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Vacanza sul lago di Garda: tre luoghi da leggere sul posto

27 agosto 2018
Vacanza sul lago di Garda: tre luoghi da leggere sul posto

Quando si viaggia attraverso i libri accade una cosa particolare, bisogno di leggere si passa, con insolita naturalezza, al desiderio di esplorare e vedere con i propri occhi i luoghi di sosta o attraversamento di autori e lettori. Una vacanza sul lago di Garda era quello che ci voleva per tirare vicino qualche filo dei percorsi iniziati su questo blog.

È casuale la scelta di trascorrere tre giorni sul lago di Garda? Forse sì forse no ma, i tre luoghi che ho visitato sembrano le coincidenze necessarie a convincersi che, in fondo, nulla è mai lasciato al caso. Ci sono sempre dei collegamenti da cogliere, se si legge con attenzione.

Ti lascio quelli che sono andata a leggere sul posto, sia mai che possano tornarti utili e suggerirti altri plausibili e curiosi collegamenti. In caso contrario, avrai pur sempre trascorso con me una piccola vacanza e spero di esserti stata di gradevole compagnia. 🙂

Vacanza sul lago di Garda: cosa visitare in tre giorni

Della vacanza sul lago di Garda il tempo trascorso sotto il sole, in completo relax, è stato poco. In compenso sono stati tre giorni dedicati a lunghe passeggiate per curiosare nelle stanze private del Vittoriale ed esterni, visitare il giardino botanico Heller e per vedere come si è strutturata ed evoluta una cartiera nel tempo grazie al Museo della Carta a Toscolano Maderno. Se mi chiedo quale mi sia piaciuto di più, non saprei rispondere perché tutti mi hanno dato motivo di fascinazione e meraviglia.

  • Il Vittoriale

Del Vittoriale, la prioria, ovvero la casa privata di Gabriele D’Annunzio è il cuore e la mente della visita perché si entra nelle ombre (tante) e nelle luci dell’autore al quale scrissi, tempo fa, questa lettera.

Carica di oggetti strani e stravaganti, provenienti dalle culture occidentali e orientali, alla prioria si può avere accesso solo attraverso una visita guidata, a piccoli gruppi e in orari ben precisi. Niente fotografie e, possibilmente, telefono spento. Per questo il catalogo preso al book shop sarà il ricordo più prezioso da portare con sé.

Molte stanze sono cupe per soddisfare il bisogno d’isolamento del poeta soldato deluso e amareggiato dagli eventi che cercò di modificare e per salvaguardare l’occhio destro che, in seguito a un’incidente, lo resero fotosensibile. Appunto personale, leggere Notturno.

A proposito di libri, la Stanza del Mappamondo è una biblioteca “stodeschizzata” che accoglie i volti di Dante Alighieri e di colui che D’Annunzio sentiva come un parente artistico, Michelangelo Buonarroti. Assieme alla biblioteca parallela, dedicata solo ed esclusivamente alla letteratura italiana, sono le stanze all’interno delle quali mi sarebbe piaciuto sostare di più anche se dubito che avrei avuto l’ardire di sedermi in uno degli spazi di meditazione appositi. Sono nicchie strette che se non ispirano alla claustrofobia, poco ci manca.

In tutto, nel Vittoriale sono raccolti 33 000 libri. Sono tanti, per un solo lettore, pochi, per avere un’idea di che cosa è composto lo scibile umano ma il pensiero che ci sono è più che sufficiente per meravigliarsene.

Alla lettura si affianca la scrittura, la prioria del Vittoriale ne ha due e organizzate per scopi diversi.

La più bella, moderna e, udite udite, anche la più luminosa è L’Officina. Ci sono due scrivanie immense, libri tutti attorno a portata di mano e consultazione e il volto velato che raffigura Eleonora Duse. Velato perché fu l’unica donna considerata dall’eccentrico ed egocentrico scrittore fonte d’ispirazione e di distrazione. Su un tavolino, una bottiglietta d’acqua personalizzata che fa tanto pubblicità e strategia di marketing.

La più inquietante ma, allo stesso tempo, divertente è Lo scrittoio del monco. Si tratta della stanza adibita alle seccature, quella in cui D’Annunzio soleva sedersi di malavoglia per rispondere (o non rispondere) alle lettere di creditori o di personaggi influenti per i quali non nutriva né stima né simpatia. In quel caso, la stessa mano con la quale creava slogan o letteratura ne L’Officina rimaneva inerte e assente, monca proprio.

Tra le tante parole utilizzate dalla guida per spiegare la figura di Gabriele D’Annunzio le più ricorrenti sono ironico, creativo ed eclettico. Era anche religioso ma di una religione tutta sua, che gli ha portato a revisionare i peccati capitali portandoli da 7 a 5, indovina quali ha tolto! Si trovano esempi in tutta la casa che si concentrano, in particolar modo, nella Stanza delle reliquie dove puoi trovare, fianco a fianco, santi occidentali e mistici orientali, volanti di auto deformati e altarini in memoria di amici che hanno vissuto seguendo il motto Memento Audēre Semper, ricorda di osare sempre.

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La visita alla prioria si conclude con la sala da pranzo sulla quale campeggia una tartaruga morta di indigestione della quale D’Annunzio recuperò il carapace per invitare gli ospiti alla moderazione nel mangiare (almeno quello).

