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Curriculum Del Lettore di Stefania Bressani: la bellezza delle letture d’artista

14 novembre 2018
Curriculum Del Lettore di Stefania Bressani: la bellezza delle letture d'artista

Mi piace pensare al Curriculum Del Lettore di Stefania Bressani come un gesto di gentilezza condiviso tra un’artista e una lettrice.

Pur non avendola incontrata di persona Stefania riesce a trasmettere con le sue opere d’arte il suo modo di essere e di vedere il mondo, sia reale sia virtuale. Per questo mi sono lasciata coinvolgere in un suo progetto del quale ti parlerò più avanti e che credo sia molto, molto bello perché si basa sul principio del dono, del fare qualcosa per gli altri.

Nell’attesa è però emersa la mia curiosità di conoscere un pochino le sue letture e così le ho chiesto il suo Curriculum Del Lettore.

Per poterle condividere con te, vieni a contemplarle?

Curriculum Del Lettore di Stefania Bressani: la bellezza dell’arte e della lettura

IMPRINTING

Un rettangolone in pelle blu scuro, grande più dell’arco delle mie braccia e pesantissimo. Il titolo era scritto sul suo fronte con un font tra i più classici e le lettere in oro: Pinocchio.

Una volta aperto gli stessi caratteri eleganti si rincorrevano narrando la storia del burattino di legno. Le splendide illustrazioni a colori si alternavano alla lettura ed io, alta poco più di un metro, mi tuffavo in quelle immagini immergendomi nella storia. Sono stata nel laboratorio di un falegname, nel paese dei balocchi e nella pancia di una balena. Questo è il primo ricordo che ho di un libro.

Non era mio: mi era stato dato in prestito da una zia “solo per gli anni della mia infanzia” finché non occorresse ad un altro membro della famiglia. Il libro era composto da frammenti di storia pubblicati settimanalmente da un giornale. La zia Maria li aveva collezionati con costanza e poi li aveva mandati a rilegare.

Non so descrivervi la bellezza di quell’oggetto senza confessarvi che per me è paragonabile alla grazia sublime delle statue greche: è stato la bussola per distinguere un buon libro dal corpo: un foglio di guardia a proteggere la storia interna, il capitello giallo e rosso a chiudere la rilegatura e i capilettera a salutare ogni nuovo capitolo.

COMPAGNI D’INFANZIA

Il mio principale compagno d’infanzia è stato 14 Viola. Passava con me i più bei pomeriggi. Aveva mille idee e insieme ritagliavamo, incollavamo, fantasticavamo su nuove invenzioni possibili.

Alcuni libri della collana dei quindici credo di averli aperti solo un paio di volte ma 14 Viola è stato un amico costante. Con lui ho scoperto il più grande lei miei tesori: le mie mani e l’immensità di cose che possono fare.

Altra fedele amica dei miei pomeriggi estivi è stata sicuramente Jo: la più maschiaccio tra le Piccole donne.

Mi ha letteralmente trascinato nella sua vita: potevo percepirne i sentimenti, i pensieri, i desideri. Ancora oggi, segretamente, miro ad essere una donna forte come lei. Mi ha insegnato il potere di un personaggio all’interno di una storia e quella stupenda condizione di sospensione che si prova durante la lettura.

Ho avuto altri due compagni d’infanzia usciti da un’unica penna. Cosimo e Marcovaldo.

Calvino lo adoro per mille motivi ma principalmente per il suo modo di farmi contemplare la vita: ad ogni lettura de il Barone rampante rinfranco il mio spirito anarchico e la convinzione che possano esistere utopie possibili; Marcovaldo invece mi invita sempre ad avere quello sguardo calviniano sulle cose: faticosamente surreali e bellissime.

Le letture dell'artista Stefania Bressani

ESPLORAZIONI

Il periodo tra Liceo e Accademia è stato tutto un ubriacarsi di conoscenza.

Avevo un compagno di banco speciale al liceo: cambiava interesse ogni tre/quattro mesi e non appena intravedeva la prima scintilla di una nuova passione si tuffava tra riviste, strumentazioni e libri per imparane il più possibile.

Mi ha insegnato una cosa che definirei “consumismo intellettuale” (è una cosa bella, dategli un’accezione meno negativa del consumismo materiale) ovvero a divorare il sapere, a mantenersi costantemente affamati ad avere il coraggio di cambiare portata quando abbiamo consumato ciò che c’era nel piatto.

Ho letto di tutto – Bukowski, Freud, Baudelaire, Miller, Kafka, Orwell – ma forse un libro su tutti che riassume i sentimenti di questo periodo è Il lupo della steppa di Hermann Hesse.

Mi sentivo così: una donna estimatrice della poesia di Novalis il giorno, un lupo alla ricerca sincopata di sé stessa la notte. Un libro composto da molti libri, uno dentro l’altro, un corridoio con molte stanze occupate dai miei fantasmi, da una cristalleria di ricordi e da mazzi di pensieri profumati.

OGGI

Vi segnalo i miei libri dell’oggi e perché questi tre sono nella top ten (per ora).

  1. Il primo è di un uomo meraviglioso di cui ho letto tutto tutto tuttissimo. Un indovino mi disse di Tiziano Terzani.

Mi piace perché parla di Asia, continente da cui sono sedotta, perché Terzani riesce a condurmi tra i suoi pensieri, profondi ed elevatissimi attraverso parole e frasi fatte di quella semplicità dettata dal levare il superfluo. Il libro contiene un grande insegnamento sullo sguardo alla vita: il destino è nelle nostre mani e se capita qualcosa di avverso, si può sempre considerare la cosa come una buona occasione per ribaltare la ventura a proprio favore.

  1. Il secondo libro è In Vespa di Giorgio Bettinelli.

È un libro al quale sono molto affezionata non per la qualità letteraria ma per l’idea di libertà di viaggio che contiene. Lo regalai ad un giovane ragazzo che conoscevo da poco e che aveva una Vespa rossa. Andammo a Roma insieme, in Sicilia e quando ci sposammo fu naturale per noi tornare a cavallo di quelle due ruote e andare “verso la Francia” per poi scoprire che la strada ci avrebbe condotti fino a Barcellona.

  1. L’ultimo libro è un piccolo manuale, Le leggi della semplicità di John Maheda.

Mi piace perché è un libro moderno che nasce da una ricerca collettiva documentata su un blog. Contiene 10 regole applicabili a tutto: vita, pensieri, lavoro. In un mondo così complesso mi ritrovo remare nel verso opposto grazie a questa lettura.

Stefania Bressani, l’artista che aspira a una piccola rivoluzione 🙂

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