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Curriculum Del Lettore di Stefano Galardini: autore de Il tempo dentro di noi

9 maggio 2018
Curriculum Del Lettore di Stefano Galardini: autore de Il tempo dentro di noi

Stefano Galardini si presenta come un accumulatore di libri da leggere, ama la musica rock e vive in compagnia di un gatto con un occhio solo. È un autore esordiente, il suo primo libro si intitola Il tempo dentro di noi della Edizioni Convalle.

Ho cominciato a leggerlo perché, come mi ha spiegato Stefano:

“È un libro che nasce per scommessa, da una di quelle frasi buttate quasi per caso e che dicono che ‘non si può descrivere l’amicizia tra un uomo e una donna, ammesso che sia un’amicizia possibile”.

Presto ti racconterò in modo più approfondito di che cosa parla Il tempo dentro di noi. Nel frattempo, ti va di leggere con me anche il Curriculum Del Lettore di Stefano Galardini?

Curriculum Del Lettore di Stefano Galardini: libri e letture di un autore esordiente

E’ stato difficile iniziare a fare la lista dei libri dell’infanzia, scavando nei ricordi e nelle sensazioni poi, è stato ancora più difficile ridurre a tre soli titoli la lista eppure, mi sono divertito tantissimo a farlo e così comincia.

INFANZIA

La mia infanzia è stata Sopra il mare, sotto la terra di Susan Cooper. Un libro del 1965, il primo libro “non per ragazzi” di cui ho memoria. Ne conservo un bellissimo ricordo. Hai presente? Quando ti immergi nella lettura e ti dimentichi del mondo intorno a te?

Poi venne Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, la versione ridotta per ragazzi. Mi riprometto sempre di leggere la versione completa, specie dopo averne trovato una copia molto (molto) vissuta, in francese, in una libreria a Becherel. Un giorno lo farò. Comunque, questo libro rappresenta il mio primo approccio ai classici.
Infine quello che ha contraddistinto davvero la mia infanzia: una raccolta di mitologia greca. Per anni è stato il mio libro preferito. Lo portavo con me, ovunque.

ADOLESCENZA

Beh, Stand by me di Stephen King è stato il primo impatto con il mondo degli adulti, il sesso e la crudeltà umana fine a se stessa.

Il Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde ha influenzato “negativamente” la mia adolescenza portandomi a credere che “figo” fosse uguale a “dandy decadente” e da esso sono derivate una serie di mie scelte discutibili…
Nel periodo dell’adolescenza non posso dimenticare Il maestro e margherita di Bulgakov: il primo libro che mi ha insegnato che quotidiano e fantastico potessero convivere tra le pagine di un romanzo.

Curriculum Del Lettore di Stefano Galardini

GIOVINEZZA

Veniamo alla giovinezza. Vorrei menzionare Meno di zero di Bret Easton Ellis perché è il primo libro che non ho apprezzato e che anzi, ho odiato. Il primo libro che in un certo senso non ho subito passivamente.

H.P. Lovecraft – tutta la produzione! Ho adorato la sua invenzione di una mitologia tutta nuova e contemporanea, affascinante, credibile e coerente: credo che rappresenti la continuazione ideale della mia passione dell’infanzia per la mitologia greca.

Infinite Jest di David Foster Wallace – pietra miliare delle mie letture e della mia formazione di scrittore. Come buttare a mare tutto quanto imparato sino a quel momento sul romanzo e ripartire da zero. Colpito e affondato. Amore a prima vista. Ne parlavo a chiunque incontrassi.

MATURITÀ

Nella maturità (se mi posso definire maturo a 33 anni) Stoner di John Williams mi ha insegnato la straordinaria bellezza di raccontare il comune, il quotidiano e l’ordinario.

Benedizione (e tutta la trilogia di Holt) di Kent Haruf. Per Haruf ci sarebbe una lista lunghissima di motivazioni. Molte delle quali preferisco restino private. Mi basta confessare però che il suo stile narrativo è modello fondante dello stile narrativo del mio romanzo.

Infine, permettimi di includere una mia grande passione, Isaac Asimov, per il quale scelgo come emblema il Ciclo della Fondazione: adoro la sua chiarezza espositiva e il suo modo di adattare la fantascienza a qualsiasi argomento. Attribuisco a lui il merito di avermi insegnato che il linguaggio scientifico ha una sua profonda poesia. Da questa fase ho dovuto escludere anche il mio approccio ai gialli, sino a poco tempo fa sempre ignorati. E invece Carlotto, Manzini, Pandiani, solo per citarne alcuni, mi hanno spalancato un mondo…

Ci risentiamo tra qualche anno, così ti aggiorno sulla hit parade definitiva di questa fase della mia vita?

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