Anche gli esterni raccontano tanto della visione e della ricerca di un’armonia nei contrari, tipica di Gabriele D’Annunzio e che la guida ha identificato per mezzo della parola sincretismo. Il Vittoriale è, quindi, un vero e proprio monumento al sincretismo edificato da qualcuno che, nonostante tutto, è riuscito a percorrerlo con caparbia coerenza.

Un ultimo pensiero. Salendo sul Mausoleo si ha una bellissima visuale del lago di Garda così come anche la casa di Peggy Guggenheim si affaccia su uno dei punti più belli di Venezia. Sembra quasi che certe personalità, che sono state importanti nel campo dell’arte e della cultura, abbiano una predilezione per gli spazi acquatici. Chissà a cosa pensavano, quando vi si affacciavano.

  • Il giardino botanico Heller

Poco distante dal Vittoriale, sulle coste del lago di Garda, c’è il giardino botanico Heller. Un luogo dove al sincretismo dannunziano si sostituisce una ricerca di un’armonia tra natura e artificio. Secondo la mappa, il giardino botanico progettato dall’artista viennese André Heller contiene 98 specie di piante diverse provenienti da tutto il mondo, installazioni e sculture tra le quali spiccano nomi di artisti come Joan Mirò, Auguste Rodin o Roy Lichtenstein.

Diviso per aree che riproducono i paesaggi dell’America Centrale, dell’Africa e dell’Indocina ci sono 8 specchi d’acqua chiamati Lago Malo, Lago Monet, Lago Koi, Lago di Misurina, Lago del Cipresso Calvo e il Lago dei Poeti.

Passeggiando, ci si imbatte in Ganesh, divinità induista creata da Rudolph Hirt, si attraversano ponti per avvicinarsi al Buddha seduto, si superano i Mostri Sputanti e si trovano, tra la vegetazione, il satirico Pan, tavole apparecchiate, spiriti dei boschi, ametiste alte venti metri.

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È bello, il giardino botanico Heller. Si sta bene seduti sotto la quercia in prossimità del chiosco da dove, tra le punte degli alberi, si intravedono lo stesso le acque del lago di Garda. Si stava così bene che ci sarei rimasta per ore. Tutti gli elementi che lo compongono, naturali o no, sembrano conviverci con tranquillità e senza particolari contrasti.

  • Il museo della carta a Toscolano Maderno

Visto per ultimo ma non meno importante il Museo della carta a Toscolano Maderno è stato il mio paese delle meraviglie e un simbolico tributo al supporto sul quale, in passato, ho scritto e disegnato.

È la mano dell’essere umano che si racconta attraverso i vari processi eseguiti per la realizzazione della carta e che non dimentica le motivazioni e i rischi corsi per produrre e trasformarsi nel corso della sua evoluzione, prima artigianale e poi via via sempre più meccanizzata, industrializzata.

Si parte da un piccolo ponte in legno, Il sentiero delle assi, per collegare tra loro le cartiere situate accanto ai corsi d’acqua. Si seguono i vari procedimenti che hanno trasformato vecchi stracci in carta e libri e giornali che documentano problemi e soluzioni fino ad arrivare agli sviluppi della tecnica e a leggere le documentazioni riguardanti il bisogno di sostituire il sentiero delle assi con una strada, più pratica e sicura, fortemente voluta da chi, della produzione della carta ha dedicato la sua vita e anche la morte.

All’interno del Museo della carta di Toscolano Maderno, una mostra d’arte di Serena Della Bona ha disposto in sequenza gli spiriti dei fiumi creando uno spazio che illustra volti e figure fatate, intimamente connesse al mondo naturale che, nelle sue storie e leggende, resiste alla superficiale velocità del progresso. Gli spiriti dei fiumi sono muse che ancora parlano attraverso le vicende di Ondina, Melusina, Ieri, Eco, Eleade e Nixie. Creature bellissime, né buone né cattive, sono voci incantevoli che prima di essere contaminate chiedono all’umano di fermarsi ad ascoltarle.

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All’ascolto dovrebbe seguire la formazione di un ricordo da far depositare nella memoria. Nel bookshop ho trovato gli Ex libris che mi hanno ricordato Gli Inutili visti a Tempo di Libri. Non li avevo mai sentiti nominare e ho chiesto informazioni.

Gli Ex libris sono piccoli foglietti di carta con varie incisioni sui quali è possibile scrivere il proprio nome per attestare la proprietà di un libro e, al limite, scrivere anche la data in cui è stato letto. Ho comprato una confezione, per ricordarmi di questa vacanza sul lago di Garda.

Dentro ce ne sono 8, ne ho già usati tre per segnare i tre luoghi che ho potuto leggere sul posto e dei quali ti ho parlato in questo post che, sebbene mi appartenga, è stato scritto per condividere un’esperienza con te e ora sono curiosa di sapere come ti è sembrata e per questo giro la parola a te, nei commenti. 🙂

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2 Comments

  • Reply Priscilla 4 settembre 2018 at 15:48

    I luoghi del lago di Garda sono magici oltre che storici. Peccato non averlo saputo prima che saresti passata di qua, magari avremmo potuto incontrarci…

    • Reply Rita Fortunato 4 settembre 2018 at 23:18

      Hai ragione, Priscilla, c’è qualcosa di magico nei luoghi del lago di Garda. 🙂
      La vacanza è stata organizzata all’ultimo e non sapevo fossi di quelle parti però ho conservato un volantino su un Festival letterario dedicato ai libri gialli, sia mai che torni da quelle parti e allora potremmo incontrarci di persona, 🙂

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