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Generi letterari: cosa sono e quali troverai su questo blog

1 ottobre 2018
Generi letterari: cosa sono e quali troverai su questo blog

È sempre più impellente, quando si gestisce un blog, focalizzarsi su un unico tema in modo tale da rendersi riconoscibili e originali. Quando ho avviato ParoleOmbra, il suo tema base erano e sono rimasti i libri.

Libri di che genere? Di tutti quelli che sentivo di leggere in un dato momento, per soddisfare il bisogno di istruirsi, di approfondire e di svagarsi. Pensavo che fosse più che sufficiente, come tema di base ma, a quanto pare, il mondo dei libri e dei blog di letteratura continua a ribadire che bisogna focalizzarsi su un genere specifico.

Tale categorizzazione generalizzante mi è sempre stata stretta perché tende a rendere la lettura un’azione selettiva e settoriale e, di conseguenza, al genere letterario sembra dover per forza corrispondere un lettore specifico.

Per questo oggi faccio un passo indietro e partendo dalla domanda:

– Cosa sono i generi letterari? –

mi impegnerò a farti sapere quali letture troverai su questo blog.

Avrei anche una piccola proposta da farti, ma ci arriviamo alla fine di questo post. 🙂

Generi letterari: uno per tòpos, tutti per la letteratura

Per farla brevissima, i generi letterari sono i nipotini del teatro, della poesia e della prosa e, pur interloquendo con tutti i libri che ne trasmettono interpretazioni, immagini simbolico – evocative e storie, molti post di questo blog svelano una passione per:

  1. Il romanzo e
  2. i racconti.

Rispetto al racconto, il romanzo è considerato, all’interno della tradizione letteraria, il figlio più giovane della prosa la cui nascita sembra risalire, più o meno, al Decameron di Boccaccio.

Il romanzo e il racconto hanno caratteristiche che si sono sviluppate per generi. Insomma, a seconda del periodo storico, hanno cambiato aspetto un po’ come le mode hanno cambiato i costumi sociali del tempo in cui sono stati scritti e letti.

Ho fatto una veloce ricerca online e ho perso il conto di quanti sono i generi di romanzo che si sono poi sviluppati e ramificati in un intricato intreccio di varianti e sottogeneri, di nicchia. Se dovessi trascriverli tutti in questo post ne verrebbe fuori un elenco infinito e anche un po’ sterile.

Tutto sommato i generi letterari non definiscono la letteratura e non fanno distinzioni tra la letteratura alta e letteratura bassa. Non si costruiscono per accontentare tutti i lettori, né per rassicurare vari ed eventuali complessi d’inferiorità dei lettori snob o loro tipologie.

I generi letterari fanno parte dello stesso albero genealogico e ognuno ha un numero di ramificazioni tali da far intravedere la struttura del metodo che ogni scrittore adotta per affrontare i luoghi comuni, dicesi anche topoi, in modo originale e creativo riflettendo, anche, sulle certezze e sulle incertezze che attraversano l’umanità. Per avere un’idea di chi siamo, fino a che punto siamo arrivati e dove andremo a finire.

Per come la vedo io, questa è la mia visione dei generi letterari ma comprendo che ciò non mi definisce come lettrice di genere ma nemmeno come lettrice di tutto. Sarebbe come mettersi a contare, una per una, le foglie di un ramo o di tutta la chioma dell’albero.

Anche se non perdo la curiosità di provarci leggendo romanzi che, partendo dai grandi classici, dalla narrazione storico-sociale tipica di London o Dickens mi fanno spostare lo sguardo alla narrativa di divulgazione del genere saggistico. Rispolverando romanzi epistolari, vecchi e nuovi, o cercando di capire il ragionamento che sta alla base di romanzi psicologici scritti da autori come Italo Svevo o Pirandello ma anche di Joyce, Wilde o Flaubert, per intenderci.

In quanto lettrice che si dedica a scrivere su blog di libri e non, cerco di carpire i trucchi del mestiere consultando testi professionali anche se poi trovo sempre il tempo per prendermi una pausa con romanzi e racconti che spaziano dal Fantasy e il Noir per poi perdermi (con una certa ansia, lo ammetto) nei mondi distopici e alla rovescia architettati da Margaret Atwood e George Orwell e che non avrei forse letto, se non gli fossero stati consigliati da lettori di romanzi che affrontano uno o più tòpos alla volta aprendomi gli occhi su aspetti e/o pregiudizi che pensavo di avere o non avere.

