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Pordenone Legge 2018: di etica, storia, letteratura e cultura umanistica

24 settembre 2018
Pordenone Legge 2018: di etica, storia, letteratura e cultura umanistica

Pordenone Legge 2018 si è appena concluso ed è giunto il momento di mettere in ordine gli appunti per ripercorrere temi e riflessioni sviluppati durante gli incontri ascoltati.

Per non chiederti troppo tempo di lettura, il resoconto di Pordenone Legge 2018 sarà diviso in due parti, ognuna suddivisa a sua volta in piccoli blocchetti tematici, come se fossero dei piccoli post racchiusi in uno.

Oggi mi dedico alle riflessioni e alle conversazioni che spaziano dall’etica al romanzo storico, dalla cultura del libro alla letteratura nella vita.

Vieni a curiosare?

Pordenone Legge 2018: incontri tra etica e letteratura nella vita passando per i romanzi storici

È possibile prendere lezioni di etica da un uomo del medioevo come Dante Alighieri? Questa è la domanda da porsi quando si sceglie di affrontare uno degli incontri proposti nel programma di Pordenone Legge 2018.

  • Il bene e gli altri, Dante e un’etica per il nuovo millennio

Filippo La Porta, autore del libro Il bene e gli altri risponde al quesito ispirato da Dante su etica e nuovo millennio chiarendo subito che non si rivolge ai dantisti ma agli scrittori al fine di fornire loro gli strumenti per distinguere la realtà dalla non realtà.

“Dobbiamo pensare a tutte le false realtà che acquistiamo e che ci vendono credendo di fornire la via più facile per costruirsi un’identità più forte”.

Per avvicinarsi al Dante etico Filippo La Porta ha guidato il pubblico e i lettori verso una rilettura della Divina Commedia mostrando come in essa sia spiegato cosa si intende per etica e in quale modo è possibile agire bene esercitando le virtù dell’attenzione e dell’ascolto dell’altro senza cadere nelle trappole dell’immaginazione mal riposta.

“Solo agendo bene faccio esistere il mondo mentre il male ha a che fare con un eccesso di immaginazione, un’ipertrofia che sostituisce la realtà con qualcos’altro”.

In semplicità, l’etica equivale a dare realtà a qualcuno e questo significa imparare a vedere bene, ad osservare il mondo per quello che è e a come si crea attraverso la relazione con sé stessi e con l’altro. È, in un certo senso, fare affidamento sulla capacità divina dell’essere umano a passare a un livello più alto di consapevolezza e di comprensione di sé e dell’altro e trasformarsi. Il diavolo è maligno, non etico, perché si presenta come un essere iper logico che si nega ogni possibilità di comprensione, carità, umanità.

Seguire Dante e un’etica per il nuovo millennio mi ha fatto sentire bene ed è per questo che ho portato con me il libro di Filippo La Porta, con tanto di autografo, all’incontro successivo.

  • La biblioteca di Pier Paolo Pasolini

L’incontro dedicato alla presentazione del libro sulla biblioteca di Pier Paolo Pasolini è stata un’opportunità per:

“Esplorarne la geografia dell’anima e la poliedricità degli interessi”.

Si è trattato di una conversazione a più voci che mi ha lasciato una testimonianza molto bella, quella di Nico Naldini che contribuì a trasportare i libri di Pasolini da Bologna a Casarsa.

L’ospite ha esordito citando dei versi di un poeta spagnolo, Antonio Machado. Versi dei quali si innamorò perché racchiusi in un libro che gli cadde di mano durante il trasloco e che nulla avevano a che fare con le poesie di D’Annunzio imposte a scuola per obbligo e non per arricchimento.

La bellezza e l’amore per la lettura forse nasce da questo, dall’incontro fortuito con parole che toccano la sensibilità di chi legge e lo spingono a cercare, ricercare e raccogliere tutti quei libri necessari a creare una mappa con la quale orientarsi nelle stanze della mente, del cuore e dell’anima di un essere umano così come fece Pier Paolo Pasolini nel corso della sua esistenza e che si rivela nella biblioteca lasciata ai posteri.

