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Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini: storia di scommesse e di amicizia

11 maggio 2018
Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini: storia di scommesse e di amicizia

Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini chiude una settimana iniziata con l’intervista alla Convalle Edizioni e il Curriculum Del Lettore dell’autore del libro di oggi.

I motivi che mi portano a recensire, su questo blog, Il tempo dentro di noi sono diversi.

Ho scelto di leggerlo perché mi ha colpita la gentilezza e la cura che Stefano Galardini ha usato nel contattarmi via mail perché (cosa avvenuta anche con Alessandro Pagani) alla mail era allegata una scheda lettura che mi ha permesso di avere un’idea più ampia della proposta.

Un’idea che nasce come scommessa e racconta la storia di un’amicizia tra uomo e donna. Le premesse di Il tempo dentro di noi sembravano interessanti, non restava altro che approfondire, leggendo.

Sfogliamo insieme qualche pagina?

Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini: trama e impressioni

Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini proietta il lettore nel futuro, per la precisione, nel maggio del 2056.

Lidia appare subito dopo poche righe, seduta in una stanza ad assistere Luca il quale, ormai anziano e malato, sta vivendo i suoi ultimi istanti.

Quale sarà il prima, la storia che sarà dietro a questa coppia segnata dal tempo trascorso? Questa è la domanda di partenza che mette in moto la narrazione e la storia di un’amicizia tra uomo e donna.

A pagina venti il salto temporale nell’agosto del 1996 porta il lettore a vedere Lidia e Luca per la seconda volta ma, più giovani, adolescenti che si scoprono amici grazie a una canzone, All Apologies dei Nirvana. Una canzone che farà da base, punto di contatto delle loro esistenze.

Esistenze che se per Lidia appaiono chiare, pianificate e adeguatamente distribuite nel corso del tempo, per Luca sono incerte e inquiete:

“È come se… non fossi mai davvero felice di nulla.

Come se avessi una corda di violino, qui, nel petto, all’altezza dello sterno che vibra, vibra incessantemente e non mi permette di stare tranquillo, in pace in nessun posto.

Che mi fa essere irrequieto, nervoso, preda di scatti d’ira tanto furibondi quanto brevi.

Solo con te, a volte, nei miei qui e ora con te, smette di vibrare e ho un po’ di pace”.

Da questo punto in poi il lettore scivola nella trama di Il tempo dentro di noi. Un romanzo diario a due voci che si alternano e corrono in parallelo pur seguendo traiettorie e percorsi di vita completamente diversi fra loro.

Lidia, nei suoi presenti, è costantemente proiettata nel futuro, alla ricerca di nuove opportunità. Perennemente in movimento, in viaggio, motivata a raggiungere tutti gli obiettivi che si è prefissata, Lidia è una figura intraprendente, caparbia e motivata.

Eternamente giovane nello spirito è l’immagine speculare di Luca che per tutta la durata di Il tempo dentro di noi sembra vivere per inerzia facendo le scelte più adatte per far sì che quella corda di violino, che sente nel cuore, smetta di vibrare per il timore del rimpianto delle cose che avrebbe potuto o non potuto fare per costruire la sua personale felicità.

Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini sviluppa il tòpos letterario del tempo che scorre e al quale non si riesce mai a dare una collocazione precisa, se non facendo attenzione al presente. Le diverse concezioni del tempo sono rappresentate:

  • in modo molto verosimile per quanto riguarda il periodo giovanile di Lidia e Luca il cui sguardo, assieme a quel lettore, è portato avanti,
  • efficace nelle conversazioni e nelle riflessioni riportate perché descrivono l’attimo sul quale l’autore vuole attirare l’attenzione del lettore e
  • convincente perché se il tempo alle spalle dei protagonisti è immaginato questo non impedisce all’autore di descrivere scenari e percorsi d’esperienza potenzialmente plausibili per un lettore più maturo.

“Ho capito che è la nostra storia con gli oggetti, o con le persone, il tempo che gli dedichiamo, che spendiamo con loro, ad avere importanza.

Anche il tempo che passiamo con noi stessi.

È l’esperienza che ci cambia, che modifica il nostro aspetto e il nostro carattere, è il #vivere qualcosa o qualcuno.

Non possiamo apprendere nulla da qualcosa, senza il dovuto tempo e lavoro spesi per appropriarcene davvero”.

L’amicizia tra uomo e donna è possibile, dunque?

Secondo Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini sì e la scommessa è vinta grazie alla relazione che si instaura tra Lidia e Luca. Una relazione la cui continuità non si spezza nel momento della morte ma scorre dentro l’amico o l’amica e le persone che restano attorno a loro perché, in un modo o nell’altro, hanno lasciato traccia volgendola in esperienza, sia di vita vissuta sia di vita immaginata.

Come romanzo d’esordio Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini continua a mantenersi promettente anche ora che ne ho concluso la lettura ma, come sempre, mi farebbe piacere conoscere il tuo punto di vista.

Lo leggerai?

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