Capito perché la categorizzazione per genere mi sta stretta? Perché i generi letterari tendono a essere rappresentati come uno migliore dell’altro insinuando una gerarchia nella letteratura mentre sono i mondi in cui i lettori di letteratura si muovono per individuare, riflettere e interiorizzare le varie forme e dinamiche con le quali il bisogno di istruirsi, informarsi e svagarsi si esprimono, attraverso la lettura.

Più che suggerire una netta separazione tra buona letteratura e cattiva letteratura, i generi letterari fanno da orientamento nella letteratura nel suo complesso. Questo non vuol dire che una strada sia migliore dell’altra, alcune si intersecano e si contaminano fra loro e ciò, invece di impoverire, rende la lettura una vera e propria avventura.

Bene, ora che abbiamo scritto e letto di generi letterari, di parentele e alberi genealogici, di romanzi e di percorsi di lettura, dici che sia il caso di creare delle infografiche per le recensioni di questo blog?

Se l’idea ti piace e hai capito che sei un lettore sui generis, iscriviti alla newsletter di ParoleOmbra e teniamoci in contatto per il prossimo post o libro da leggere, 🙂

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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2 Comments

  • Reply elena 2 ottobre 2018 at 10:19

    Non mi ritrovo molto nella connotazione “negativa” che mi sembra aleggiare sul concetto di genere letterario. Dal punto di vista di chi studia la letteratura un genere letterario è solo un modo per far ordine, non è in nessun caso un modo per giudicare un’opera. Esistono criteri che mettono ordine anche per quanto riguarda la qualità di un’opera ma non sono certo i generi letterari. Per altro, un genere, soprattutto nella contemporaneità, è un concetto così fumoso che è davvero impossibile che sia anche portatore di un giudizio di valore. Credo che un lettore non debba proprio porselo il problema del genere: sarò forse un po’ influenzata dal fatto che oltre a “leggere” letteratura la studio anche ma, dal punto di vista di uno studioso, sarebbe impossibile limitarsi a un solo genere o a pochi generi (e dal mio punto di vista, il lettore è un po’ uno studioso 🙂 )

    • Reply Rita Fortunato 2 ottobre 2018 at 12:30

      Ciao, Elena,
      prima di tutto, grazie per il tuo commento e per come l’hai argomentato.

      Mi trovi concorde sul fatto che un lettore non dovrebbe porsi il problema del genere letterario che, d’altronde, non sussiste proprio per la sua natura fumosa seppur d’orientamento al mondo della letteratura. Tuttavia, mi ha colpito la tua considerazione finale: – il lettore è un po’ uno studioso – e questo mi porta a spostare la prospettiva del discorso e ad inserire il tema del genere letterario come un metodo per operare una distinzione fra lettori. Ecco, questa tendenza a voler creare delle separazioni tra lettori sembra far passare una cultura basata sulla competizione (come a dire che ci sono lettori di serie A e serie B, C, D…) e non sulla coltivazione di saperi e conoscenze trasversali che emergono tra un genere e l’altro.

      In tal senso, allora ecco che il genere letterario assume quella connotazione negativa che entrambe non condividiamo proprio perché sono convinta come te che il lettore sia un po’ studioso non solo di letteratura ma anche di sé stesso come essere umano che si domanda come relazionarsi e raffrontarsi con altri esseri umani per trovare un equilibrio tra il diritto alla felicità e quello alla libertà, individuale e collettiva, in un mondo in cui sembra che si debba sempre lottare tra chi è migliore o peggiore dell’altro.

      Scusa il commento super lungo, si vede che La società dell’incertezza di Bauman e il libro che sto leggendo al momento, stanno ancora lavorando nella mia testolina, in cerca di una collocazione adeguata 🙂

      Ad ogni modo, grazie per il tuo commento, Elena.
      Per me è stato bello sedermi qui e riflettere sulla risposta da darti e fare un po’ di conversazione.
      Spero sia stato lo stesso anche per te, 🙂

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