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Libri con i fiori nel titolo: letture di sosta e di passaggio

23 luglio 2018

Se non lo si fosse notato dal logo di questo blog ho la mania dei fiori che, in questo periodo, cerco anche nei titoli dei libri da leggere.

Solo che ho fatto fioretto di trattenermi dalla coltivazione di nuove letture, per dare il tempo a quelle raccolte di sbocciare in riflessioni e recensioni. Finora sono stata di parola, di tre titoli con i fiori, ho ceduto soltanto a uno.

Scopri quale?

Libri con i fiori nel titolo: girando per librerie da supermercato e autogrill

Per non innamorarsi 375 volte di 375 copertine diverse bisogna evitare le librerie, di catena o indipendenti non fa differenza. Sono luoghi pericolosissimi per i cacciatori di storie e per gli amanti della bellezza della narrazione perché l’offerta è ampia, puoi trovare librai preparati e pronti a indurti in tentazione e perché se non trovi, puoi sempre ordinare ciò che cerchi.

Per quanto riguarda i supermercati, il discorso è diverso. La zona libri è luogo di contemplazione per il lettore forte e svolge bene la funzione di territorio da esplorare per il lettore improvvisato in cerca di storielle d’amore in stile tormentone estivo, di classici che non mancano nelle librerie private di chi macina libri come se fossero ingredienti delle ricette raccolte nei libri di cucina e di libri da portare in vacanza, al mare o in montagna.

Un giro al supermercato, sezione libri, riduce di molto le mie curiosità di lettrice ma anche qui ci sono stati due momenti in cui ho temuto di cadere in trappola.

Il primo rischio di lettura è stato I fiori non hanno paura del temporale di Bianca Rita Cataldi. La trama sembra interessante. Ambientato a Bologna, il romanzo racconta di due sorelle, di un padre mai conosciuto, di una scatola contenente indizi per colmare un vuoto umano e relazionale e di verità celate nel mondo del femminile. Ho indugiato un poco su questo libro e, hai presente il Titanic? Ecco, il motivo che poteva farmi cadere in trappola sta nella frase di Rose quando dice che il cuore di una donna è un oceano di segreti. Il punto è, quali segreti? Prima o poi, andrò a capo con questo libro. Per curiosità.

Il secondo rischio di lettura è stato Ascolta i fiori dimenticati di Holly Ringland. Copertina molto attraente, giustamente floreale. La trama verte sulla solitudine di una bambina che, traumatizzata dalle avversità del destino, si chiude nel silenzio. Solo la nonna riuscirà a trovare il modo di curare anima e ferite della protagonista. Per certi versi, Ascolta i fiori dimenticati ricorda il filone narrativo avviato da Vanessa Diffenbaugh con Il linguaggio segreto dei fiori e il fatto che la bambina si chiami Alice e la nonna Julie potrebbe essere la risposta al perché leggerlo.

Ho superato la prova, non ho fatto scattare le due trappole tese al supermercato e sono uscita senza libri in borsa. Tuttavia, una battaglia l’ho persa in un autogrill con Donne che comprano fiori di Vanessa Montfort.

Libri con i fiori nel titolo: donne che comprano fiori di Vanessa Monfort

Donne che comprano fiori, Vanessa Montfort, Universale Economica Feltrinelli

Papaveri rossi – dai quali si estrae l’oppio ampiamente apprezzato dai poeti decadenti come Baudelaire nei suoi I fiori del male – su assi azzurre che ricordano un pontile. Titolo dove tra le donne e i fiori c’è un verbo che indicano un’azione commerciale, consumistica, usa e getta. Cognome dell’autrice che fa pensare a luoghi e letteratura francese per poi scoprire, sul retro di copertina, che Vanessa Montfort è di Barcellona mentre la trama, complicata e molto femminile, nasce e si struttura nel quartiere più bohémien di Madrid. Quanti richiami e riferimenti culturali o multiculturali in un unico libro esposto su uno scaffale di un autogrill. Probabilmente è per questo che non ho resistito e l’ho comprato, per leggerlo. Ti farò sapere com’è. È l’unico libro al quale ho ceduto nel mese di luglio (a giugno, confesso, ho esagerato con i titoli da leggere anche se avevo un buono libri come salvacondotto). Mai sottovalutare il potere degli autogrill. Ora che ci penso, Il codice da Vinci di Dan Brown lo comprai proprio in un autogrill. Non ricordo dove stessi andando, o forse sì.

Capita anche a te, di incontrare il libro che vorresti leggere nei luoghi che attraversi senza farci poi tanto caso?

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