Dopo aver letto Il signore della paura di Franco Cardini e Teodora di Mariangela Galatea Vaglio gli incontri di Pordenone Legge 2018 dedicati al romanzo storico mi hanno dato l’input ad approfondire altre storie legate a figure del passato oscure e controverse come:

  • Cesare Borgia

A questo incontro ho avuto modo di scoprire i romanzi di Giulio Leone e Andrea Frediani e ciò che più mi ha affascinato nella conversazione è come gli autori hanno chiarito che:

“La funzione del romanzo storico è di mettere sul piatto le ombre della storia e compito dello scrittore è raccontare i fatti veri come se fossero inventati per lasciare al lettore un certo margine di incertezza”

Dei due romanzi presentati, ho scelto di approfondire la lettura de Il principe di Giulio Leoni perché mette in scena il rapporto tra Leonardo Da Vinci e Cesare Borgia e offre, a sua volta, nuovi spunti su come accostarsi alla lettura dell’opera di Machiavelli.

  • Nerone

Nerone è un’altra figura controversa che viene comunicata e presentata come, stando alle parole di Margaret George, uno scherzo, una barzelletta che porta a dimenticarsi quanto, in realtà, sia stato un personaggio storico straordinario che, umanamente, non è stato capito.

Dedicandogli un romanzo, l’intento dell’autrice non è tanto di riabilitarlo come personaggio storico ma di offrire un’immagine meno bidimensionale di quella trasmessa fino ai giorni nostri per renderlo più attuale e moderno.

“Ho dato informazioni precise ma non c’è l’intenzione specifica di abilitarlo perché si riabiliterebbe da solo. Anche se la storia è stata scritta dai suoi nemici, il romanzo può essere un contributo per far scoprire o riscoprire altri aspetti che costituiscono la personalità di Nerone”.

Una volta ragionato di etica, di biblioteche e cultura del libro, di romanzi storici e di figure complesse e controverse, l’incontro dedicato alla letteratura nella vita è un buon modo per chiudere questa prima parte di resoconto su Pordenone Legge 2018.

  • La letteratura nella vita

È l’incontro che ha messo a confronto due generazioni di scrittori, Antonio Moresco e Francesco Targhetta i quali hanno dialogato sul ruolo e sulla funzione della parola letteraria collocata a metà tra la realtà e la finzione. Il titolo dell’ultimo lavoro di Antonio Moresco, L’adorazione e la lotta, vuole scompaginare il binomio di base perché il termine finzione:

“crea delle separazioni astratte che indeboliscono la potenza di verità della letteratura e della parola scritta dando forza ai luoghi comuni che, invece, bisogna trovare il coraggio di affrontare e di mettere in discussione. La letteratura deve creare le premesse per una reinvenzione del mondo”.

Un mondo reale che si scontra e si confonde con quello creato dalle moderne tecnologie e che ha fatto da fonte d’spirazione per Le vite potenziali di Francesco Targhetta:

“Noi viviamo in continuazione con la somma delle nostre vite e questo cambia il nostro modo di stare al mondo”.

Dei due libri, ho scelto di leggere il secondo perché Targhetta, nella sua osservazione della realtà che ruota intorno a un e-commerce ha notato che il suo libro ha fatto emergere anche il piacere, tutto umano, di raccontare e raccontarsi. In questo senso, la letteratura sembra quasi svolgere la funzione etica di dare realtà, attraverso la narrazione, a un mondo ricco di possibilità ma che ha due modi diversi di affrontare la vita che può essere o di paralisi o di euforia.

La letteratura nella vita, incontro che compone un post che spazia dall’etica alla storia, dalla lettura alla scrittura, conclude questa prima parte del resoconto su Pordenone Legge 2018.

Hai trovato qualche libro che ha attratto la tua attenzione? Fammi sapere nei commenti quello che secondo te dovrei leggere per primo.

Nel frattempo, mi dedico a mettere in ordine gli appunti dedicati agli incontri il cui dialogo corre sul piano della comunicazione e della conversazione tra tradizione umanistica e rivoluzione tecnologica, tra letteratura alta e letteratura bassa.

Ci leggiamo mercoledì, per la seconda parte del resoconto di Pordenone Legge? 🙂

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