentazione partiva dalla domanda Come lo scrivo? di Donata Schiannini, titolo del libro dedicato a Tullio Di Mauro e pubblicato da Editrice Bibliografica. Un testo che si divide in due parti composte da:

  1. un’introduzione definita dall’autrice come un’autobiografia linguistica e una gentilezza intellettuale nei confronti di chi vorrebbe scrivere o lavorare nel mondo dell’editoria perché, testuali parole, si deve sapere la cultura di base di chi insegna a scrivere;
  2. un elenco di esempi, domande e chiarimenti raccolti durante l’esperienza professionale dell’autrice e dedicati alle varie problematiche linguistiche che si possono riscontrare in fase di revisione di un testo.

Il laboratorio pratico si è concentrato sulla seconda parte di Come lo scrivo?

Condividendo con il pubblico dei gruppi di parole divisi per dimensione geografica, storico – geografica e morfologica la docente ha chiesto di stabilire quali delle frasi proposte fossero corrette o scorrette rendendo l’incontro piacevolmente partecipativo e riflessivo.

L’ora è trascorsa in leggerezza sfiorando le varie problematiche, senza cristallizzarsi su quelle che dovrebbero essere regole fisse ma riflettendo sulla vitalità e sulle varianti che sono proprie della lingua italiana. Malgrado l’elemento di disturbo causato da ascoltatori che parlavano fra di loro perché, probabilmente, ne sapevano di più rispetto agli altri, l’incontro mi ha convinto a seguire anche quello successivo intitolato Lavorare in editoria. A dire il vero. L’ufficio stampa in editoria, e non solo.

Tra i relatori, Maria Vittoria Gatti, Silvia Introzzi, Alessandro Galimberti e, in veste di moderatore, Carlo Fumagalli. Si è trattato di un incontro molto denso per la molteplicità delle tematiche che, per punti, hanno:

  • affrontato la dimensione deontologica del giornalista e dell’ufficio stampa,
  • toccato la relazione tra le due professioni e i ruoli che ricoprono nel mondo dell’informazione,
  • rilevato come gli strumenti attraverso cui veicolare le informazioni siano sempre più complessi e diversificati,
  • studiato il rapporto delle case editrici e dei loro uffici stampa con il web e, nello specifico, con i social network

e tanto altro ancora.

Il tutto è riportato nel libro di Maria Vittoria Gatti, L’ufficio stampa in editoria anch’esso pubblicato per Editrice Bibliografica. L’ho acquistato perché raccoglie anche i risultati di un sondaggio eseguito a Tempo di Libri. Un libro tutto da approfondire leggendolo. 🙂

BookCity e la professione della scrittrice: dalla comunicazione editoriale alla comunicazione autoriale

Un terzo incontro del BookCity dedicato alla scrittura al quale ho partecipato è stato Professione scrittrice 2.0 – Come è cambiata la figura dell’autore ai tempi del web. Si è svolto presso la Fondazione Adolfo Pini in compagnia di Anna Di Cagno, Sandra Lonchamp, Viviana Giorgi, Alessandra Bazardi, Anna Pastore e Isa Grassano. Tema ricorrente che ha aperto il confronto è che, statisticamente, in Italia si scrive di più ma si legge di meno.

BookCity: dalla comunicazione editoriale alla comunicazione autoriale

Partendo da un luogo comune ne è nata una conversazione equilibrata che, invece di lamentare la carenza di lettori, si è soffermata sugli aspetti della rete e di come essa stia cambiando la lingua e, di conseguenza, anche i parametri editoriali e l’approccio di lettura.

“In rete si scrive come si parla e la lettura è più di intrattenimento”.

Su questo pensiero il dubbio che gli editori si facciano condizionare dagli autori che hanno successo online è vero in parte in quanto non si tratta di un fenomeno nuovo ed è vero anche che il mondo dell’editoria tende a far attenzione a quello che avviene in rete poiché riflette, come uno specchio, quello che è un bacino d’utenza e di nuovi potenziali lettori.

Per paradosso, il web porta a scrivere di più e a leggere altrettanto facendo emergere una preferenza per una narrativa medio – bassa.

Sul tema del rapporto tra scrittura e rete si è affermato che ormai:

“È impensabile essere scrittori oggi senza usare, ed essere usati, dalla rete”.

Ciò ha portato l’aspirante scrittore ad utilizzare i contemporanei mezzi di comunicazione per farsi vedere, leggere, notare. In pratica, a fare Personal Branding di sé stesso.

Anche se l’online consente nuovi strumenti e forme di pubblicazione (blog, Wattpad, self-publishing) o di narrazione (come i romanzi scritti con il cellulare che hanno molto seguito e successo in Giappone) la pubblicazione cartacea rimane l’obiettivo finale dello scrittore o della scrittrice 2.0.

Un obiettivo che può essere raggiunto anche attraverso la rete che, osservata dalle case editrici e da tutti i soggetti e i meccanismi complessi che le regolano, determina un’evoluzione dell’ufficio stampa mentre le modalità di promozione del libro si dividono in due.

Da una parte la promozione del libro continua ad essere portata avanti dalle agenzie editoriali e, dall’altra, il web diventa il luogo di promozione del person-aggio e cioè dell’autore che racconta di sé sui social.

Per paradosso, la rete fa leggere di più pur continuando a mantenere invariata la media bassa di lettori cartacei.

A questo cambiamento della figura dell’autore si aggiungono le piattaforme social, in particolare Facebook e Instagram e i blogger che possono promuovere e influenzare il processo di vendita di un libro attraverso l’immagine che, talvolta, supera e ha più valore del contenuto testuale. Se però l’immagine è coerente con il contenuto e viceversa, il web può veicolare anche cultura alta in modo semplice, istantaneo e d’intrattenimento.

In conclusione, la conversazione su come è cambiata la figura dell’autore ai tempi del web ha fatto emergere tanti e vari aspetti ai quali è necessario prestare attenzione per creare dei ponti tra la rete e il mondo editoriale tradizionale e per trovare una soluzione equilibrata ai paradossi rilevati in fase di ascolto e confronto.

È stato uno di quegli incontri che ti fanno perdere la cognizione del tempo per come gli argomenti si sono alternati in modo fluido, approfondito e lineare.

A proposito di tempo.

A pochi passi dalla Fondazione Adolfo Pini, al di là della strada, ho notato una piccola libreria indipendente gestita da un libraio molto gentile e competente. Mi ci sono soffermata poco prima dell’incontro per riposarmi dal mio girovagare a piedi per le strade di Milano. Ne sono uscita rigenerata e, naturalmente, con una borsa contenente dei libri molto particolari che mi avevano incuriosito per l’aspetto e contenuto. La libreria si chiama Il tempo ritrovato. Che curiosa casualità, vero? :p

Il mio BookCity non termina qui. Ci leggiamo mercoledì con uno dei luoghi donati alla città di Milano? 🙂

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