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Ferragosto e libri da leggere: racconti brevi, storie da 24 ore

15 agosto 2018
Ferragosto da leggere: racconti brevi, storie da 24 ore

Quanti libri si possono leggere a Ferragosto? Se sono agili raccolte di racconti, anche tre, comodamente distribuiti nell’arco di 24 ore.

24 ore come il giornale dal quale ho tratto i libretti scelti per oggi e dei quali ti parlerò brevemente, con richiami ai primi romanzi che mi sono venuti in mente per tematiche, impressioni o stili di scrittura.

Pronti, per una gitarella di lettura?

Ferragosto per lettori: gita tra libri e raccolte di racconti

Le raccolte di racconti possono condurre al romanzo.

Tra questi, I costumi degli italiani di Gianni Celati è una trilogia narrativa raccontata in prima persona e che mette insieme ricordi e immagini della famiglia Pucci.

Gianni Celati, I costumi degli italiani

È la storia di una famiglia classica, come tante. Capofamiglia, venditore ambulante in difficoltà, madre casalinga ma di avvenente bellezza e un figlio, punto focale della narrazione, interessato più a vagare per le strade di Bologna che a studiare per ottenere una licenza per trovarsi un lavoro, una ragazza, una casa, una vita socialmente accettabile e adeguata.

I costumi degli italiani raccoglie i dettagli delle cose fatte per convenienza o per convenzione e di come, nell’insieme, l’adattamento alle varie situazioni che si delineano comporta il raggiungimento della raccomandazione che certifica la sopravvivenza dei Pucci e il tanto, quanto incerto, benessere materiale. Il prezzo da pagare lo si individua a metà raccolta, tra le righe del pensiero della madre:

“Appena avuta una raccomandazione si sarebbe presentata da lui con una bella messa in piega e un trucco speciale degli occhi che aveva trovato su una rivista di moda. Pensandoci accelerava il passo; poi alzava lo sguardo e vedeva per le strade tutto un fluttuare di gente che andava e veniva, gente libera di andare e venire, o forse neanche libera, ma in stato pensoso come lei. Ognuno con un pensiero che lo porta per un tratto di strada, e il resto non conta più niente, tutto un po’ sospeso, rumori che ti sfiorano, e via così ognuno nel suo fluttuare”.

I costumi degli italiani di Gianni Celati menziona un luogo in particolare, il manicomio. È la parola chiave che mi ha fatto collegare questa piccola raccolta a La prima verità di Simona Vinci, premio Campiello del 2016.

La seconda raccolta da leggere a Ferragosto è di Piero Chiara. Si intitola Il verde della tua veste e altri racconti e inizia così:

“Se si tenesse nota diligentemente di ogni luogo visto e di tutte le persone conosciute lungo il corso della vita, ciascuno di noi avrebbe i dati necessari per disegnare con precisione il proprio itinerario in terra”.

Piero Chiara, Il verde della tua veste e altri racconti

Ci sono storie di vita di un tempo bravate e birbonate di un ragazzo non ancora diventato scrittore, che ricorda i grattacapi e le preoccupazioni date ai familiari per il posto fisso a Il banco degli asini e le amicizie onorate con una sassaiola durante Il giorno della cresima. La Lettera a un amico d’infanzia può spiegare molte cose, il senso è raccolto Nel portafogli del padre.

A tratti didascalico e puntiglioso, Il verde della tua veste e altri racconti annota storie apparentemente banali ma che vanno a comporre il quadro più ampio della Storia. Storie che non si studiano sui manuali di scuola è la frase che rimanda a Fratelli nella notte di Cristiano Cavina, letto e recensito nel Ferragosto passato.

Infine, la terza raccolta di racconti da leggere in 24 ore appartiene ad Augusto Bianchi Rizzi e si chiama Montsé:

Augusto Bianchi Rizzi, Montsé

“Ehi, italiano, mi inviti a ballare?
L’italiano sono io. Chi mi parla è una ragazzetta spagnola dalla pelle scura e lucente, con occhi neri colmi di spavalderia e curiosità.”

Montsé ha 16 anni, vive sola in una villa imponente all’Estartit, esce solo di notte a piedi scalzi e soffre di una grave malattia al cuore. Può morire da un momento all’altro e non ne vuole sapere di tentare un’operazione.

“A parte le ragioni che ti ho già elencato, c’è un altro motivo che mi impedisce di aver voglia di correre il rischio di vivere […]”

Il motivo di Montsé si cela nel suo nome e nei desideri e nei bisogni che la spingono a raccontare la sua storia all’italiano che ha deciso di invitare a ballare. Il ballo mi fa venire in mente una frase:

“L’arte non è possibile senza una danza con la morte”.

Sono certa che è di Louis – Ferdinand Céline, autore di Viaggio al termine della notte. Ancora da leggere. Mi domando però dove ho letto esattamente tale citazione. Faccio mente locale ed ecco che compare Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini di Kurt Vonnegut. Sfoglio il libro, trovo la frase. È sottolineata.

Questi sono i tre libri da leggere in 24 ore. Che siano diventati sei in tutto, da percorrere in un arco di tempo ben più lungo di quello fissato per oggi è solo un collegamento del caso e una gita tra libri e racconti, tutti da esplorare.

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